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Nada e Bambino

:: "Addio". Rimbaud dalla Nada Pardini. Traduzione Claudio Di Scalzo
02 Febbraio 2017

 

CDS: "Il Monello in Bombetta rende febbraietto in festa" - 2 febbraio 2017

China e acrilico e olio su carta - Illustrazione per " Una Stagione all'Inferno"

e "Rimbaud in casa della Nada Pardini"

 

 

Arthur Rimbaud

 

ADDIO

(da “Una stagione all’Inferno)

Ah beh l’autunno sul grugno ma perché nostalgicare l’astro splendente continuo se siamo fissati nella scoperta della luminosità divina lontani da coloro che muoiono sulle stagioni poetiche senza morire mai!

La nostra nave innalzata dall’autunno nelle foschie statiche vira verso il porto della miseria: la città enfiata con il cielo marchiato a foco fangoso. Ahi! I panni zuppi il pane fradiciato dal piovasco, l’ebbrezza i cento amori che m’hanno inchiodato! Non finirà dunque mai il ruolo d’un dio succhiasangue padrone di milioni d’anime e di ex corpi vivi in attesa di resuscitare arzilli dopo il giudizio – mi rivedo scquamato dalla fanghiglia appestata nel mio colorito rosa  sotto scarmigliati capelli e le ascelle nido di vermi e sul muscolo cardiaco vermi più grossi dell’aorta disteso in mezzo agli sconosciuti senza età senza sentimento… sarei potuto morire… orribile rievocazione! Detesto la miseria.

E pavento l’invernale stagione perché è la stagione delle comodità.

A volte vedo in cielo spiagge infinite ricoperte di bianche nazioni felici; un valente veliero dorato* sopra a me dimena le sue bandiere dai tanti colori affidandosi alle brezze del mattino. Ho pazziato tutte le feste tutti gli onori tutti i drammi. Ho cercato di fiorare nuovi fiori di astrare nuovi astri di scorporare nuovi corpi nuove lingue. Ho pensato che stavo acquistando poteri oltre natura. Ebbene! Devo sotterrare la mia immaginazione e i miei ricordi. Ecco qua una bella gloria d’artista e di narratore sfumata.

Io! Che mi sono nominato veggente angelico dispensato da qualsiasi lucchetto moralistico sono scaraventato a terra con un “dovere” da cercare e la rugosa realtà da abbracciare! Fittavolo!

Sono stato preso in giro? La carità è sorella della morte per il sottoscritto?

Chiederò perdono per essermi pasciuto di menzogne! E avanti.

Ma neppure una mano amica c’è! E dove trovo aiuto?

Sì si si, l’ora nuova è parecchio severa.

Però posso affermare di aver conquistato la vittoria a me adatta: gli scricchiolii dei denti; i sibili infocati; i sospiri infetti in calo; gli impuri ricordi che si cancellano tra loro; i miei ultimi rimpianti se la svignano; provo gelosia per i mendicanti i pirati gli amici della morte i matti di ogni tipo - Dannati se mi vendicassi!

Bisogna essere assolutamente transmoderni!

Basta con i cantici: bisogna mantenere il passo conquistato. Ostile notte! Il sangue secco fuma sul mio viso, e non ho niente dietro di me, se non quest’orribile arboscello!... la lotta spirituale è brutale come la rivoluzione; ma la visione della giustizia è un incanto riservato a Dio.

Intanto vegliamo: ricevendo tutti i crismi di vigoria e di tenerezza vera. E all’alba ricamati d’ardente pazienza entreremo nelle splendide città.

Parlavo di "mano amica" in  mio soccorso! È già un gran vantaggio poter ridere dei vecchi amori bugiardelli e far notare l'incongruo  in ex coppie ingannevoli – ho visto l’inferno feminino laggiù – e mi sarà concesso possedere la verità in un’anima e in un corpo.

 

* L'Olandese Volante

 

Traduzione Claudio Di Scalzo

 

 

 

Claudio Di Scalzo

NOTA SORRIDENTE SCUOTA

Arthur Rimbaud in casa Nada Pardini a Vecchiano, santo angelo spiumato.

Il poeta ragazzino scrive prima che per me per la Nada che non conosce la sua letteratura. Perché qui, in questo cascinale, sull’aia, nei dintorni c’erano le stalle di Clerville, i contadini di Clerville, le bestie di Clerville; gli antenati di Rimbaud dal cattivo sangue nelle vene se lo mischiavano con gli antenati della Nada; e cantavano la stessa lingua nei supplizi, e quanto scatenavano rivolte dedicandosi a strozzare aristocratici e boghesi con le case foderate di libri e di biglietti bancari. Qui non abitavano contadini rassegnati ed operai proni al telaio. Bensì ribelli dalla bestemmia facile, pronuncianti vernacoli umoristici, e ogni naturalità allo stato puro anche nell’eros.

Qui è giusto stia in questo gennaio l’ADDIO di Rimbaud. Per il contesto e per me che vedo e frequento ancora questa scandalosa selvatica combriccola. L’Addio del Monello vale per me sessantenne perché ratifico il fallimento della tragedia al candore scuro che mi riguarda. Ereditata da Rimbaud. Una Commedia Eroica per scoprire, definitivamente, che nessuna nuova letteratura è sorta nessun nuovo regno delle arti sta sul web, nessun Cyber Soviet dove i contadini di Clerville possano crescere bolscevichi dell’egualitarismo estetico guidati da Majakovskij. Ancora vedo gerarchie di castelli e castelletti i cui inquilini che non vale la pena di strozzare tanto hanno esili colli rivolti verso le aie sui social con sguardi da colonizzatori in missione per il bello da distribuire se compri i loro libri. Che gusto vuoi ci sia ammaccarli, dice il monello di Clerville, sono i discendenti mediocrissimi di Verlaine. Saggi, rinsaviti, benedetti da ogni stampatore ed edicolante sul web! 

Invece Rimbaud santo di casa guarda santamente me e la Nada Pardini, si fa tradurre, gioioso, dall’anziana sarta malata di cuore che non ha mai letto un rigo della sua Stagione all’Inferno ma che conosce l’alfabeto di Rimbaud nella sua cadenza originaria di selvatica valenza perché appartiene a una generazione che L’Inferno l’ha vissuto tra guerre e conati rivoluzionari e sotto il piede del consumismo che ha sostituito i belati animaleschi con le canzoncine in tv.

Traduco assieme a mia madre e ritrovo il legame fondante che mi lega alla stirpe che qui visse, al nostro sangue, e accetto il consiglio della rinuncia a scrivere, a scrivere il meno possibile, perché la parola torni si confermi viva assoluta rivolta ideale e realista. Almeno nel fumetto che ho in testa nel gennaio 2017. C’è un prezzo da pagare ovvio! Febbraio porta solitudine gelido guaio.

I corpi s'ammalano i corpi muoiono i corpi risorgono prima che in Dio sull’aia materna dove l’amore si ciuccia con la facilità che avevo da piccolo. Latte libertario e cattivo sangue è la brodaglia scelta dove zuppare l’ADDIO adatto osso succoso che mi regge il sistema nervoso e, sfogliando quanto scrissi, anche una qual certa originale scrittura illustrata.

 

 


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