Eric Burdon - Claudio Di Scalzo detto Accio
QUAND'ERO GIOVANE A LONDRA A VECCHIANO
ANIMALS E TURISMO CANTERINO
DIARIO DI COMUNISMO ATIPICO LONDINESE
MIO E DELLO ZIO LENINO

Accio
Ecco qua un'aerea navigazione sul vissuto avanti e indietro con due video sopra una canzone: When I Was Young, due voci, quella mia scritta e quella di ERIC BURDON (nel 1968 altro 45 giri SKY PILOT): nel 1967 e nel 2009; due corpi: quello del cantante quello mio... ieri e oggi. Giovani e "invecchianti". Io cinquantasei anni (nato a Vecchiano di sette mesi l’8 dicembre 1952 me ne tolgo uno, mi battezzo 1953 anco 'ome personaggio), Eric Burdon nato nel 1941 a Walker-on-Tyne nel Northumberland (Gran Bretagna), grande voce del rock, ne ha sessantotto.
Ascoltavo e canticchiavo. Tradussi col mio inglese stento imparato all’Istituto Tecnico Commerciale di Pisa “Pacinotti” in seguito più sciolto stando a Londra, questa canzone di Burdon & degli Animals. Complesso rock seguito alla radio; acquistando i primi 45 giri; gli album a Londra da mio zio Lenino, comunista bordighista intento alla sua "accumulazione socialista" privata, che lì, in Notting Hill (allora loco anco disagiato et degradato nun ancora alla moda doppo ir film con Julia Roberts e Hugh Grant 'ome parti di Kensigton e Chelsea) aveva un albergo, "The beautiful Elizabeth", 'ome a Parigi in Montmartre "La belle Elisabeth", dedicato alla sua primogenita (omaggiata anche per alberghi a Tirrenia e Viareggio). Canticchiavo rispecchiandomi nel padre, Libertario Di Scalzo, spedito in guerra, in Albania, battaglione punitivo, a crepare, in prima linea, perché antifascista; mi riconoscevo in The house of the rising sun, dove la madre è sarta come lo è NADA PARDINI. Vecchiano si mostrava ancora circondata da un verde invadente pure in centro. Sotto la Torre ghibellina. Le stanze nel cascinale soffitte-cantine-fienile erano vaste e tante ma riscaldate col camino in cucina ir resto a fiato e beretto a notte e coprissi fino all'orecci.
Quand'ero giovane cantavo con Burdon giovane essendo io-Accio giovane. Curioso sdoppiamento l’oro che s'immagina metallo argento o bronzo. C’è di che affidare al Web una logora metafora dell’incauto fingere sulla biografia.

A Lucca Comics-2006
presentando personaggi fumetto e letterari
con Cospley
Oggi sei aprile 2009. Persa la giovinezza un Burdon ispessito e canuto canta ancora la stessa canzone diventato vecchio; io la riascolto su YouTube esplorando miti degli anni Sessanta e Settanta, quand’essa-gioventù non c’è più. Resta un soprannome, il mio, di ACCIO con cui mi firmo anco al posto di nome e cognome on line; un paese VECCHIANO dove impazza la musica dei TOKYO HOTEL; la TV con il GRANDE FRATELLO; le frenesie on line duve merci e corpi rrròtano iurno-notte; i libri letti massimamente rosa o di costume; dove il mio libro "Vecchiano un paese. Lettere a Antonio Tabucchi. Feltrinelli, 1997", epistole e fotografie sta in qualche scaffale non più letto 'ome elli dello scrittore meritatamente internazionale per stile, pecché troppo compriato pei vecchianesi a leggilo! Nun si 'apisce duve và a parà! Le pareti delle case operaie e proletarie e impiegatizie, a schiera nei nòvi quartieri, sono riscaldate con termosifoni a gas metano, megghio della mia; e foderate con foto non dei coraggiosi piloti della RAF, ma usando quelle riprese da Sorrisi e Canzoni sui protagonisti dei reality show senza giovinezza, anche se la commercializzano astutamente... Comunque, sia detto-scritto, ancora canto la canzonetta (ci ò pure scritto "Piloti e aeroplani", racconti in versi, alcuni in TELLUS 30 "Nomi per 4 Stagioni", 2010) e BURDON ('ome da video) pure. Poi si vedrà. Se il futuro ci darà l’afonia prima della morte. Auspichiamo ambedue una giovinezza eterna canterina.