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Karoline Knabberchen

:: Claudio Di Scalzo: Notizie dalla diga. Canzoniere di KK
24 Agosto 2013

 

 

 

 CANZONIERE DI KAROLINE KNABBERCHEN

 

Personaggi principali

 

 

Karoline Knabberchen. Poetessa svizzera che studia filosofia all’unversità di Pisa.

 

Fabio Nardi. Fidanzato di KK e artista dalla vena eclettica.

 

Libertario Nardi. Babbo sempre evocato senza tomba fissa.

 

Elvira Spinelli. Madre di Fabio, sarta in ogni luogo apprensiva.

 

Eteocle Spinelli, nonna di Fabio.

 

Andri Knabberchen, padre dei pomeriggi in barca.

 

Gerda Zweifel. Madre severa, signora degli incubi.

 

Rut Zweifel. Nonna dei garofani rosa.

 

 

Nel 29° anniversario della morte di Karoline Knabberchen (Guarda, Svizzera 1959-Lofoten, Norvegia 20.VIII. 1984) dall’annuario Tellus che ospita una parte del Libro Quinto “Viaggio intorno ad un volto”, ripubblico i Personaggi principali dell’opera e Notizie dalla diga.

 

Claudio Di Scalzo

 

 

 

 

NOTIZIE DALLA DIGA

 

                  (Mulini che trascorrono, violando la pavidità dell’orizzonte,

                  l’esclusione dall’intelaiatura della contemporaneità. Sembrano l’unico squarcio

                  nella membrana di una pianura senza l’esilità del sogno.)

 

 

     Gentile signora che oggi chiamo mamma,

  l’imponente massa di cemento, lunga circa trenta

  chilometri, gettata tra la Frisia e l’Olanda Settentrionale per dividere dal Mare del Nord

  il bacino dell’Ijssel Meer, ospita un’alta torre che sorge sul fianco rivolto verso

  le acque racchiuse e domate. Miglior punto panoramico non esiste da dove

  osservare l’impatto delle noci scagliate nelle onde per ricondurmi

  alla paura di un Dio che mi chiede - in questi momenti -

  di riscattare la tastiera del mio corpo nella vertigine

  - e tu sai quale - del pentimento gratuito.

  Convertirsi dal passato svelenendo l’estasi

  di mentire sul proprio compromesso con il peccato.

  Da questo spiazzo sull’incoerenza dei flutti mi diletta

  la noia che blocca il serpente incantatore dell’alta marea.

  Il pensiero di Fabio vicino è l’ultima parvenza chiara prima

  del buio dell’amnesia. E la tosse convulsa m’appare come la risacca

  dove frangermi. Creo la mia insensibilità giorno per giorno. Anche

  le dighe tornano utili. Quando ho riaperto gli occhi, sul suo mento, una larva

  di coleottero, impone di riconsegnarmi all’estuario silente del ribrezzo. Ho dovuto ferirgli

  il viso con le nocche della mano. (Immobile mi faccio colpire senza pronunciare verbo).

  Si è fatto picchiare senza pronunciare parola. Intanto mi porgeva la mesta ciotola

  del suo sorriso comprensivo. (Cerco di tranquillizzarla con un sorriso di complicità).

  Queste notizie trattale con la dovuta comprensione rispetto alla tua severità

  di sempre. Tienile sulle ginocchia come semenza d’ossidiana

  che taglia l’esperienza dei polsi piegati a croce sul bacino

  da dove, un giorno sì proprio un giorno, emersi piccolo

  incendio di pianto.

                           Tua figlia Karoline,

                            tua sgocciolatura.

 

Lo guardava sorpresa come se stesse sul punto di svelare una menzogna intuita, ma preoccupata nello stesso tempo di darlo a vedere. Poi Karoline prese a sminuzzare la minuta della lettera a sua madre con le narici che fremevano per la tensione della sfida.

 

Dal “Canzoniere di Karoline Knabberchen”

Libro Quinto - “Compasso olandese”

Annuario Tellus 24/25 “Scritture celesti. Poesie in cerca di Dio”, 2003, Morbegno.

 

 

 

 
B. Magoni
Ritratto fantasioso di KK alle Lofoten
 
 


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