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MUSICA A PROGRAMMA

18 Novembre 2019


 
Ma non non sai, neppure, che allora, nel sonno, accanto a Linton, mio marito, io più Sara Earnshaw in quel momento che Zerelda Zee Cardellino, profferii nel sogno incubo le parole: “Accio non farti uccidere. Ti scongiuro! Non voglio!”. (...) Quando seppi che il 9 gennaio 2017 la rivoltellata l’avevi presa per davvero, scoprii quanto t'avevo sempre amato da grande da piccolo. Perché a volte i banditi sono migliori degli uomini della legge poetica e dell’etica nominata giusta e perfetta
 

CONCERTANTE

20 Novembre 2019

Tu parti. Io torno nella casa veneziana. Da Mestre in fuga. Mi sono sentita in pericolo. Sei arrivato viaggiando nella notte. Ho usato la formula del nostro “Patto”. Siamo stati ancora scampolo di romanticismo nel grande dramma. In città chi s’ama si vuole bene s’è riunito. Noi tra loro.

 

IMMAGINARIO

GIOVANNI BOINE 1887-1917

20 Novembre 2019


Sara e Accio il 14 novembre 2019
a Venezia - Bacio del "Patto"

TRANSMODERNITÀ

01 Dicembre 2019




Questi occhi di Sara Cardellino a Vicenza li ho fotografati con la Leica C-Lux Midnight-Blue nel blu serale dallo schermo del portatile. Questi occhi del presente mi ricordano la maiolica per levigatezza. Però la foto ha aggiunto delle micro fratture, tipiche del vasellame, sulla fronte tra le sopracciglia e l’attaccatura dei capelli. Casualità che regge quanto vado scoprendo.

Tutto lo sguardo si impreziosisce di smaltatura simbolica, giapponeseria?, orientalismo molto vittoriano? Contemporaneità duemila che ogni volto fila e sfila?

Ritratto con occhi che mi guardano nel passato che vissi lo interrogano lo spiegano. Perché questi occhi maiolica nel solo particolare della fronte sotto scuri capelli - lo impone la scelta iconoclasta di Sara - mi consegna quanto col ritratto pensato intero posso curare per il fotografo che un tempo fui, Fabio Nardi, ed episodicamente per lei ancora sono.

Da fotografo, Fabio Nardi, ricordo i ritratti perduti che scattai. Negativi e stampe a Guarda, Engadina. Tutti furono distrutti, e la camera oscura lì organizzata devastata, a fine 1984 dalla madre, Gerda Zweifel, di Karoline Knabberchen (1979-1984). Restano poche stampe a Vecchiano soffitta cascinale.

Ogni ritratto, anche questo, vive nella complicità, dell’attimo poi perenne, tra soggetto e fotografo.

 

PASSEGGIATA KIERKEGAARD

08 Dicembre 2019



Il personaggio della tua biografia che per il tuo compleanno scelgo è il Bambino sulla sedia.
clikka - 8 dicembre 2018. Accio racconta a Sara Cardellino la sua amicizia col pazzo

ATELIER HÉBUTERNE MODÌ

09 Gennaio 2020

Il ritorno di Sara Cardellino, ad inizio 2017, nella mia vita ha portato con sé la musica di Johann Sebastian Bach. (...) L’intreccio con le vicende della mia biografia è stato disvelamento e consolazione alta. Per districare eventi tragici di dolore. Che hanno coinvolto la mia famiglia, me stesso, come uomo comunista un tempo artista: Il rapporto con la Morte.

Mio nonno paterno Angelo antifascista e comunista venne ucciso dai fascisti sulla via di Pisa a fine anni venti. Mio nonno materno Vittorio Pardini fascista muore per crepacuore alla Liberazione di Vecchiano nel settembre 1944. Le mie cugine, Elisabetta e Cristina, anni 23 anni 18, muoiono per eroina negli anni Settanta. Nell’agosto 1984 Karoline Knabberchen si suicida alle isole Lofoten. Nel 1985 mio zio Lenino, ex albergatore a Parigi Londra Tirrenia viene strangolato a Migliarino di Pisano. Mio padre Libertario Di Scalzo muore al Campo della Barra nel giugno 1995 e sarò io a ritrovarlo. Mia cugina Daniela muore misteriosamente in un cascinale a Ripafratta. Nel 2005 muore cinquantenne d’una malattia che non volle curare smettendo di fumare Paolo Fatticcioni detto il Pazzo. L’amico barbiere, Sundance Kid, mentre io ero Butch Cassidy. 

Annovero ad episodio di morte, anche il 9 gennaio 2017, quando come Jesse Accio James, Robert Ford mi spara a tradimento mirando, da Facebook, la mia testa mentre raddrizzo nella mia casa di Vecchiano il dipinto dell’Olandese Volante appeso in sala. Mi salvo grazie a Sara Cardellino.


In questo gennaio 2020, ricordando il Dolore altissimo nella mia reale avventura di vita e quest’ultimo episodio squallido verso l’avventura mia di finzione nell’immaginario per intascare la taglia-patente poetica promessa da Pinkerton da Baffetti di Rame, ricorro a quanto BACH compone suona in relazione al tema della Morte. Propongo all’ascolto per Sara Cardellino e per chi conosce il “Romanzo Western del Nulla 9 gennaio 2017, ballata anarchica nei segni”, le seguenti partiture:

KAROLINE KNABBERCHEN

Gauguin ed Emile Bernard tradimento pittura parola vomito. 

 

SONORITÀ

08 Dicembre 2019

MUSICA DA CAMERA

08 Dicembre 2019

TELLUS MOSTRA

KAROLINE KNABBERCHEN

08 Dicembre 2019


Sara Esserino 2011

CARDELLINO E ACCIO

09 Gennaio 2020