
Fabio Nardi: cavalli nell'alba svizzera. 1980
Foto fabio Nardi
Fabio Nardi
SE IL CAVALLO HA BRUCATO L'ASTRATTISMO È ASSICURATO. 1980
a Karoline Knabberchen
(Guarda Engadina Svizzera 10 aprile 1959 - 20 agosto 1984 Isola di Austvågøy Lofoten Norvegia)
La montagna che distribuisce ombre mentre altrove il sole mattutino spande scintillìo sembra il sussidiario fotografico del divenire alterno delle ore: in espansione della vita. Qui dei cavalli e, a lato, non fotografato, il montanaro Peter Ursin che li custodisce. Al quale sto accanto mentre fotografo: i suoi quadrupedi - eredi del mito antico - in contrasto nella radura con vette debitrici del moderno mito simbolista di Giovanni Segantini.
Flusso del cavallo brucante all’astrattismo concede avvallo. Nullificante? Probabile perché il confine astratto tra lo scherzo ottico e la metafisica estetica, a questa fotografia non è concesso valicarlo. Oggi vale l’ironia. E l’ironia si sa, sta sempre al di qua, del rapporto col sacro. Scherza coi fanti, anche con i cavalli, e lascia stare i santi. Non pestargli i calli.
Karoline,… fotografo, in rima; arriverò nel mezzogiorno a Coira dove cerchi la raccolta completa del “Corpus Reformatorum” di Zwingli. Mòvo verso te sempre sulle Alpi sempre con Segantini. Fiducioso che l’umanesimo di Zwingli si spinga fino a comprendere la missione del cavallo in rapporto alla natura umana insufflata dalla maestà assoluta del Dio creatore. Per certo il cavallo stavolta ha intrecciato legame con il tuo fotografo pisano.
Che questa fotografia ti doni allegria accanto ai seri studi e ricerche è l’intento. Fabio