
"quanto più duello nel mio interno com eforma di difesa
tanto più divento fauve nell'esterno bramando l'informe"
cds, 1971
Claudio Di Scalzo
SU COME PRATICAI LA MAIL ART
SU COME LA RITROVO SPINTO DA SARA CARDELLINO
1969/2026

"Mistero firma tentazione con nero d'orma REDON
fumetto e S.Antonio ditemi chi son!
cds, 1971
Ri-maneggiare Mail Art, e Poesia Visiva, e Narrative-photo, di fine anni Sessanta-inizio Settanta, compresi Ex Libris e ciondoli, dove riversai domestica avanguardia, tra Parigi e Vecchiano, che in comune avean soltanto stagionali cieli bigi, impone qualche riflessione: se la l’aspetta chi mi “spintona” verso questo illustrato passato: e cioè Sara Cardellino. Diciamo confidenza. Dato che, in rima, getto filo e lenza, nelle acque del passato che non macinano più: o ancora macinano se torno laggiu?
Mah. Chissà. Unica cosa di cui son certo, Sara, è che adesso, grazie a te, gioco all’incontrario, come?, spedisco queste cartoline, che allora non spedii, alle date e mesi e anni di ieri, anche alle donne amate, lo sai, son petrarchista; e sapranno giungerci perché il viaggio sarà concesso da me francobollo. Andando all’indietro pian piano i capelli torneranno neri e ricci e le rughe d’adesso scompariranno. Il gioco è bello se dura poco; poco durerà, ma avrò rivissuto, con la fantasia, un’altra reale età.
A te, Cardellino, devo davvero tanto, anche questo ritornato postale timbrato visuale incanto. Grazie da Accio.
Retro Mail Art, cds

Retro Mail Art, cds.
Le cartoline, prodotte dalla “FABBRICA DEGLI OGGETTI UTILI”, da me diretta padrone e operaio, le ricavavo da cartoncino spesso, nel formato delle cartoline da edicola, come nel caso di “Quanto più duello…” a volte però più grandi (c’era un sovrapprezzo in francobolli); oppure usando cartoline postali di produzione delle poste italiane (compresi i biglietti postali) come nel caso di “Mistero firma tentazione…”.
Studiai in quel periodo la storia della posta in Europa e in Italia. E quella dei francobolli. Da qualche parte devono esserci pagine su ciò che scrissi illustrai. La Mail Art, e la Poesia Visiva, che vado riscoprendo conferma che superavo le consuete prassi in uso allora. Spesso ripetive come cascami di Pop Art (del resto la Mail art è un’invenzione americana) con giochi di timbri e lacerti di pubblicità; in Europa furoreggiava una sorta di micro neo-Dadaismo e Surrealismo oppure con collage che compivano ogni dispetto ai significanti. Molto diffusa la credenza che la guerriglia nei segni indebolisse il linguaggio dominante della borghesia capitalistica. Non ci ho mai creduto. Lo confermo e dico. Sol mi garbava il ludico!
La Mail Art che praticai, usando pure la fotografia, ebbe un impianto comunista eterodosso, con riferimento guida ai “Manoscritti economico-filosofici”, di KARL MARX, contro il feticismo della merce estetica e letteraria (tuttora dura, neh!) con rimandi al Lettrismo al Situazionismo a Fluxus. Ampia la declinazione dall’arte, dalla Storia dell’arte moderna, che scoprivo e studiavo, vedendone gli esiti nei musei soprattutto francesi, come si evince dai richiami alla pittura FAUVE ad ODILON REDON nelle due cartoline. L’arte dell’ottocento e del primo novecento non si è consumata come quella delle avanguardie novecentesche. Per questo ho sempre evitato di partecipare a quelle che ritenni e ritengo sette: che siano del Situazionismo epigonale o di altri gruppi rimodernati nel Duemila cosiddetto antagonista.
La Mail Art molto politicizzata, negli anni Settanta, era quella dei tedeschi, dei verdi, sia dellOvest che dell’Est in genere dissidenti, ma ricercanti una forma comunistica non stalinista. I Francesi con le loro eredità in materia di avanguardie erano i più organizzati: anche con riviste.
Su alcune di esse comparvero mie cartoline di MAIL-ART come su DOC(K)S di Julien Blaine e in Italia su ZETA della Campanotto Editore su TAM-TAM di Adriano Spatola e sul CERVO VOLANTE; e ciò me lo fece sapere il fratello che ha riorganizzato l’archivio. Non sono mai andato a mostre che allora venivano organizzate o a Performance. Salvo a una, con il gallerista ROBERTO, organizzata da BEN VAUTIER nella sua casa nei pressi di Nizza. La sua idea geniale di scrivere con grafia infantile su lavagna nera è stata importante anche per la mia avventura telematica on line con TELLUSfolio e l’OLANDESE VOLANTE.
Con il diffondersi del terrorismo brigatista, a metà anni Settanta e dopo, le cartoline “strane” non omologate venivano fermate in posta, analizzate dalla Digos, e stracciate oppure giungevano a destinazione a metà: tolto il messaggio.
Chi aveva creato centri di Raccolta di Mail Art, tuttora in giro on line, come poeti visuale e lineari, ha in seguito venduto le cartoline raccolte. Le mie hanno avuto un’impennata di valore e vendita dopo che comparvi nel catalogo FELTRINELLI con "Vecchiano un paese. Lettera a Antonio Tabucchi" nel 1997 e il nome e cognome sui quotidiani Nazionali. La cosa mi divertì e mi diverte. Pubblicando sull'Olandese Volante con declinazione social Facebook, a volte, mi vorrebbero acquistare cartoline, poesie visuali e tele. Rispondo che gliele regalo se venendo a trovarmi me le pagano con una giornata a vangare al Campo della Barra. Tutti scompaiono. Più sportive le signore. Che accettano. Ma poi Sara Cardellino fa saltare ogni incontro possibile.