
"Accio con la ragazza di Pisa" (Antonia Milk).
portata in Brasile sulla poesia di Vinicius de Moraes
"Ragazza de Ipanema". I, 1977.
Guarda che cosa bella
piena di grazia
è lei, la ragazza...
Claudio Di Scalzo
VINUCIUS DE MORAES
RAGAZZA DI IPANEMA
RAGAZZA DI PISA.
ANTONIA MILK.
MAIL ART. 1977

"Accio con la ragazza di Pisa" (Antonia Milk).
portata in Brasile sulla poesia di Vinicius de Moraes
"Ragazza de Ipanema". II, 1977.
Ah, se lei sapesse
che quando passa
il mondo sorride.
Si riempie de grazia
e diventa più bello.
Per merito dell'amore...
CDS
NOTA/GIUGNO 2026
Nel calarmi, francobollarmi ancora?, nella Mail Art anni Settanta, rivoluzione nei cm 15 x 17, di nostalgia s’ammanta. Le cartoline sono centinaia. Confido a Sara Cardellino che, solitamente, producevo, come F.O.U. Fabbrica Oggetti Utili, sulle minimali superfici - a menoché non s’ampliassero in carte di Poesia Visiva/Visuale - due simili modalità segniche. In seguito spedivo affrancando quella ritenuta migliore. Compivo questa operazione, di raddoppio, perché, spesso cartoline siffatte, col colore o venivano bloccate come fuori schema ordinario o rubate prima di giungere a destinazione. Se quanto giunto in buste o in pacchi aveva francobolli coinvolgenti, come nel caso di queste due cartoline ideate in risposta ad un mittente brasiliano. Di quest'ultimo ho perduto il nome, ma forse era un gruppo di Poesia Concreta che loro avevano inventato per primi con AUGUSTO DE CAMPOS. Questi poeti-artisti erano veramente “sovversivi” e determinati avendo a che fare con governi reazionari o fascisti.
Aggiungo, Sara, che tanta Mail Art tanta Poesia Visiva, son rimaste nel cascinale perché mi scordavo di spedirle avendo più faccende urgenti da svolgere; oppure facevano parte di operazioni più complesse, con tele o fotografia: tipo quelle ideate negli anni Settanta per scrittori come GIOVANNI BOINE; CHALES LOUIS PHILIPPE; ALAIN FOURNIER oppure per il pittore FRANZ MARC. Tutte rimaste sperse nelle soffitte per ritrovarle per rimontarle c'è da sudare come un cavallo all'aratro.
Quanto vado ritrovando "sospinto" da Sara Cardellino: mi rende Esploratore della caverna segnico-estetica ove non ero rientrato da 45 anni. Lavoro “bestiale”, appunto cavallino, se non bovino; che mi sarei scansato se avessi potuto, ma ho troppo da rimetterci se non l’accontento; e poi, lo confesso: ci incomincio a prender gusto. CASPITA! Quante “cosette” inventai-inventavo. Di sicuro se non rammentavo Charles Louis Philippe e Franz Marc era meglio. Ma la filologia scalza sa darsi da sé sul piede mazza!