
"Karoline Knabberchen fior di campo foto lampo poesia divampo, I. 1982.
Foto Fabio Nardi
KAROLINE KNABBERCHEN
SETTE PILLOLE DA VIAGGIO MARCA SCHELLING. 1982.
(Titolo dato alle 7 prose poetiche dal curatore Cds/Fabio Nardi).
Karoline Knabberchen: Guarda Engadina Svizzera 10 aprile 1959
- 20 agosto 1984 Isola di Austvågøy Lofoten Norvegia).
Passeggera in terra. A ventitré anni così scriveva.

"Karoline Knabberchen fior di campo foto lampo poesia divampo, II. 1982.
Foto Fabio Nardi
1
Davanti alla casa di Nietzsche, a Sils-Maria, ti domando perché inventi storie su ciò che vedi; e cancellandole riscrivi in precaria intimità con quanto ti confido. Beffardo il silenzio se riempito con tagli all’infittita epidermide-comprensione dell’identità di IO e NATURA. W Schelling ʍ Nietzsche.
2
Sono quel pesce che - guizzando
salta in grembo al sole - vibrò
l’ultimo colpo di coda tra le braccia
del Pescatore. Ritornello da cantare nelle sere agostane lontano dal mare. -“Siamo a dicembre col solleone?” domandi impertinente alle branchie scarlatte. Rispondo al Pescatore dilettante all'umorismo lombrico esca, che l’umile pesciolina senza nome sa che l’Assoluto nel rischio mortale rappresenta Dio. Dunque non abbocca. Non volevo farti chinare il capo né ferirti, ma a volte dimentichi che respiro bolle di filosofia.
3
Se piego i polsi fino a spezzare i bracciali della logica scopro che l’arco delle vene è simile al Ponte dei Sospiri; l’intera architettura della città edificata sull’acqua si ramifica nell’anatomia dei miei anni: condivido l’illustre destino del popolo che seppe abbellire a tal punto il luogo del proprio esilio da renderlo paradigma dell’amore romantico?
Temo a tal punto questa banalità espressa enfasi visionaria da chiederti di cancellare Venezia dalle carte; di narrarmi vicende di deserti infuocati dove sudare superstizione allegorica. Ma se fosse filosofia dromedaria, ahimè rispunta Nietzsche?, in cerca d’assoluto tramite l’intuizione poetica starò sotto qualche tenda neoclassica tessuta a Monaco di Baviera col maestro Schelling.
4
Spente le vibranti antenne del tramonto, il collo della Natura si torce al bacio dell’incommensurabile. Vorrei essere lì: nella sera pisana svanente flessuoso movimento dell’Assoluto: mi giura che non v’è nulla di eterno, eccetto il suo nome.
...CONTINUA