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Karoline Knabberchen

:: Claudio Di Scalzo: Sinfonia Lofoten 9, II - Canzone di Solveig
26 Agosto 2014

     

 

 

 

 

SINFONIA LOFOTEN

9

Karoline Knabberchen

CONFESSIONI  IN PIEGA D’ACQUA

(con Edvard Grieg che tiene il secchiello)

 

4

La composizione di Edvard Grieg per baritono e orchestra “Avvistamento di terra” ascoltata in qualsiasi porto norvegese, per me, è memoria insoddisfatta d’un sacrificio che hai compiuto cosciente nella gioia. Lontano da queste terre diventa presenza d’un linguaggio che apre al linguaggio del corpo sacrificato senza senso.

 

5

La struggente Canzone di Solveig nel Peer Gynt di Grieg mi rende signora di me stessa nelle pulsioni che rifiutano ogni simbolo da trascrivere che non sia la pura idea ritmica della bellezza. Signora di me stessa serva sorridente della Verità che può produrre sia vita che morte a queste latitudini norvegesi. Ovvia consumazione incessante. Forse dispendio nella musica per inconcepibile scena dell’Es. Perfetto punto d’incontro ove danzare il motivetto popolare - lo udivo nel bisbiglio della polvere d’Engadina, nel chiasmo interiore lo udii intero -  appreso nell’infanzia  e dove la mancanza dell’Altro t’espone a ogni pericolo.

 

Karoline Knabberchen

Verzura norvegese nell'aiuola di Grieg

(matite a cera e tecnica mista, 1984)

 

 

6

L’incontro con l’artista leggendario, Liszt per Grieg, lo sai Fabio che in un baleno gli suonò la giovanile composizione per piano e violino ricavando dalla tastiera non solo lo strumento a corda bensì ogni strumento anche quelli che il giovane Edvard aveva immaginato,  è come se ti desse la parola, e non importa se di suono o scritta o disegnata!, perché nello spazio vitale a te consentito generi altre parole. Lui è lo spazio dove il tuo tempo estetico può ritagliarsi in libertà se ne avrai la capacità, e in questo spazio con te avrai anche una scheggia del maestro che può suppurare bene od odio soccombente se i tuoi risultati saranno mediocri. Non capita questo a Bernard che incontra Gauguin in Bretagna? Se come dici sono la tua maestra leggendaria un giorno saprai come ti sei ferito in me: se per la bellezza o la vana stoltezza. Facile rima sciocca sopra un discorso che ci tocca.

 

...CONTINUA

 

 

 

 
 
 

 

 

PERSONAGGI PRINCIPALI DEL "CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN"

 

 

 

KAROLINE KNABBERCHEN   

Poetessa svizzera che studia filosofia all’università di Pisa    

e che si suicida venticinquenne  alle Lofoten il 20 agosto 1984  

FABIO NARDI   

Fidanzato vecchianese di KK e artista dalla vena eclettica  

LIBERTARIO NARDI 

Babbo sempre evocato senza tomba fissa    

ELVIRA SPINELLI    

Madre di Fabio, sarta in ogni luogo apprensiva    

ETEOCLE SPINELLI  

Nonna di Fabio   

ANDRI KNABBERCHEN   

Padre dei pomeriggi in barca   

GERDA ZWEIFEL    

Madre severa, signora degli incubi    

RUT ZWEIFEL    

Nonna dei garofani rosa    

UGO SENTITO    

Filosofo misteriosofico   

 

 

 

 

PIANO DELL'OPERA


KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN VITA
Libro-Introduzione
Claudio Di Scalzo
"Le età dell'angelo svizzero Karoline Knabberchen"

La freccia di sabbia. Libro Primo. Due tomi.
Due piante nel nocciolo. Libro Secondo.
Bave. Viaggiatori da Biblioteca. Libro Terzo. 
Quaderno illustrato vecchianese. Libro Quarto.
Viaggio intorno a un volto. Libro Quinto. Due tomi.
Spuma sulla carrucola in risalita. Libro Sesto.
Anello Rovente. Libro settimo.

KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN MORTE

Il verso annuale della ranocchia. Fiabe del camino. Telegrammi sott’acqua. Candele spente. Libro Ottavo. 
Come apparve la morte a Karoline Knabberchen. Karoline disegna. Libro Nono.
Filosofia da baita. Proiezioni musicali. Libro Decimo.
Tavolozza per Gaudio e Requiem. Cardiodramma. Libro Undicesimo
Fabio Nardi - Karoline Knabberchen. Epistolario. Lettere. Biglietti postali. Cartoline. Libro Dodicesimo
 
 
 
Del “Canzoniere di Karoline Knabberchen” in trendadue anni sono stati pubblicati pochi estratti  da “La freccia di sabbia”, “Quaderno illustrato vecchianese”, “Viaggio intorno a un volto”, “Cardiodramma” soprattutto sulla rivista poi annuario Tellus, e sporadicamente in mostre collettive di poesia visuale negli anni Ottanta.
 
 

 

         


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