
Laforgue e Misteriosa Dama R
"Notturno dive po' succede dunniosa"
Claudio Di Scalzo detto Accio
SON TRADUTTORE COL TRATTORE.

Clikka) - In questa sezione altra traduzione di Apothéose di Jules Laforgue
con testo in francese
JULES LAFORGUE
APOTHÉOSE
da Premiers Poèmes.
d’onni loco-locco sanza finìa ir Silence formìola
di luccianti dorate stelle graspi girandole mischiate
a giardini somigghiano cun viali diamantati
epperò in solitudo ciascun risprenne ner ‘upo
et ner fondale là in angoletto ignoto che sfrangia
d’una solcata di rubbini melanconiamente
brilliuccia nà scintila che strizza òcio furba
l’è Patriarca che sterza col lume famigghia
famiglia: sciarbottìo di grobi in fiore grèvi
et sull’uno la tèra Paris gliè punto giallognolo
duve appesa una lampara vegghia un infelice matto
nela der ‘osmo armonium meravigghia frale
l’unìa! speco n’è d’un iorno e la ‘onosce
vi fantastìa da sfinissi: poi vi riava disegno traduzione.
(traduzione di Accio strapaesana transmoderna, 2010?)
Tra il traduttore universitario, ai quali riconosco la competenza per un complesso mestiere, e quello versato in traduzione senza cattedra ma pubblicante poesia, e sovente è buona poesia, e né io saprei far meglio sia in università che in editoria; lo affermo sapendo la mia minorità (che non è neppure quella caldeggiata da Deleuze); non ò mai capito se sono a pari (di sicuro nell’impegno e nella dedizione al poeta tradotto) o se è meglio una prassi o l’altra.
Mi riordo che riguardo al traduttor in accademia/università - se nun pigghio fantasima memoriale – appellò forser TRADUZIONE ella che sta a certe regole, fu Leo-mon-Pardi? Mentre limonò Montale che IMITAZIONE o bellamente rifacimento pigiando il freno dell’eti-licità, fosse che fusse, roba appunto da artisti un po’ briai dai troppi segni bevuti. Che però ci azzeccavano. Lui poi era speciale si carburava con la minestrina preparata dalla mosca. Un mosca nella vellutata?
Ed Accio ‘ome traduce? ‘Ome si permette di fallo?
Rispondo - senza ritegno? - istruito in anni lontani da Frau Margherita Stein, che il sottoscritto scalzo e calzato, diciamo oltre il traduttor artigiano in università che spinge piano e traduttor artista accellerato, sia stato, Accio appunto, ed ancora gliè: Traduttore senza niuna autorità nel solcare la tèra d’altri col trattore col solo versoio del proprio brod’ìo. TRADUTTORE COL TRATTORE.
La Traduttoriata ch’a mé attiene divertendomi senza pene l’appellai IMI-IMITAZIONI DA SCEMI SEMPRE SECONDI MAI PRIMI.
A certi poeti mi son dédiato di più ad altri meno. JULES LAFORGUE amando la Misteriosa Dama R ha avuto parecchie attenzioni dar mi trattore-traduttore. Ma anche TRISTAN CORBIÈRE (gorgheggiavo come un rospo quando sara mi lasciò a fine 2011) con la sua Marcelle che non ci stava. Poi anco poeti che con me tradussero altre beltà. Prima che lei apparisse.
Tanto che a volte scordandomi una traduzione, fatta a diesel di marca e ròte adatte per ogni tèra, su preziose edizioni acquistate in quel di Paris, alcune son da collezionismo, ci ritorno ad arare. E se dal campo duve venì la fossa, ‘ome dice ir proverbio, a volte è più stretta più larga più in pendenza e così il verso-vers’oio Ohi traducente.
Ad esempio di Apothéose, Apoteosi di Laforgue in anni diversi, da siuramente a partire dal 2009, con l’apparizione a me-Pierrot nichilista della Misteriosa Dama R, la R di Sara, ne ho trovato un’altra rispetto ad ella che avevo ritrovato. Anche la Traduzione in disegno tavola è diversa.
Ah, già, me lo scordavo ò tradotto sempre dando botto, nel senso di fuoco d’artifiZIO, mischiando pittura illustrazione fumetto cinema e uno zinzinino di filosofia.