
Giovanni Bellini: "Pietà" - Brera.
Claudio Di Scalzo
LA PIETÀ DI GIOVANNI BELLINI A BRERA.
GUARDA L’ARTE E SCRIVINE A PARTE.
ACCIO GUIDA MUSEALE CHE POCO VALE.
A SARA ESSERINO. 2009.

Sara Esserino turbata a Brera
dopo la visita alla PIETÀ di Giovanni Bellini”.
Foto cds, 2009.
La scelta di pittori medievali rinascimentali manieristi è dettata, ammìa, dalla certifiazione nella storia dell’arte, in ciò sommo il Vasari, dall’origine toscana o che lavorarono in esta tèra.
ANDREA DEL CASTAGNO così come GIOVANNI BELLINI detto il GIAMBELLINO (1426 forse, meglio situarlo tra questa data e il 1429. Anche esto mi garba non avé bollatura nascitura certa anch’io, Accio, nato di sette mesi nun si sa se fu nel ’52 o ’53 o ’54 del Novecento) che migliorò la stirpe pictoria di ‘asa. Se vòi sapé la genealogia te la riassumo: tanto per fatti intendé tal preziosità Sara, che con me qui a Brera sta.
Il primo a picturà fu Jacopo allievo di GENTILE DA FABRIANO. Dipoi conobbe ANDREA MANTEGNA che sposò la su’ figghia Nicolosia. Ber nome neh! Il primo figlio maschio si chiamava Gentile, omaggio ar Fabrianus faber, che svorse la su’ pittura degnamente. Ir seondo fu battezzato Giovanni e divenne uno dei protagonisti in pittura der seolo e d’ogni tempo. Evoluzione stirpe. Per ella dei Di scalzo io ò peggiorato ir COMUNISMO però in ESTETICA ò migliorato la somma. Nessuno prima di me avea preso parola scritta pictata fotografata pur essendo gran novellatori orali.
Ma veniamo ar quadro la PIETÀ. Di GIOVANNI BELLINI. 1465/1470, tempera su tela 86 x 107 cm, per esser precisi, custodita qui alla PINACOTECA DI BRERA. Titolata anco "Cristo morto sorretto da Maria e Giovanni".
Intanto allora s’imparava dai maestri precedenti e se possibile si tentava di superalli. O stando “a bottega” con loro o andando a vedenne dipinti e affreschi. Nella “Pietà” abbiamo confluenza della commistione tecnica dei fiamminghi con le impostazioni scoperte da PIERO DELLA FRANCESCA. Perché te lo dico? Guarda le figure: si staglino in un unico blocco figurale con dietro lo sfondo rivelando linee precise geometriche. Sui volti della madonna di San Giovanni appare disperazione altissima e insieme struggente rassegnazione. Ma se devo ditti, Sara, la mi’ declinazione da cattolìo, esta po’ esser una specie di “SACRA CONVERSAZIONE ESTREMA” nello strazio ultimo Madonna e Figlio. I riordi di anto diceva Don Gino Barzacchini al chierichetto Accio a Vecchiano me lo suggeriscono. Intanto che si spegnono le luci del tramonto anche Cristo si spegne. La madre ne tiene tra le braccia il corpo piagato ne regge la mano forata dal chiodo. Come non commuoversi? Le figure tagliate a mezzo busto incombono su di me su di te. Inventa, Sara, qualche parola su queste labbra. Siamo commossi. Stiamo pregando, amore mio.
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