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KAROLINE KNABBERCHEN

:: Quattro vetrate per Karoline Knabberchen. Per il suo Mistero - A Pura da Arturo Benedetti Michelangeli con Karoline Knabberchen il 12 giugno 2017: un Requiem
31 Maggio 2017

Claudio Di Scalzo

IL MISTERO DI KAROLINE KAROLINE KNABBERCHEN

 

Anche di recente, alcuni lettori, mi hanno chiesto di Karoline Knabberchen. Personaggio? Persona Reale? Quanto sono Fabio Nardi o Fabio Nardi quanto è l'Autore?

Il mistero di Karoline Knabberchen non l’ho mai rivelato! Neppure alle donne legate a me. In letteratura. Ho sempre dato versioni che, potrei definire, di finzione. Mentre la realtà degli eventi, il suicidio di KK, l'ho tenuta per me. Un rovesciamento. Sul quale è nato dall’agosto 1984 l’opera in progress. Oggi, in questo maggio, con la mia vita di adesso, sono felice di questo nascondimento estremo. Le persone a cui sei legato, poi, per la legge di Eraclito del “tutto scorre, tutto cambia” le perdi. E avrei sofferto a sapere che si portavano via la parte mia più tragica nella sua nuda verità. Se non sono bastate le pagine scritte di questa tragedia, per capire me come uomo come autore, cosa sarebbe loro servito conoscere altri dati sul 20 agosto 1984Il Sacro è per sempre. E pure le vicende ad esso affidate. E questo sacro lo affido intero a chi mi ha amato intero, anche nei miei errori e colpe: Karoline.

ll Canzoniere di Karoline Knabberchen, migliaia di pagine, centinaia e centinaia e centinaia di dipinti e fotografie, non lo pubblicherò. Né lo esporrò in galleria nei dipinti nelle fotografie che lo compongono. 

Quanto, episodicamente, in trentasette anni, ho pubblicato su qualche rivista, da tempo obliate, e sull’Olandese Volante, è la punta dell’albero più alto della foresta. Con il disalberamento probabile del veliero anche ciò scomparirà.

Poesia, per me, è anche non pubblicare quanto attiene all’amore assoluto, poesia che poi si può portare a un unico lettore che è Dio. Io scelgo questo e di tutto il resto niente più m’importa! Karoline m’approva e anche Fabio Nardi e questo vale per me.

Nella mia visione anarchica e da fumettista e da estimatore della letteratura popolare sarei stato disposto a che altre firme proseguissero le avventure e vicende, con sequel o prequel, di Karoline Knabberchen e Fabio Nardi. Ma ogni interesse in un primo tempo mostrato, verso l’opera, che poteva diventare a più voci, è poi caduto. Non ha avuto seguito.


 



 

QUATTRO VETRI PER KAROLINE KNABBERCHEN
 

1

L’ARCANGELICA

Se il Canzoniere di Karoline Knabberchen è una cattedrale, essa necessita di vetrate. Ma vetrate minime come bolle d’aria nell’acqua che consentano a Fabio Nardi all’Autore di raggiungere l’amata, l’arcangelica annegata. E dalla Parola da allora protettrice santificata.

In questa tavola per vetro il volto di Karoline Knabberchen è stilizzato come il volto del Cristo nella chiesa di Wissenburg. Lineamenti calligrafici che donano all’arcangelica un’espressività trascendente. Il biondo dona poi mistica teologia in contrasto col nero all’insieme. Questa vetrata riunisce l’insieme vivente del volto oltre la morte. Nella resurrezione attesa. La funzione del ritratto è quella di proporre la verità dell’essere di Karoline nella forma cristologica. Lo sguardo nel biondo invita chi guarda oltre la biografia del personaggio a capire che la fede è sempre l’inesplorato nell’istante nell’eterno. Per amore.


 




2

PROBANTE IL SANGUE

In questa tavola per vetrata compaiono echi del classicismo romano e delle miniature d’epoca carolingia. Essa rivela la passione di Karoline Knabberchen nella morte. L’oro biondo è insidiato dal nero, gocce di sangue simboleggiano la mortale ferita all’essere. Probante il sangue dice del volto nella storia - senza pari - dell’amore al suo naufragio. Il respiro dell’angelo svizzero pulsa pensiero poesia. Questi occhi hanno conosciuto tutte le varianti per rendere possibile l’amore terrestre. E scoprendolo impossibile - Fabio Nardi il fidanzato non ha capito il suo strazio spirituale - anche tutta la solitudine tutto l’abbandono. Fino a lasciare che il chiaro biondo vitale fosse fasciato dal nero che soffoca, toglie il respiro, consegna alla tramatura della perdita di sé.

