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Comunismi

:: Claudio Di Scalzo: Busto leninista incombusto rossa pista ovvero da Materialismo e Empiriocriticismo al l'Empiriolottacontinuismo. 1972/ nota 2026
20 Giugno 2026


CDS. 21 x 30 su carta. Tecnica mista. 1972



Claudio Di Scalzo

BUSTO LENINISTA INCOMBUSTO ROSSA PISTA
OVVERO DA MATERIALISMO ED EMPIRIOCRITICISMO
ALL'EMPIRIOLOTTACONTINUISMO.1972/NOTA 2026


 
(1972) - MATERIALISMO ED EMPIRIOLOTTACONTINUISMO anche dipinto intavolato sul monte ALTHUSSER proprio ieri. 
L'essere comunista ha la priorità sulla coscienza teso verso la conoscibilità del mondo diviso in classi. La casualità nel segno estetico di ACCIO rappresenta una conformità oggettiva a regole; lo spazio e il tempo forme oggettive di esistenza della materia. Colori china pennelli compresi. La conoscenza sensibile e la coscienza razionale (LENIN ti conosco morticino imbalsamato vivo contro AVENARIUS e MACH letto guardato) prodotto più sviluppato della materia Arti nel mio atelier ieri oggi domani sul Monte ALTHUSSER riproducono la realtà oggettiva e non come processo meccanico bensì come prcesso attivo di APPROPRIAZIONE FALCEMARTELLO DIMENSIONE.


 
CDS NOTA 2026
 
Il rimando immediato a questa POESIA VISIVA è MATERIALISMO ED EMPIRIOCRITICISMO DI LENIN del 1909. Che critica l'Empiriocriticismo di AVENARIUS e MACH come variante per la modernità dell'Idealismo e dell'Agnosticismo ponendo basi del Materialismo Dialettico leninista. Nel 1972 la lettura dell'edizione Editori Riuniti di Lenin con accanto l'appena pubblicato "LENIN E LA FILOSOFIA" di ALTHUSSER per conto della Jaka Book, mi mossero a questo Détournement in mossa situazionista. Riassunsi quanto avevo inteso leggendo Lenin e giocai sul presentarlo santino busto colorato richiamando come Althusser inseriva il rivoluzionario nella filosofia contro l'Accademia. Francamente era meglio leggere Lenin e Louis Althusser e Lucien Goldmann che difendeva il Marx dei "Quaderni economico-filosofici di Marx" contro la loro presunta "non scientificità" secondo il francese che "scervellarmi" sul programma "Prendiamoci la città" diffuso dai dirigenti di Lotta Continua.  Con la presa in giro dell'EMPIORIOLOTTACONTINUISMO forse volli rimarcare, scherzando, che nell'organizzazione c'era fin troppo facile-velleitario idealismo. Ovviamente queste prove vennero definite "arte borghese" nella sede pisana. Oggi posso ribadire che il COMUNISMO nei suoi esiti teorici e nelle prassi di lotta che accaddero (la storia epica  etragica del movimento operaio e proletario nel mondo)era, e per me è ancora, qualcosa di unico, pur nelle varianti dei vari COMUNISMI, una civiltà che è stata inabissata dal dominio del capitalismo della sua ideologia aiutato da tanti volenterosi carnefici del proletariato ex comunisti fino al presente. Con me, però, non l'hanno avuta vinta. Dalla trincea di Accio non sono passati. Perché sono ancora qui 54 anni dopo. Se continua a limarmi il tempo prima o poi avrò il cranio pelato come Lenin. Confido però che la mia testa non sia imbalsamata. 


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