
KK
(Guarda Engadina Svizzera 10 aprile 1959
- 20 agosto 1984 Isola di Austvågøy Lofoten Norvegia)
"Karoline lungo rocce muschiate". Guarda, Engadina. 1980
Foto Fabio Nardi
Karoline Knabberchen
INFERNO DOPPIO ASCESA SINGOLA.
1980.
Vi sono giorni in cui la vita scorre confusa, faticosa come ascesa tra rocce muschiate. Nugoli di avvenimenti senza importanza si coalizzano determinando, segretamente, spinta verso la mia figura curva inquieta per dove sono capitata. Ciò accade perché, in certi mesi di trapasso, vivo di nervosismi, d’insonnie; pure d’intuite mattonelle smosse; annusando fetore di carne rancida; subendo folata di vento gelido ch’affonda l’unghia arcigna nel collo non protetto dalla maglia leggera: ingannata dalla finta primavera. Se, in questa stessa temporalità, sono a Pisa in università: scoprendo giovani astiosi in discussioni filosofiche sui maestri, viatico allo scranno; finisco lungo mura ombrate da segretarie maldicenti; mi sperdo in corridoi soporosi di nevrosi celate che conducolo ad aule poco arieggiate.
Meglio l’ascesa sulle rocce della Heimat? Uguale. In università, il solito bidello lì piazzato da qualche partito e nullafacente si burla della mia bellezza stanca, e non gli ho dato mai confidenza, basta una fotocopia per ricevere commenti sui miei lineamenti elvetici e non mediterranei! Qui prima di salire la balza subisco la familiarità del montanaro che vive fuori Guarda pascolando capre; capace d’irridere “il tempo sprecato” - ma chi glielo ha detto? Siamo parenti? - a Pisa in università. “Che c’è da imparare, Knabberchen, da quei sudisti tante parole niente fatti!”
Non è troppo tutto questo?
Sono all’inferno, non c’è dubbio. Di qui e di là. Solo tu mi conduci in qualche apparente paradiso. Dove al massimo dileguandosi diviene un tranquillo purgatorio d’attesa. Lo capisci quanto sei importante Fabio?
Capisci perché la foto che mi hai scattato imponga la confessione?