
"CRISTO sulla CROCE sbeffeggiato con INRI da Ponzio Pilato"
Cds, 2011 - tecnica mista su carta
dal CRISTO DI BUXTEHUDE
Sara Cardellino
CRISTO IN CROCE E BARABBA NEL 2026 TERRESTRE.
ASCOLTANDO “BARABBAS” DI CAMILLO TOGNI.
Nel Natale, pensando al bambino Gesù, mi slancio verso il finale del suo percorso terrestre. La morte in Croce. Sono fin da piccola lieta e insieme triste. In questo gennaio 2026 provo stesso dualismo per come la terra sia inondata di sangue dolore male che i media trasmettono e distorcono. Membra slogate compresa la Verità. Croce e derisione e affari. Legno lance fiele. Il Sacro deriso storpiato: Nazareno beffato: INRI.
Quest’anno nuovo... già colmo di guerre distruzioni sfruttamento corpi uomini animali cose risorse compresa cultura dei Mercanti nel Tempio (come puoi leggere sono anch’io sensibile a questo peso del bronzo similoro come accade nella musica nella Fenice veneziana) stiano on line in ricaduta negli smartphone accanto a idiozie lubriche ripugnanti di sesso mondanità unitamente a mentitori di politica giornalismo in atroce spettacolo a ogni ora giorno notte; e come assassini e delinguenti in istituzioni e gang mafiose se la cavino osannati e giustificati da tanti italiani e indefessi navigatori sul web,... intendo ascoltare con te, Claudio, perché sarà salute e preghiera il BARABBAS di Camillo Togni (Gussago, 18 ottobre 1922 - Brescia, 28 novembre 1993).
Qusto teatro musicale (assieme a “Blaubart” forma tutto il genere creato dal compositore e pianista) è figlio della dodecafonia di Arnold Schönberg e dell’aforistica condensazione di Anton Webern; BARABBAS racchiude in circa 25 minuti la morte del Cristo e il trionfo di Barabba. Esito che Togni ricava pure da una scrittura di Georg Trakl. Il conciso dramma contrappone il riscatto celeste alla bestialità della festa tributata al criminale salvato. Non si necessita compia rimandi a quanto accade in Italia e nel mondo. Togni allestisce, e posso così definirlo come veneziana, un quadro di splendore tiepolesco che la musica immerge nel clima della tragedia. Tragico che il compositore affida all’orchestra al tenore che intona lodi a Barabba e dal coro che, alla fine, annuncia morte e redenzione sul Golgota.
Finale e ancora inzio su Golgota. Dunque quest’opera è come intagliata nella pietra dura che regge il legno dove Cristo, uomo e dio, trova agonia dubbio morte.
Sia questo ascolto, Claudio; e Accio ancora chierichetto in Sant’Alessandro in lontano Natale; e per me Sara bambina inginocchiata in Santa Maria del Rosario, fissavo soffitti e pale del Tiepolo; e oggi donna che s’affida alla speranza cristiana, viatico per l’anno nuovo. Stando il più possibile lontani da Barabba e da chi ne officia il culto. Per combatterli? Non so come, Claudio, non so proprio come.