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Nada e Bambino

:: Arthur Rimbaud: Promontorio - Dalla sarta Nada Pardini
03 Febbraio 2017

 

CDS: "Rimbaud guarda dall'Olandese Volante il Promontorio" - 3.2.2017

 



 

Arthur Rimbaud

PROMONTORIO

(dalle ILLUMINAZIONI XXX)

 

Dopo l’alba sforacchiata è la sera fluente brividi a cullare il nostro brigantino (detto L’Olandese Volante) al largo ma davanti a un villone che con annessi e connessi formano quasi un promontorio esteso come l’Epiro e il Peloponneso o la grande isola del Giappone o l’Arabia!

Costruzioni tutta luce ardono in grembo il ritorno delle teorie basilari; s’intravedono massicce difese in uso sulle coste moderne; poi dune illustrate da fioriture brucianti e baccanali; somiglianze si spandono con i grandi canali di Cartagine e i moli di un’intima Venezia losca; ma anche simulate eruzioni vulcaniche e crepacci esposti con gigli con l’acqua pura dei ghiacciai; poi lavatoi circondati da filosofici pioppi di Germania; poi pendii di parchi stravaganti che curvano le teste d’alberi alla maniera giapponese; e le facciate dei “Royal” o dei “Grand” imitano quelle di Scarborough e di Brooklin; e le ferrovie in dotazione al Promontorio fiancheggiano, s’inabissano, risalgono, insomma inanellano la disposizione architettonica di quest’albergo che vien scelto, mai la storia ne ha visto di simile, che vien scelto per l’eleganza che supera le colossali costruzioni dell’Italia, dell’America, dell’Asia.

Proprio in questo momento che guardo, e con me c’è la sarta Nada Pardini, finestre e terrazze sono colme d’illuminazione di bevande di complici forti brezze; aperte smisuratamente allo spirito dei viaggiatori e dei nobili; e quest’ultimi generosamente, permettono nelle ore del giorno (che sul web esiste sempre senza notte) a tutte le tarantelle delle coste e ai ritornelli più seducenti delle correnti artistiche di decorare meravigliosamente – con parole adatte di presentazione – le facciate smisurate del Palazzo-Promontorio. (Traduzione Claudio Di Scalzo)


 




 

CDS

RIMBAUD GUARDA UN ESTETICO PROMONTORIO

In “Promontorio” Rimbaud a bordo di un brigantino con voce corsara, sfotte un villone per ricchi grande più di antiche dimore di Grecia e più eclatanti delle modernissime costruzioni del modernismo americano. In un pateracchio conpositivo, il villone, supera ogni pessimo gusto con tonitruanti cascami d’antico per divertire magnificare i colti aristocratici inquilini.

E, corrosivamente, Rimbaud selvatico, rivela come l’arte del suo tempo - ma anche oggi è così – s’accontenti servile di decorare le pareti di tal dimora dove s’assiste al va e vieni dei pasciuti milionari. Un’estetica una letteratura per svagare anche se in essa ci son cadaveri e morti orribili. Che abbellisce (anche il dolore vortica spettacolo) le cose di chi ha gusto. E cultura. E soldi.

Questi passi del monello rivoluzionario, nelle ILLUMINAZIONI, nessuno più li pesca. Ma è proprio in questo umoristico sguardo da un miserando veliero di corsa puzzolente per il pesce marcio e i cordami unti, immaginiamo sia L’OLANDESE VOLANTE, che Rimbaud rivela tutta la miseria dell’arte e della letteratura impegnata a proporre il bric-a-brac in voga allora dell’eclettismo, e, oggi, mentre traduce la sua poesia in italiano con me e la Nada Pardini, non vien proposta forse un’epica sul web affinché nobili d’animo e di portafoglio disinteressato acquistino libri e tavole in pittura che li allietino sulle verande dei social? Allietati lettori svagati e finti-proletari, accostandosi alle tarantelle scostumate come al similoro poetico, hanno in alcuni poeti e poetesse da web i più giudiziosi e leziosi camerieri. In missione patetica e grottesca per redimere la poesia ereditata dal novecento con le loro poesie e poetiche proposte a modello come bibbia!

 


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