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Giovanni Bertacchi

:: CC + CDS: Se Elvira...
18 Marzo 2015

  

 

       
 
Chiara Catapano - Claudio Di Scalzo      
              SE ELVIRA GUARDA GIOVANNI BERTACCHI         
Tenendomi nel tuo respiro, m’hai donato la capacità d’esprimermi come desideravo... anche in questa fotografia mai potrò separarmi da te. Mai, mai lo sono stata... ero soltanto in attesa. Accogliendomi scrivi la poesia che mai, poeta delle Alpi, sarebbe stata tua finestra che guarda la pianura e poi il mare. L’hai scoperta, la metafora dell’immensità, con questi occhi e se prendi le mie pupille ancora essa si dilata per te. Se pensi ch’è la rivelazione di quanto sia grande l’amore che ci lega sei nel sacro. Ed è soltanto una delle mille metafore che ci riguardano. E tutte stanno nelle mani di Dio che per noi così decise. 
Ancora guardarti (chi guarda chi?) è come provare un respiro sconosciuto (nella vita reale) anche se hai usato polmoni per decenni: capisci cosa accadde e accade a noi Giovanni? - oggi mi dedico al ricordo del nostro universo in espansione.  
Si produce guardandoti mentre mi guardi dominante rifrazione che compenetra due nomi e vissuti oltre ogni transitoria separazione. Scoprirai che non sono morta. Che tu non morirai. Lo capisci? Ogni parte dell’occhio agisce, lavora, alla ricostruzione di quell’antico abbraccio nostro che mi salva dall'avanzata barbara dell’oblio e domani sarà questo il compito del lettore, guardandoci, mentre sfoglia l’album nostro, e tu sarai accanto a me nella fotografia.  
Mi guardi, io ti guardo, e a me par d'esser completa in questa fotografia che dice della giovinezza che ancora avrò ritrovandoti. Tu mi guardi, l'orizzonte si piega.  
Mi sfiori col polpastrello le gote e capisco quant'è disperata la solitudine di chi prova immenso amore, e poi rimane senza. Abbia consolazione facendo visita a questa postura in antico dagherrotipo custodente l’amore che non si consuma, vedendo e leggendo nel mio viso il racconto che vince la Morte. Quanto costò in purezza, in folle dedizione ad un sogno. Come nacque la nostra Religione.
                 
Chiara Catapano – Claudio Di Scalzo
Settembre 2012
 
 
 
Firmo con Chiara Cì questo omaggio a un poeta alpino (dopo la cura del Canzoniere di Karoline Knabberchen, e le avventure di Alice Pagès, Luigia Zamorano, Golem e Mara Zap, Marco Pachi e Rosa Mollica ecc) ed è una gioia. Ho molto vissuto, e viaggiato, e scritto, e disegnato e smarrito,… però mai ho incontrato una scrittura di donna che a me desse in questa maniera il senso del viaggio, dell’incontro, della letteratura, del colore che può evocare, della necessità di smarrire tutto... per ritrovarne il racconto adatto che contiene il Tutto. Ci sarà mai chi fotograferà queste firme sopra una pagina che si copre di neve? (Engadina, Sil Maria, 13 ottobre 2013) - CDS
 
 


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