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MUSICA A PROGRAMMA

14 Febbraio 2021

CONCERTANTE

14 Febbraio 2021

IMMAGINARIO

GIOVANNI BOINE 1887-1917

14 Febbraio 2021

TRANSMODERNITÀ

19 Gennaio 2021

Con Sara, fotografandola, compresi paesaggi e interni e città ove transitò transita abitò abita, sentii sentivo ho sentito sento che Claudio Di Scalzo e Fabio Nardi si riunivano si riuniscono in solo fotografo: ortonimo e doppio eteronimo: nella firma di Accio fotografo.

Tutto procedeva a meraviglia nei primi tre anni quando Sara Esserino stava modella consenziente e rapinata davanti all’obiettivo; le complicazioni in materia di sua disponibilità alla fotografia son giunte col suo ritorno dal 9 aprile 2017 (e ciò porterà allo sviluppo vastissimo di ritrattistica disegno pittura del suo volto in fuga dal click digitale, l’opera per lei ci guadagna in ogni caso): scopro che la sua negazione rasenta l’iconoclastia. O quantomeno impone lacerti frammenti quasi indistinguibili del volto corpo. Che per fortuna poi s’è allentata perché l’ho calata in ripetizioni-citazioni da film espressionista o in foto evocanti dipinti. In maniera più ampia di quanto feci nel 2010. E molto in foto con didascalie ironiche gentilmente scherzose. Come nella fotografia del lampione a Trieste, gennaio 2020. (...)

PASSEGGIATA KIERKEGAARD

14 Febbraio 2021

ATELIER HÉBUTERNE MODÌ

05 Febbraio 2021


 

Dal 2010 dedico dei San Valentino a Sara. Anche perché lei è nata proprio il 14 febbraio 1977. Più festa di così. Fa proprio il paio con me che son nato di sette mesi l’8 dicembre 1952. SAN VALENTINIANA ho chiamato l’opera riversata nei vari generi scritti ed estetici.

Ricette di cucina e Amore non è la prima volta che le appronto le approntai in varie date. Qui sono in progress fino a 14. Le cucinerò a Venezia nella sua casa. Alcune. Perché poi devo tornà da mi-mà che barcolla e lascià la gondoleta barcarola. Ir figliolo unìo nun si po’ tirà indietro.

A ‘ucinà ho imparato stando appunto in ‘ucina der ‘ascinale fin da piccino. “Accio gira la sarsa mentre vo alla bottega”. E io studiavo di Leonida alle Termopili e nun facevo attaccà ir ragù. L’ò rivelato anco alla mi’ ‘Ardellina. Che se ne stava nello studiolo a compitar latino a sonà il flautino mentre la cuoca faceva desinare per i’ su genitori per lei. ‘ome potevi fa a intenditi di ‘ucina ‘ome me? Ti servivano pure le pietanze a tavola. Esti sono i mi’ vantaggi proletari. ‘Omunisti. Te ài imparato dopo per esercizio tuo aristocratìo ma nun ce l’àì ner naso ‘ome me che giravo ir mestolo che tiravo ir ‘ollo ar pollo che sbuzzavo anguille aringhe piccioni orate che macinavo pepe sbucciavo patate. Suvvìa. E devo dì che parlandone ’osì in modo franco la musicista intende che non sta assieme a uno che frigge nell’acqua che nun si fa pizzìa la fava dalle mosche. (...)

Sgocciolare i filetti d'aringa dall’aceto. Tagliarli a pezzetti di forma regolare. Tagliare le patate lessate a dadi, senza farvi venire la tentazione di darci un colpo di dadi modello Mallarmé che il caso in cucina è rischioso, e porre l’insieme nell’insalatiera concava manifestazione del vero. Aggiungere la salsa maionese che arroventa il metabolismo al mestolo nel dipinto di Munch in riposo mescolata alla cipolla tritata che alla ricetta amorosa rinnova data e alla puntina d’aglio molla per il battaglio. Mescolare il tutto e servire in tavola. Se quanto scola in voglia di baci vien prima della pietanza amarsi e poi con l’aringa rifocillarsi è consigliabile.

SONORITÀ

14 Febbraio 2021

MUSICA DA CAMERA

27 Febbraio 2021

TELLUS MOSTRA

KAROLINE KNABBERCHEN

14 Febbraio 2021

ACCIO E CARDELLINO

16 Febbraio 2021