
Accio Precettore
ARTE AL TUO SERVIZIO.
“DONNA IN PIEDI ALLA SPINETTA” DI JAN VERMEER.
Questo album, iniziato nell’aprile di quest’anno, “Arte al tuo servizio” nasce da una “conversazione da guanciale a guanciale” tra me e Sara cardellino. E quando non c’è nel cascinale, anche da cellulare a cellulare, litigi improvvisi compresi, senza consolazione , per lontananza, di baci dati e resi.
-Premetto, Accio, che scoprire i capitoli di “Impara l’arte e mettila da parte” d’inizio anni Settanta, dedicati a DanielaCantelli e a seguire alle altre fidanzate, compresa Zia Elle, che sicuramente è rimasta zia-modella accondiscendente l’arte dell’apprendista fotografo e basta, vedo che non batti ciglio, sono rassicurata, non avresti mai tradito la compagna Daniela, sennò che comunista saresti stato!, vero? Per lei resistevi anche alle offerte di cucirti delle sartine nel salone della Nada, vero? Non far finta di dormire! Mi taccio. Non vorrei esser accusata di gelosia retroattiva, con tutte queste fidanzate e compagne accolte in estetica scalza ci sarebbe da ammattire, fossi, appunto gelosa. Non ero ancora nata quando ti dilettavi fotografo. Poi di sicuro sono quella che ha ricevuto maggiore cornice artistica, intesa pure come quadri di maestri, al nostro legame. Però mi chiedo, se, ripeto se, non saresti capace di inventare ancora qualcosa per me, di totalmente nuovo, dove io possa collaborare. Dai apri gli occhi tanto lo so che non sei assopito. Devo pensare che è il finto sonno di un isterico? Peccato non stia sul divano-lettino ma in un letto sennò ti psicoanalizzerei! Ridi sotto ai baffi. Dai, Accio, cosa mi rispondi?
-Stavo pensando ascoltandoti ad occhi chiusi, domattina invento per te la serie: “ARTE AL TUO SERVIZIO”. E siccome c’è gran differenza d’età, tu sei la studentessa, giovine, che riceve il canuto… Precettore. Così non avrà tentazioni!
-Ne sei proprio sicuro?… Precettore vecchio? Conosco le tue astuzie nel ricolmo secchio! Vuoi dormire?

"Accio Precettore baciato dalla studentessa Cardellino".
Cds
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CDS detto ACCIO
Il QUOTIDIANO A PORTATA DI SPINETTA E MANO.
“Donna in piedi alla spinetta” di JAN VERMEER. (1672). National Gallery di Londra.
In Olanda nel Seicento, fine secolo, i pittori, massimamente per risultati incomparabili, Jan Vermeer, mettono al centro dei dipinti scene di vita quotidiana. La tela di Vermeer, custodita alla Nationl Gallery di Londra, ne è un insuperabile esempio. S’impara l’arte vedendola vicino e la si mette da parte per il Cardellino. I dipinti che ti illustrerò da Precettore, se vorrai dedicarmi le tue ore, Sara, li vidi quasi tutti, li studiai, e ancora possono suggerirmi come parlartene: signora che aristocraticamente mi riceve nella sua camera con l’accappatoio di spugna celeste. In futuro la prego di abbigliarsi in maniera più consona al mio sapere al mio controllo, seppur maturo, ultimo fico sull’albero, so ancora cos’è lo zucchero.
Proseguo. Mi scusi signora Sara per il confidenziale tono.
La donna ci guarda. Si trova in una stanza luminosamente ordinata. Davanti alla spinetta. Veste elegante. Anche l’accappatoio lo è, signora Cardellino, ma troppo evocante la sottesa nudità! Possiamo rilevare che qui la grandiosità-enfasi barocca è espunta del tutto. Non c’è dramma storico né religioso: bensì quotidianità. Di una classe agiata e mercantile: sia sottolineato.
Vermeer, ch’è maestro riconosciuto ormai, con una manciata di tele, ha uno stile unico, rispetto anche a tutti gli altri pittori che sviluppavano questo genere, con centinaia di dipinti. Le pennellate sono tenui. Quando vidi la tela da vicino, ma anche una buona riproduzione può confermarlo, notai i tocchi di bianco. Con essi il pittore rimarca i dettagli dell’abito delle perle. Per contrasto il viso, seppure delicatamente, è affidato al chiaroscuro. Questo è stile, insuperabile.
Se spostiamo lo sguardo al quadro appeso alla parete, raffigurante un Amorino, ha in mano una carta da gioco: probabile, come accadeva in quel periodo, rappresentasse la Promessa di Fedeltà. Interpretando: la Donna alla Spinetta attende fedelmente il ritorno di chi ama, senza cercare altro svago che non sia la musica. La musicista che sei, Sara, in accappatoio, può quindi evitare ogni Spina di gelosia, ti sono fedele, fedelissimo. Sia questo il primo quadro che a te si dà insegnato dal Precettore avanti con l’età.
Hai, musicista Cardellino, un’opera musicale da accostare al dipinto di Vermeer, da farmi ascoltare e imparare?

Sara Cardellino nella Fantasia rosa
di Schubert uscita dalla doccia.
Foto cds, aprile 2026.
Cardellino Musicista
SCHUBERT - WANDERER FANTASIE
Questa attesa della donna me la immagino venata di nostalgia e romanticamente evocante il vagare solitario dell’uomo che ama. Anche se l’epoca del dipinto è il Seicento scivolo verso uno dei manifesti musicali del Romanticismo con Franz Schubert e la sua WANDERER-FANTASIE o Fantasia in Do maggiore op. 15 per pianoforte del 1822; ripresa dal Lied “Der Wanderer”.
Nella forma classica Schubert inserisce la ciclicità romantica. Il Precettore sappia che quando dismette i panni d’insegnante, la sua studentessa, sa, che pure lui usa intrecci in forme estetiche diverse che siano parola o immagine in pittura o fotografia. Sono una studentessa sveglia, eh, Precettore?
La partitura della Wanderer-Fantasie sviluppa un unico tema attraverso quattro tempi continuativi, arduo interpretarla al piano si necessita un maestro, utilizzando una forma che avrà ampio ascendente sui musicisti romantici posteriori come Liszt che ne ricaverà un adattamento per pianoforte ed orchestra.
Volendo apparire studentessa sapiente accanto al dipinto di Vermeer, illustrato dal mio Precettore di riferimento, aggiungo e termino, scrivendo che l’unico tema di impare dall’Arte (mettendola da parte con la Lei, a volte Loreley) sviluppato in tempi continuativi, anni lunghi anni, è quanto Claudio Di Scalzo detto Accio, ha compiuto, in materia di legame amoroso, esclusa Zia Elle voglio sperare, nel tempo e che, oggi aprile 2026, ancora Leggo Vedo. L’Ascolto a mia cura in note. Contributo che caratterizza il completamento dell’avventura estetica. Sia aggiunto in accappatoio. Seni ben celati. “Conosco il mio gallo”. In Olandese: Ik ken mijn haan!