Il grigio confino acqueo però porta l’angelo Karoline, varcandolo, ancora alla brillantezza dello sguardo sulla parola inconsumabile rivelante risorgenza: nel raccolto divino.
 

 



 

3

VOLTO PER IL DIO PRESENTE

Questa tavola-vetrata accoglie impeti del cristianesimo delle origini. Sguardo fermo di Karoline Knabberchen, volto stilizzato affidato a bacche rosse in tralci racchiudenti l’espressione. Che propone ascetismo, umiltà, fede nell’amore divino. Comprensivo.

Tutto nella Karoline terrestre rimandava a un'eccedenza di sensibilità, generante paure e insicurezze. La KK angelica ha realizzato nella passione, nel dolore, il suo romanzo profetico. Il volto adesso emana il segno della pace, emette il suono della letizia, guarda per soccorrere. Lo sguardo umano s’è versato in quello celeste e l’angelo può guardare il Dio presente che sulla terra si assentava dalle sue peripezie. Standosene nascosto. Karoline ora non è più sola.


 





4
SGUARDO SALVIVICO ARBOREO

Questa vetrata, l’ultima di questa serie nel maggio, cita la tecnica del “cloisonné” che i bizantini appresero dai persiani, per realizzare icone. Qui il volto-dipinto poi vetrata ne riproduce eco. L’arcangelica Karoline Knabberchen è un'impetuosa appartenente alla “Milizia celeste”. Disposta ad accogliere ogni ferita per il trionfo di Dio sul Male. Su Satana. La sua armatura è arborea in perfetta cadenza con i frutti rossi che ne indirizzano la valenza nell’intricato svolgersi del disegno provvidenziale.

Lo sguardo dell’arcangelica non va né avanti né indietro nel tempo, sta in perfetta coincidenza tra il tempo terrestre e quello eterno, qui il tempo si annulla nel bene, che batte i petti di chi si affida a Karoline Knabberchen santa, batte amore in chi vuole prepararsi all’esperienza della salvezza. Anche a costo di sanguinare come lei.



 






 



 

 

Il 12 giugno 2017 non potendo andare a Vecchiano alla tomba di mio padre Lalo sono andato a Pura in Svizzera. Alla tomba di Arturo Benedetti Michelangeli. Morto lo stesso giorno. I due uomini hanno profilo e lineamenti del volto simili. E lì è accaduto qualcosa. Che con malcerte parole, descrivo. La tomba non ho potuto raggiungerla anche se distava da me un centinaio di passi
 

 


cds: Karoline Knabberchen e Fabio Nardi, Guarda-Engadina, aprile 1984



 

A PUNA DA ARTURO BENEDETTI MICHELANGELI

CON KAROLINE KNABBERCHEN

L’11 GIUGNO 2017

UN REQUIEM

Svizzera. Pura. Il paese possiede una grammatica di spazi erbosi che appare in debito con la lucentezza di giugno. E qui sono arrivato al cimitero dov’è sepolto, per sua ultima volontà, sotto una croce spoglia, Arturo Benedetti Michelangeli. Lugano è a pochi chilometri ma sembra un alterco dell’orizzonte che si approssima al crepuscolo. Karoline Knabberchen se non fosse scomparsa alle Lafoten oggi mi avrebbe accompagnato. Sapendo che il musicista è morto lo stesso giorno di mio padre Libertario, l’11 giugno del 1995. Questo è un mese che da sempre ti rende vulnerabile, avrebbe detto sfiorandomi i polsi. Oggi finisce un altro anno di lutto e questo tempo ti ha fatto scoprire labbra silenziose sotto sopracciglia scostanti. Aggiunge Karoline in questo dialogo che la mia fantasia si inventa con la stessa improvvisazione del bambino uso a disegnare figure sulla condensa del vetro. Il disincanto propone sempre una sua sperimentazione verso i sedimenti che coprirono l’impuro nell’amore. E’ la dedizione ingannata una magra luce sul calendario degli anni. Non dovevi scrivere che per me! perché io so come restituirti parole sulle radici delle tue inesauste strofe in cerca d’assoluto. Hai mai ricevuto silenzio, in cambio, quando avevi bisogno di uscire dal filare inquieto dei tuoi pensieri che conducevano al nodo della scelta? Non disperare Fabio! Quanto fu poesia poi ritorna come l’insetto che cala nell’erba e sarà dolce per te scoprire che sei stato tu a dipingere il prato. Vieni qui, aspettiamo la pace serale. Il cielo diventa una cupola d’oro dove le arcate non tormentano più chi si confessa sperduto. Parlami del tempo in cui avevi un padre che ti portava con il camion verso Lucca e che poi ti faceva ascoltare Carnaval di Schumann perché in questa tastiera bianca e nera, che è forse il mito del doppio, sapeva deformare la tua gioventù nella temerarietà intanto che i simulacri della politica somigliavano ai fiori malati. Soltanto quel fulgore terrestre che è la musica del romanticismo poteva salvarti dalla noia e dall’angoscia. Lo sapeva tuo padre e anche Benedetti Michelangeli. E lo so anch’io mentre ti sussurro per trattenerti al di qua del cancello - Karoline mi impedisce di raggiungere la tomba, sa che accadrebbe l’irreparabile - l’agile memoria timbrica dell’Album de la Jeunesse del folle di Endenich.

