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Vecchiano

:: Claudio Di Scalzo: L’Olandese Volante a Manopi - II (con ricordo delle bucanieri celebri)
26 Agosto 2013

 

"La Corsara della Metamorfosi a Manopi di Vecchiano" - Foto CDS, VIII 2011
 


 

Claudio Di Scalzo

L’OLANDESE VOLANTE A MANOPI DI VECCHIANO - II

(Fotoromanzo transmoderno)

 

Manopi la dedico alla Corsara Della Metamorfosi perché l’ho raccontata

in questo agosto grazie al nostro incontro e legame.

E perché la bambina con cui immaginavo di giocare

in questo luogo fantastico davanti alla mia casa vicina al fiume

aveva per certo i suoi lineamenti da bimba.

 

A Manopi la banda dell’Olandese Volante oltre a carenare la nave affumica la carne d’ogni tipo che ben conservata servirà per i pasti sul mare. Dalle braci s’alza un uomo di fumo. Che compie lazzi, scherzi, buffonerie, stravaganze. La ciurma intona il Pà Pà Pà ter nostrum dei pazzeschi e si rinnova la fantasima del nostro movimento detto Fumismo in omaggio ad un poeta fiorentino Palazzeschi. La Corsara della Metamorfosi, beniamina di noi rudi e passionali artisti, riesce persino con sonorità verbali e giochi di parole ad evocare la donna di fumo che bizzarra produce effetti incantatori sopra bistecche e cosce arrostite. La Corsara della Metamorfosi tutta rossa ci guarda con effetto incantatorio dilatando le pupille e danza dionisiaca con la donna di fumo che chiama madre d’ogni sur-realtà.

Al centro della giungla vecchianese, la mitica Manopi, con i nostri capitani, L’Olandese e la Corsara della Metamorfosi, esaminiamo gli approcci fantastici che prendono e presero e prenderanno i nostri corpi sull’oceano-web. Le nostre immagini nell’esperienza quotidiana, che modifichiamo a piacimento anche nella distruzione e autodistruzione di testi, negli abbordaggi, qui a Manopi, le rendiamo suscettibili di accogliere la luminosità segreta della gioia concedendo connessioni inedite ai sensi. La tautologica identità del quotidiano la modelliamo in Erfüllung, in realizzazione dinamica appagante unendovi le nostre identità potenziali più segrete. Tedeschiamo come potete leggere da pirateschi eredi romantici dell’idealismo di Tubinga ma anche da Jean Paul e dai boccali di birra marca Monaco. A Manopi le finestrelle biascicate alla Facebook su schemi da Tv commerciale a cui si affidano tanti spagnoli e spagnole acculturate ci fan pena per come sono ridicole e inadeguate ai tempi del sovvertimento on line. A noi caro. E bandiera transmoderna dell’Olandese Volante in carenatura come nelle sue vele spiegate.

Perché porto capigliatura a caschetto?, calibrata come moschetto? Caspita! Non ci vuol molto a capirlo! Nei duelli corpo a corpo non mi si può afferrare per i capelli e magari tagliarmi la gola! Voi state lì con i vostri boccoli e poi finite male. Sorridete sotto i baffi eh, va beh! Lo dico lo canto, c’è tra voi chi mi prende per i capelli e me li tira, ma in questa lotta, il collo me lo bacia e morde in una lotta a cui noi tutti siamo campioni: ma il mio capitano è quello che ho scelto per migliorarlo nella tecnica! Ehi! Sto scherzando! Siamo a pari, Olandese mio! non c’è bisogno che m’ignudi davanti a questa combriccola per punire la mia ironia.

