
Claudio Di Scalzo detto Accio
VOLTO DIPINTO PER ME PORTO SCRITTINTO
ANDREA DEL SARTO E RITRATTO DI BACCIO BANDINELLI
1974/2025
INTRODUZIONE - Metti a frutto ir proverbio pé nun avé diverbio cun té stesso srotolante fil dela pictura ch’è materia fragille et assai dura che a imparalla-coniscila animo sorvola: “IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE”.
Si ‘omincia da’ musei di ‘asa tosca elli di maxima impurtanza più vicini a Vèciano facili da raggiungili.
Pé vedé ello che m’attira. I volti nell’arte che vogghio mette in me da parte. Ir titulo adatto ad esto viaggio che imagino lungo assai nelo anni a venì sia: “VOLTO DIPINTO PER ME SCRITTINTO”
ANDREA DEL SARTO (Firenze 1486 - Firenze 1530): RITRATTO DI BACCIO BANDINELLI.
Olio su tela. Dipinto nel 1515-1516. Galleria degli Uffizi. Firenze.
(Settembre 1974) - Mi garba che Andrea del Sarto sia concrezione in pseudonimo di Andrea d'Agnolo di Francesco di Luca di Paolo del Migliore Vannucchi. Oggi qui agli Uffizi son CDS Costante Devoto Sognante in sintesi soprannome Accio. Così vò a guardà Baccio.
Silenzio scivola sul nome Baccio arpeggio per timido sguardo intimistica tenerezza chiaroscurale cromatica - rivelata fragilità raggiunge risacca della mancata parola -- occhi recuperano il racconto muto su quanto non si consuma --- segreto del Classicismo oltre ogni maniera chiassosa et manierismo del mondo delle sue forme retoriche che tu rifiuti e Andrea con te.
Andrea del Sarto, nel suo pennello, è classicista; Baccio trova espressione, respiro, nello sfumato appreso da Leonardo accosto alla disciplina compositiva ricavata da Raffaello. Sobrietà e nobile compostezza. Del Sarto rifugge la retorica manierista in arrivo dominante nella pittura sulla figura.


(Novembre 2025) - Ritrovi Cardellino questo quaderno dove iniziai incontri con VOLTI in pittura. Di ANDREA DEL SARTO il ritratto di BACCIO BANDINELLI. Scelto per l’assonanza col mio soprannome e perché poo mi convinse come lo riordava il Vasari (riducendolo a “pittore senza errori”; più gustoso il richiamo alla moglie possessiva che gli impedì di viaggiare e raggiungere più alta fama. Le donne a volte rovinano? Se così fosse a me-m’ànno rovinato le donne che non hanno smussato la mì “vagabondite” e vizio di non terminare nulla in estetica; alla quale tu, Sara, sia ammesso, cerchi di porre “quarche rimedio in extremisse” fino a ritrovare questi incontri coi maestri) critico esaltante i pittori seondo lui rari e gli altri meno sulli altari, ne “LE VITE DE' PIÙ ECCELLENTI PITTORI, SCULTORI E ARCHITETTORI”. Però mi tolgo ir ‘appello verso chi iniziò la storiografia dell'arte moderna con biografie vivifiando il primo, neh, trattato sull’Arte Italiana. Trovando ‘osì ir su’ ruolo ai tempi duve con Leonardo e Michelangelo e Raffaello in giro c’era da sprofondà a definissi pittori.
Ello che pensai allora, tutto preso dalle arti d’avanguardia dall’Action Painting al Situazionismo al Concettuale e Visuale, alla Narrative Photo, era più o meno esto che ti sto a dir: si poteva, io stesso potevo, prenne fotocopia del ritratto di Baccio Bandinelli, riavacci una Mail Art o Poesia Visuale; addirittura re-inventare ir ritratto con gesto espressionista facile nell’empito o ridurlo a slavato calco Pop, però sempre ANDREA DEL SARTO avrebbe sopravanzato ogni declinazione secondo-novecentesca. E nel futuro ciò non avrebbe più avuto tresca né esca per varianti utili. Così difatti è andata. Possiamo constatarlo nel 2025. BACCIO BANDINELLI sta ancora lì agli Uffizi a guardare chi arriva davanti a lui. Ritratto con maestria esemplare. Questo mio incontrare VOLTI NELL’ARTE però mi spinse, in seguito, a investigare in filosofia cosa fosse il VOLTO per BUBER e LÉVINAS. Ciò è stato formativo. Ancora quanto studiai lo vivo.
Rileggendo la pagina scritta davanti a Baccio Bandinelli mi sembra regga all’urto del tempo. Vergato di getto in maniera informale senza punteggiatura mi mantenevo sperimentale sapendo che l’uomo davanti a me e il pittore che lo eternò non avevano affatto necessità di quanto scrivevo. Come il fuoco che arde in una casa non necessita di acqua sul vetro che scivola di fòri.
Mi garba scoprì che cercavo volti antii per avecci complicità mentre a tutt’altro elli della mi’ generazione erano affaccendati in comunismi vari (che avrebbero presto rinnegato o rovinato con sangue e terrorismi insensati) a star dietro ai pensatori d’allora su Lotta Continua o sul Manifesto o nell’estetìa di successo in TV e paraggi. I volti che scoprivo né Musei somigliavino ad ello di mi pà Lalo della Nada dé mi parenti. Erano volti veri. Per questo tanti “rivoluzionari” in politìa e arti li guardavo e visti non mi convincevano. Erino falsi. Vivevano la moda del tempo. Eredi di ogni manierismo.
Sono tornato parecchie volte (allora l’Uffizi soprattutto nei mesi autunnali o invernali nun venivano presi d’assalto; potevo giralli ‘ome mi pareva; e chi visitava era composto riguardoso senza ir chiasso e la superficialità da selfie di oggi) a ritrovare Baccio Bandinelli così come Lucrezia Panciatichi e altri visi. Loro restino come furino pitturati a me l’anni m’àn cambiato in peggio i ‘onnotati. E fra poo sarò teschio.