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Nada e Bambino

:: A.C.CI.O. Musica per il Cuore della Nada - Mendelssohn
20 Febbraio 2017

                                       

 

 

 

Claudio Di Scalzo

Detto

A.C.C.I.O

Artista Candido Con Infinito Omaggio

per la sarta Nada

 

MUSICA PER IL CUORE DELLA NADA, I

La Nada non conosce la musica classica, né i compositori, né i grandi pianisti o violinisti. Per lei è la “musica tanto bella”. Quando cucinava a Tirrenia, all’Albergo Elisabetta, di mio zio Lenino, conobbe i jazzisti che venivano lì a far vacanza. E improvvisavano. E conosce i “capelloni” come gli Zeppelin perché i dischi li ascoltavo a tutto volume in casa quand’ero giovane. La classica proprio non la conosce. Allora in queste nottate, da lontano, le dedicherò della musica classica, e scriverò su questa musica, e la intenderò come prima non potevo.

 

 

A.C.C.I.O - Musica per il cuore della Nada, I

CDS: "Felix a 12 anni" - Acquarello cm 20 x 30

 

 

CONCERTO PER VIOLINO E ORCHESTRA OP 64 DI MENDELSSOHN

Questa musica dell’uomo che fu chiamata Felix, è pura occasione di gioia. Anche se fuori tira a burrasca. O si paventa qualche colpo brutto della sorte. La malattia in agguato. Forse è un modo per tenere a bada qualche unghiata di troppo. Cara Mamma,... il Concerto per violino e orchestra op 64, ti coinvolgerà, perché ha i caratteri della freschezza, ripenserai alla tua gioventù quando una gita in bicicletta verso i campi che portano al lago di Puccini per una merenda, era il massimo del divertimento per voi ragazze uscite dalla guerra. Mendelssohn confessa, a Ferdinand David, celebre virtuoso del violino, che voleva scrivere un concerto per questo strumento, tale da fargli superare l’inverno che si annunciava fosco. Il 13 marzo 1845, alla Gewandhaus di Lipsia, avvenne la prima esecuzione.

Il primo movimento, Allegro molto appassionato, ha un tema cantabile, pieno di brio, un po’ come quando, mamma, vedevi i cavalli correre lungo gli argini del Serchio, salire e scendere sul manto erboso, apparire e sparire, e questa era l’idea della giovinezza libera da ogni cavezza, che pure sarebbe tornata, ma in quel momento criniere e garretti erano al galoppo. La coda del primo movimento, è tra le più brillanti dei concerti per violino, brillio di suoni, brillio come le vele che vedevamo assieme varcare la foce del Serchio e andare al largo. E tu mi dicevi: “Accio guarda come vanno veloci e accoste. Contale contale...

Tenendo una nota, del primo fagotto, un sì, il primo movimento confluisce nel secondo movimento - e quanto ti scrivo mamma lo devo al maestro Gianera che m’insegna musica in cambio di qualche disegno - che ha movenze sentimentali. E le frasi del violino sono anche un tantinino religiose, meditative. Qui, se qualche volta vuoi ricordare la Messinella e Vittorio, i tuoi genitori, l’Andante la nostalgia l’accenderà come olio nel lume.

Il finale del concerto è una sorta di recitativo del violino che Mendelssohn indica come Allegretto non troppo –Allegro molto vivace. L’inizio ricorda il Primo movimento. Come da giorno che torna giorno, mamma. Però sempre cambia il cielo e cosa lo regge. Così in questo Concerto. Qui bisogna avere orecchio, per il cielo occhio. Ma si fa presto a imparare i sensi sono collegati. Fanfara di ottoni, fiorisce il violino nei suoi accordi, il tema diventa brioso e zampillante. L’avrà pensato per l’inverno che veniva mamma, questo genio tedesco, ma certamente voleva portarci l’estate dentro: ascolterai ogni verve melodica, irresistibile, il tuo antico cuore riceverà una scossa benefica, e la voce del solista violino ti sembrerà che danzi sulle onde sonore dell’orchestra. 

Dormirai più tranquilla nella notte che viene. Anch’io dormirò tranquillo. Ho scritto il primo testo su di un capolavoro, sapendo finalmente qualcosa del linguaggio musicale che ascolto, che tu ascolti. E se ti garba ti farò conoscere anche il “Sogno di una notte di mezza estate” sempre di questo musicista che muore nel 1847, a Lipsia trentottenne, e come dicevi tu, tornando, sconsolata, dall’aver accompagnato qualche bel giovane nel suo ultimo viaggio,... “piangevano anche i sassi”.

 

... CONTINUA

                               


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