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:: V. Blasco Ibez: Napoli, II - A Cura Claudio Di Scalzo
05 Luglio 2013

CDS: Blasco pinzetto a Napoli porta affetto"

 

Vicente Blasco Ibáñez 

LA CITTÀ DEL CANTO - II
(1896)

Chiunque gli ha lasciato cantare le sue canzoni e mangiare i suoi maccheroni in mezzo di strada, è stato il suo padrone senza proteste. Una volta questo popolo si fece rivoluzionario, pretendendo liberarsi dalla dominazione spagnola. L'infelice Masaniello, uomo degno di miglior sorte, commise l'imprudenza di prender sul serio i suoi compatrioti. In quindici giorni, la turba sediziosa, da semplice pescatore, lo fece generale, duca e re, e quando lo ebbe elevato così in alto lo lasciò cadere, senza compiangere il suo assassinio. Con popoli come questo, disgraziato chi si compromette! Val più scrivergli delle canzoni che dargli la libertà.

Quando Garibaldi combatteva in Sicilia, nessuno di questi fieri campioni da taverna ebbe il coraggio di aiutarlo, ma quando entrò in Napoli vincitore, quegli straccioni che il giorno avanti erano assolutisti e giuravano su San Gennaro e per i Borboni, si gettarono ebbri d'entusiasmo, sulle lastre delle strade, perché passasse loro sul ventre il cavallo dell'eroe di Marsala; e di notte, presso l'accampamento del generale, se sentivano un passante parlare  a voce alta, migliaia di voci esclamavano con angustia: Silenzio, silenzio che dorme nostro padre!    

 

Impressioni italiane di Scrittori Spagnoli (1860-1910)
Lanciano-Carabba Editore
…CONTINUA
 
 
 

 


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