
Sara Fotografa Bravina. Parma. Senza Titolo, I. 26 II 2026.

Sara Fotografa Bravina. Parma. Senza titolo, 2. 26 II 2026.
Accio e Sara cardellino
LA FOTOGRAFA BRAVINA A PARMA
COL SUO NERVOSO LASCIA IN ME ORMA.
26 febbraio 2026

Sara Fotografa Bravina. Parma. Senza titolo, III. 26 II 2026.
Siamo a Parma. Io e Sara. Fo l’assistente alla “Fotografa bravina”. Scrivo “qualcosina” su alcune sue fotografie. Ne ricavo come da titolo flesh del suo nervoso. Ahi Parma, qui qualcosa mi tarma!. Ma la pace presto giunge se a ciò funge la Trattoria Brisla.
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Chi guarda la fotografia sull’iPhone o sul pc (esposta sul social e app varie) non si domanda cosa guarda: semplicemente vede. La fotografia se creativa, meglio se intelligente - e non il fotografo si badi bene che deve rimanere all’oscuro di tutto, punizione per non vivere più il mestiere in camera oscura – può chiedere, senza essere intesa, ovvio, “Chi sei? Perché non sai cosa guardi?
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La fotografia dell’antica biblioteca è eccellente, dice a Sara Cardellino, guardandola sullo schermo della Sony A7R V (Mirrorless che consente foto di archiettura con correzione, ma ciò lo pensa e lo tace, dove sta infatti l'eccellenza? Bugia tattica, si perdona) ma non voglio ricordare il palazzo che la racchiude né come si chiami. La fotografa, si è ribattezzata “fotografa bravina”, chiede, irritata, a grandangolo?, perché dici così? Lui pensa ch'era meglio se stava zitto, poi risponde mellifluo: "Perché se in una fotografia di persona familiare o di un passato amore perlomeno ne rivedi i lineamenti, ma senza apprendere alcunché, sappilo fotografa, sul perché la figura fu amata perché ti amò, e già questo è uno smacco; l’immagine con libri, vecchi addirittura di secoli, non solo non ti rivelano nulla, ma pure che milioni di parole, non lette, lì custodite, cimitero, sono addirittura il nulla dove puoi essere inghiottito naufrago peggio di un segnalibro mai esitito. Sara lo guarda interdetta: Caspita, fotografo provetto, tutta questa “filosofia parmigiana” me la gratto sullo scatto. Tutto per sminuire le mie fotografie. Sei insopportabile, Claudio. E considerando la tua, altrettanto iperbolica, riflessione su “chi guarda la fotografia”, commentando la mia al museo con figure settecentesche, puoi sempre dire alla persona ritratta e fotografata che “sai cosa guardi!”. Ci torniamo? Presuntuoso! In ogni caso le foto mie sono eccellenti perché so fotografare! E della Sony non ho usato alcuna correzione come consentito. Ah, non hai detto niente in merito? Vero! Ma l'hai pensato. Il che è anche peggio! Pertanto gradirei non mettessi alcun titolo, pubblicandole sull’Olandese Volante!! Meglio sole che mal accompagnate, dice un proverbio pisano, se ricordo giusto!!!