
"Sara Cardellino in omaggio al pianoforte di John Cage" - Foto cds
Accio e Sara Cardellino
DA GUANCIALE A GUANCIALE CON HEGEL E CAGE.
DIALOGO COLTO PER GIUNGERE AL DUO SORRIDENTE VOLTO.
OVVERO PESCE D’APRILE ESTETICO 2026.
-Nel “rimontare”, Cardellino, i 37 testi illustrati per un tuo compleanno; affanno e danno che mi son dovuto sobbarcare; renitente poi obbediente, su tua richiesta pressante miei nervi drenante; sì sì lo so le rime ti conciliano il sonno, ma stai sveglia che divento serio: ti ho accennato ai Vorlesungen über die Ästhetik, Lezioni di Estetica, di Hegel; come faccio a conoscere ciò di Hegel? Lo ricordò a Fabio Nardi la Knabberchen. Dunque non immusonirti, non c’entra la Stein, e poi era lei, Karoline, che studiava il Romanticismo, passeggera romantica sulla terra.
-Ti ascolto attenta, voglio scoprire dove vai a parare, con questa filosofia estetica da guanciale a guanciale nel letto a due piazze. Per una volta che non allunghi le mani... m’allunghi qualcosa di esteticamente diverso?
-Ecco la celebre arguzia veneziana... ma se sei tu che non tieni conto della mia veneranda età di Casanova negli ultimi dondolamenti in gondola... ahi... negli stinchi! Tagliati le unghie! Va beh proseguo hegelianamente poi o bacio o morso col dente... si sì la smetto con le rime. Hegel in questa lezione pubblicata postuma s’inventa una variante a quanto classificò Lessing per le Arti: la pittura, ovviamente romantica e non neoclassica o classica, va collocata accosto alla musica alla poesia evitando scultura e architettura. Cosa cambia chiedi? L’arte diviene temporale e non spaziale. Senza che ne avessi sempre coscienza, perché le teorie a priori non le pratico, mi sembra che in tanti decenni non abbia fatto altro che questo, in un primo tempo canzonette e rock vario e in seguito, al cubo stando insieme, con la musica classica. Il dipingere, tratto, colore, chine, ritratti figure perlopiù, anche paesaggi, e astrazioni segniche, hanno avuto, ne sono convinto, eh beh a settanta anni si capiscono i vestiti panni, questa unità visiva-parola lingua-musica (quando c’è).
-Come filastrocca per addormentarmi può andare, non storco la bocca, niente baci Accio, stasera non la raddrizzi; però contribuisco a questo arazzo. Col mio cucito. Fermo col dito! Conosci “Sonatas and interludes for prepared piano” di John Cage? No. Dunque ecco il contributo alla tua estetica hegeliana, così eviti la frana?, bravo l’hai detto comunista Accio! Sono il Soccorso Rosso letto smosso! Alla fine degli anni Trenta inizio Quaranta del Novecento Cage sperimentò l’uso espressivo del pianoforte componendo qualcosa di inaudito. Viti, frammenti di gomma, cartoncini e altri oggetti vennero distribuiti in ordine pianificato. Creando un’esplorazione timbrica dello strumento musicale mai operata prima. Avanguardia la più visionaria negli esiti ultimi. Tu, usando pittura in varia citazione, poesia visiva, mail art, performance, narrative photo, filosofia, illustrazioni fumetto, erbari animalari, e rimandi alla musica hai seguito quanto Hegel tracciò e Cage compose: e se nessuno ha fatto altrettanto in lingua italiana conta ben poco, l’importante è che prima di dormire, dormire?, al di là di quanto possa valere questa tua estetica, l’importante è che se ci ripensiamo tra qualche tempo diremo, ridendo, che ci siamo donati il PESCE D’APRILE ESTETICO 2026. Dormiamo?