
CDS: "Gaspard de la Nuit nel mio maggio biscuit" - 1980
ALOYSIUS BERTRAND
(1807-1841)
da GASPARD DE LA NUIT
ENCORE PRINTEMPS
Encore un printemps, - encore une goutte de rosée, qui
se bercera un moment dans mon calice amer, et qui s'en
échappera comme une larme !
Ô ma jeunesse, tes joies ont été glacées par les baisers
du temps, mais tes douleurs ont survécu au temps qu'elles
ont étouffé sur leur sein.
Et vous qui avez parfilé la soie de ma vie, ô femmes !
s'il y a eu dans mon roman d'amour quelqu'un de trompeur,
ce n'est pas moi, quelqu'un de trompé, ce n'est pas vous !
Ô printemps ! petit oiseau de passage, notre hôte d'une
saison qui chante mélancoliquement dans le coeur du poète
et dans la ramée du chêne !
Encore un printemps, - encore un rayon du soleil de mai
au front du jeune poète, parmi le monde, au front du
vieux chêne, parmi les bois!
PRIMAVERA ANCORA
Ancora rigiro prora della primavera – ancora sgoccia rugiada stilla nu’ poco assai dentro meo bicchier amaru e ne trabocca lacrima.
O juvineza mia breza tue gioie se sonno a ghiaccià sotto i baci slinguati dell'epoca e i dolori sopravvivono al tempo afissiato et smusato contro lor seno-senno.
E voi ahinoi perché poi? avete sfilacciato della mi' vita la seta-sete; o donne o gonne se qualche ingannator ci fu (io o tu Accio) nel meo romance d’amor scolato nelle ore non son io - né lui doppio o triplo - fu kuestio de cor non di pipo; e se quarche ingannata c’è non siete voi belezze quasi spente ner tempo lungagnoso (ho ventisette anni) davvero! e accussi me state contente.
Primavera con volatile di passo, ospite d’una stagione che ricami (canti disegni teatralizzi in vocalizzi) con fantasia misto malinconia ner còore del poeta (che non sono) appresso fogliame della quercia cui somiglio!
Ancor una primavera, ancor uno spaghetto der sol di maggio sulle rughe der poeta rimasto adolescente (imbalsamato? morto apparente? abbellito dal postmoderno?) tra gente senza età del poetante, sulla corteccia della quercia antica, nel bosco selvatico mi' patria.
Parigi 11 maggio 1836 e 23 maggio 1980

CDS: "Macchia volante tonalità andante" - 1980
Claudio Di Scalzo
L''IMPORTANZA DELLA MACCHIA
( MA VEDI TÉ)
Intento a traducendopost-modernare-autobiografando (a che vale?) “ENCORE PRINTEMPS” di Aloysius Bertrand, da "GASPARD DE LA NUIT" (per il “Francese Festival Poetico” nel cascinale vecchianese di ritorno dalla tèra francese) sul tavolo c’è, stamani, la preziosissima edizione, in carta di riso, del 1963 (le seguenti per il bibliofilo han poca importanza), di Cino del Duca Editore; con i disegni ispiranti il poeta Aloysius di Rembrandt e Callot. E siccome contemporaneamente sto disegnando un ritrattino di Bertrand (e ascoltando il "Gaspard de la nuit" di Ravel, ah, la multisciplinarietà da festivàl qui sulla cassapanca stà) urto il boccetto della china che si rovescia sulle prime pagine e sulla prefazione del poeta al suo libro, dove riflette sulla poesia fondando il poema in prosa (Baudelaire si sentirà suo debitore) ma anche il connubio segno pittorico segno poetico da riversare in una sorta di racconto illustrato (oh se gli son debitore al provinciale geniale di Ceva in Piemonte poi trasferitosi giovanotto a Digione),... e intanto la china scorre e macchia e annera.
Mi prende uno sconquasso di nervoso!... poi asciutto l’asciugabile con panno e moccoli al seguito, sentendo che il fantasma di Duchamp mi batte sulla spalla comprensivo, capisco che questa macchia è da benedire. Completa la copia in mio possesso, acquistata a fine anni sessanta, firmandola; completa la traduzione, mi lega vieppiù ai maestri in maniera estetica adatta. Vediamo perché. Intanto nella pagina seguente che ne porta traccia c’è la dedica di Bertrand a Victor Hugo. Lo scrittore e poeta era anche pittore di suggestive tavole dove usava, accipicchia!, macchie d’inchiostro e china versate casualmente su carta. Oppure secondate nei loro ghirigori, tanto da ricavarne immagini simil-oniriche, fantasmatiche, goticamente evocative. Guardo attentamente la macchia che ho causato e s’intravede un'onda avvolgente, in essa una specie di volatile , o è un pipistrello?, ma potrebbe essere un naufrago, oppure un saltimbanco, sia come sia la "vista" surrealisteggiante, sulla mia primavera, tradotta, la macchia ci sta cantante. Potrebbe anche cantare tipo sabbia tempo alla Hans Hartung. Aggiungo, tempo lungo, colla e forbici, ritagli da rivista: occhiali e "avvistamenti poetici". Oh oh postmoderno cirtare, imbarco l'ultimo per Citera, giocando dadaismo e situazionista détournement che nella notte del gaspard tanto bien mente!
Sia benedetta dunque la boccetta rovesciata di china mia che poesia rivelata porta firmata.