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Vecchiano

:: Claudio Di Scalzo: Vecchiano di Alisdair McIntyre 2
14 Agosto 2015

 

CDS: "Vecchiano di Alasdair McIntyre - anni ottanta - 1 m e 60 x 70 cm - 

 

 

 

 

Claudio Di Scalzo

VECCHIANO DI ALASDAIR MCINTYRE

 

II

“L’esercizio delle virtù eroiche richiede dunque sia una specie particolare di essere umano, sia una specie particolare di struttura sociale. Proprio per questo un esame delle virtù eroiche può sembrare a prima vista irrilevante per qualsiasi indagine generale sulla teoria e sulle prassi morali.

Se per essere esercitate le virtù eroiche richiedono la presenza di un tipo di struttura sociale che oggi è irrevocabilmente perduta (e in effetti la richiedono), che importanza possono avere per noi? Nessuno, oggi, può essere un Ettore o un Gigli (eroe di una saga irlandese). La risposta è che forse sulle società eroiche abbiamo da imparare due cose: primo, che ogni morale è sempre legata in qualche misura a una dimensione socialmente locale e in particolare, e che le aspirazioni della morale della modernità a un’universalità affrancata da qualsiasi particolarità è un’illusione; secondo, che non c’è nessun modo di possedere le virtù se non come parte di una tradizione in cui esse e la nostra comprensione di esse ci vengono tramandate da una serie di predecessori, nella quale le società eroiche assumerebbero un aspetto molto diverso. Infatti, dal punto di vista di una tradizione che affonda le sue radici ultime nelle società eroiche, la libertà di scelta dei valori apparirebbe più simile alla libertà dei fantasmi (di coloro la cui sostanza umana si è avvicinata al punto di dissoluzione) che non a quella degli uomini”.

Alasdair McIntyre: “Dopo la virtù. Saggio di teoria morale”. 1981, trad. italiana, Milano, 1988

 

 

 


Quando m’invitarono alla pugna (sgrammaticato in ultima sorte) (guerriero giovane con la guerra

alle porte) (in eroica virtù da opporre alla morale dominante sempre più) scelsi d’aspettarli dove viveva la mia comunità che avevo disegnato: sul Monte Castello, sottomonte del Legnaio, lungo la via della Barra che porta al Lago di Massaciuccoli-Puccini, sulle rive del Serchio che sfocia dopo la pineta nel mare di Vecchiano.

L’etica universalista diventata apripista di valori del capitale-tecnico schiavista aveva, ed ha, schiere di uomini e donne resi fantasmi perché sciolti da ogni vincolo di solidarietà e linguaggio della tradizione, ed eran feroci e determinati a vincere un tassello di terra ove l’intrico e l’ornato linguaggio dei padri non volea esser districato.

 

donna di beato incarnato

figlia di popolari costellazioni

proteggi l’Accio di sette mesi nato

la spada  alzata in nostre visioni

 

(strofa di filastrocca ove la donna  protegge

l’atto etico virtuoso di Accio. Nel dipinto

si firma Margherita Stein canto)

 

Nascosto nell’occhio lago ombrato cipresso sulla sintassi d’agile capo nato ebbi accosto a me le radici delle colline basse come punte di lance, le fronti dei teschi sepolti nelle fenditure come scudi, la schiuma d’acqua dolce e di mare come zampe feroci contro i sacrileghi diffusori di combustioni etiche mercantili valide ovunque. La virtù eroica ebbe la meglio. Rimasi intatto nel locale e particolare vena del mio mondo. Lì sarei cresciuto. Viaggiando da lontano l’avrei cantato. Li sarei tornato, un giorno, coi capelli grigi, per morire. E aggiungermi lancia e teschio e schiuma di parola nell’inconsumabile comunità d’appartenenza.  

 

 FINE

 

 

 

 


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