-Cosa hai lasciato al custode dopo che varcato il cancello sei tornato indietro

-Il cofanetto con i concerti di Michelangeli che mi regalasti nell’aprile 1984...

-Perché te ne sei privato?

-Inutile ascoltare la musica riprodotta su disco dopo quello che è accaduto oggi. Sai, da quando ci siamo separati alle Lofoten, come farmi tornare sul confine sempre intonso della poesia e cioè a te. Nei luoghi che tu scegli. Che poi non posso raggiungere perché non ci sei col corpo.

-Fabio! questo per te è ancora amore?

-Sì! con tutto me stesso. Ma aiutami perché non so tornare a casa...



 

Karoline Knabberche a Vecchiano - Casa Elvira Spinelli
foto Fabio Nardi



 

PERSONAGGI PRINCIPALI DEL "CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN"

 

KAROLINE KNABBERCHEN

Poetessa svizzera che studia filosofia all’università di Pisa

e che si suicida venticinquenne alle Lofoten il 20 agosto 1984

FABIO NARDI

Fidanzato vecchianese di KK e artista dalla vena eclettica

LIBERTARIO NARDI

Babbo sempre evocato senza tomba fissa

ELVIRA SPINELLI

Madre di Fabio, sarta in ogni luogo apprensiva

ETEOCLE SPINELLI

Nonna di Fabio

ANDRI KNABBERCHEN

Padre dei pomeriggi in barca

GERDA ZWEIFEL

Madre severa, signora degli incubi

RUT ZWEIFEL

Nonna dei garofani rosa

UGO SENTITO

Filosofo misteriosofico

MEDEA T. VIR

La donna che cancella, il 17 luglio 2011, il Libro Terzo del “Canzoniere di KK”:

“Viaggiatori da Biblioteca” a lei affidato da Fabio Nardi.

E che nel maggio 2017 annuncia all'autore che ri-scriverà il libro cancellato

col titolo: Medea T. Vir: Suono preso in Parola.



 

PIANO DELL'OPERA


KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN VITA

Libro-Introduzione

"Le età dell'angelo svizzero Karoline Knabberchen"

La freccia di sabbia. Libro Primo. Due tomi.
Due piante nel nocciolo. Libro Secondo.
Bave. Viaggiatori da Biblioteca. Libro Terzo.
Quaderno illustrato vecchianese. Libro Quarto.
Viaggio intorno a un volto. Libro Quinto. Due tomi.
Spuma sulla carrucola in risalita. Libro Sesto.
Anello Rovente. Libro settimo.

KAROLINE KNABBERCHEN. CANZONIERE D’AMORE IN MORTE

Il verso annuale della ranocchia. Fiabe del camino. Telegrammi sott’acqua. Candele spente. Libro Ottavo.
Come apparve la morte a Karoline Knabberchen. Karoline disegna. Libro Nono.
Filosofia da baita. Proiezioni musicali. Libro Decimo.
Tavolozza per Gaudio e Requiem. Cardiodramma. Libro Undicesimo
Fabio Nardi - Karoline Knabberchen. Epistolario. Lettere. Biglietti postali. Cartoline. Libro Dodicesimo

 

Del “Canzoniere di Karoline Knabberchen” in trentasette sono stati pubblicati pochi estratti da “La freccia di sabbia”, “Quaderno illustrato vecchianese”, “Viaggio intorno a un volto”, “Cardiodramma”, soprattutto sulla rivista poi annuario Tellus, e sporadicamente in mostre collettive di poesia visuale negli anni Ottanta.

CDS cura il racconto illustrato in versi e prosa e fotografia: "Karoline e il fotografo" - e IL FOGLIO DI LALO. Vite di rivoluzionari



FINE


 

 


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