
"Madame Sara Cardellino, magnifique décolleté wagnérien"
ovvero décolleté wagneriano per me con mano.
CDS, Giugno 2026
Sara Cardellino
AL TURCOMANNO ACCIO E SUL RAPPORTO BIOGRAFIA/OPERE.
GOBINEAU, WAGNER, ERRI DE DE LUCA, FRANCESCO DE GREGORI
Accio, considerando che compaio come illustrazione seni esposti (l’obiettivo reflex li ingigantisce a dismisura rendendoli simili a galleggianti per non nuotatori; ma lascio correre; così come la risposta che mi hai dato: in tanti ci si aggrapperebbero ma sol io lo fo con l’ultime bracciate della passione! Il che ti qualifica e la riporto per l’OV a tuo disdoro; sappiano chi ci legge cosa sopporto!) dietro vetro doccia nel torrido giugno pisano, con a lato Gobineau rapportandolo ad Erri De Luca, entrambi scrittori, entrambi con posizioni reazionarie colonialiste; mi permetto di esporre qualche considerazione, con velato umorismo, e non con il turpiloquio sulle “chiare chiappe al mare”, sul caso “Francesco De Gregori”; che ripropone il rapporto biografia e opere. In questo caso canzonette e testi.
È esistito; esiste, lo ascoltano e lo rappresentano un musicista che raggiunse vette alte e abissi profondi quanto al suo comportamento ideologia fin nelle minuzie del quotidiano e privato. Creò una musica e vi adattò la forma drammatica fondendone le componenti dando vita ad un ciclo mitologico unico.
Quest’uomo arrecò pure dolore infinito oltre a scrivere l’infinito sulla carta da musica. Egocentrico. Egoista. Chi non condivideva le sue idee ai suoi occhi aveva sempre torto. Tutti gli dovevano ascolto e rispetto… a LUI… sia pontificasse sulla musica sui progetti su quanto realizzato oppure su come apparecchiare tavola in modo decente o sui luoghi di villeggiatura. Chiese prestiti e ne ricevette a iosa. Mai li restuì. Pensava tutti gli fossero debitori verso il suo genio che necessitava di ogni lusso stimolante la fantasia: profumi abiti abitazioni. Sfruttava l’amicizia per i suoi fini. Li abbandonava appena raggiunto il successo gradino più in alto. Trattava le donne come passatempo; le riduceva a schiave adoranti. Manovrò ogni seduzione mirando a portar via Cosima figlia di Liszt al suo intimo amico e sostenitore indefesso: il pianista compositore e direttore d’orchestra: Hans von Bülow.
Quest’uomo che non ebbe mai un briciolo di umorismo verso se stesso, scrisse la commedia del teatro d’opera: I Maestri Cantori.
Quest’uomo che disprezzò derise gli altri, che ebbe posizioni razziste e antisemite, scrisse musica tra le più sublimi in materia di Amore: Il “Preludio” e la “Morte di Isotta”.
Solo scrivendo al padre di sua moglie scrisse con sincerità sul perché avesse concepito il Tristano. “Poiché nella vita non ho mai assaporato le vere gioie dell’amore, voglio innalzare un monumento a questo che è il più bello fra tutti i sogni”.
Nel “Preludio” c’è in filigrana di suono il presentimento futuro della vicenda. In principio ascoltiamo il tema della “Dichiarazione d’Amore” mormorata dolcemente dai violoncelli. Seguono note inquiete sul tema del Desiderio.
Il fluido comparire di altri temi conduce musicalmente alla Morte e Trasfigurazione: siamo al punto massimo di espressione orchestrale; La Morte di Isotta, il Liebestod ovvero l’Amore-Morte che Isotta canta sul corpo di Tristano.
Tristano è morto ma Isotta lo pensa vivo col sorriso sulle labbra trasfigurato. Estasi. Splendore dei suoni stuggenti. Il suono sembra soprannaturale. La musica si estenua dolcemente in una forma indimenticabile di pace. La morte riunisce i due amanti.
Torno a De Gregori che ha scritto e cantato e canta canzoni che alla tua generazione sono parse “bellissime” e indimenticabili. Suggello di una generazione. Anche per me nel genere canzone sono di grande valore. Poi il cantante non prende posizione contro il genocidio del popolo palestinese, balbetta equidistanza, dice parole banali esattamente come Erri De Luca. Esacrazione e attacchi sui social senza scindere biografia ed opere letterarie e cantate. Tu questa dicotomia, Claudio, l’hai ben presente. Hai fatto esempi non solo di Gobineau ma anche di Verga fino a Drieu la Rochelle od Aragon per lo stalinismo. Perfetto.
Aggiungo che se chi discetta, da qui il mio richiamo all’autore del “Parsifal”, che fra l’altro ebbe interlocutore e litigio con Nietzsche, altro che gli articoletti sui giornali sul duo De Luca/De Gregori, avesse presente una gerarchia di valori, in scrittura e musica, non perderebbe tempo con i citati. De Luca può essere un onesto narratore ma Flaubert che accusò i comunardi, sì quelli della Comune di Parigi, di barbarie!, è sicuramente meglio. Chi è Erri De Luca a paragone di Flaubert? E De Gregori a paragone di Wagner!?
Personalmente con questi soggetti non ci perdo tempo! Al massimo mi concedo di perderlo, il tempo, accettando tu mi fotografi “le puppe” come dite a Pisa, divulgandole sull’Olandese Volante. Possono essere, se reggono all’età, ne dubito, appariscenti; ma quelle scolpite da Canova, son senz’altro meglio, più durevoli, e di misura più consona! Non credi Accio?
So che appena m'avrai letto, per dispetto pubblicherai un’altra mia foto da wagneriana con titolo adatto; ma soprattutto so che cesserai di scrivere sull’OV e sul social di cantautori e scrittori pensando al Canone rispetto al quale sono piccoli: se non per biografia per gli esiti nell’opera scritta e nel suono.