 


Corsara della Matamorfosi a Manopi - foto cds 2011

 

A Manopi, nelle giornate sotto intricati rami condite di rhum e dalle gioie dell’amore, esaminiamo anche altre forme! per come l’esprienza letteraria si struttura nel rito e nel mito che evochiamo di una pirateria web detta Olandese Volante. Pars destruens e bivacco oltre il nichilismo fumante: necessità della dimensione progettuale, di nuove vele, verso una realtà che non sia soltanto specchio, più o meno infranto, in cui s’è specializzata la plaga surrogatoria infinita dei social-network, bensì il tentativo, l’avventura, di cercare e creare una circolazione di nessi-rampini che rendano l’immagine del reale tradotto web-carta in nuovo centro produttivo di senso. Manopi è l’anticipazione di ciò. L’avventura acquorea dell’Olandese Volante Transmoderno è il dilatarne i cerchi in concentrica politica pensosamente estetica.

Conoscere la tradizione rafforza la missione, esclama la Corsara della Metamorfosi. E comincia a narrare le gesta di Mary Read (1690-1720) che combatteva con abiti amschili a seno nudo in prima fila, e che sciabolava i cordardi marinai se li vedeva indietreggiare. Corsara il tuo seno è più bello di quello di Mary, grida un bucaniere! Diciamo più voluminoso, sorride, l’interessata, ma allatta un sol bimbo sale e pepe!

Compaiono poi evocate, la fondatrice d’ogni pirateria la femminile, la terribile Alvilda, originaria della Svezia, e Anne Bonny dalla mira infallibile con la pistola a pietra focaia, e Charlotte de Berry a capo di ammutinati per procurarsi una nave…la Corsara della metamorfosi è una fenomenale narratrice orale, i suoi occhi verdi dardeggiano entusiasmo, anche quando brandisce sulle nostre teste da seduti, lei in piedi, l’ascia di Mary e Bonny. Non ci dimenticheremo le sere a Manopi mentre lo squittio dei volatili notturni mettono la punteggiatura al flusso narrante di questa meravigliosa bucaniera. La sua cifratura del nostro mito navigante è quanto di megli abbiamo mai udito. E anche L’Olandese ne è ammaliato. Nei suoi occhi possiamo leggere quanto sia preso da quelle spalle agili, da quel seno sotto trasparente seta, da quelle ciglia lunghe. Ma se glielo dicessi, ammesso ne trovi l’ardire, mi direbbe soltanto che è catturato dalla melodicità del racconto, da come la Corsara della Metamorfosi crea il processo mitopoietico di Manopi.

I nostri capitani come li vedo? … forse apparirò eretico, so che loro sono anche un po’ Olandese e un po’ Senta wagneriani, però qui a Manopi, mi piace pensarli composti della stessa sostanza dei comics: in coppia avventurosa come Phantom e Diana Palmer, … come Gordon e Dale Arden. Insieme e per sempre tavola dopo tavola, in una storia infinita. Coppia inseparabile nel fumetto, nel cinema, nel web.

Noi dell’Olandese Volante sappiamo alla perfezione d’essere anche pirati da schermo web e palcoscenico. E portiamo rispetto e riconoscenza verso l’immaginario che ci riguarda. Che sappiamo ognuno raccontare e arricchire. Ma è L’Olandese e la Corsara della Metamorfosi che questa cifra visuale e scritta interpretano al meglio ed è per questo che sono Capitani dell’Olandese Volante. Anche qui a Manopi, in questo agosto, ce lo dimostrano.

E infatti evocati gli ultimi esiti al cinema, del valente John Depp e del ciclo della nave maledetta, si concentrano sulla tradizione che porta fortuna accogliere arricchire modificare.

Teniamo in noi la tensione vivificante della Tradizione, dice L’Olandese, di quel naturale piratesco primigenio quasi pre-storico che l’immaginario romantico e burlesco ha confezionato. Aggiunge. E ci mostra i burattini di legno e le marionette a grandezza quasi naturale con cui si recitavano le avventure dei pirati. Le ravviva dà loro la voce inventa dialoghi satirici che ci fanno ridere. E ride lui stesso.

 


"L'Olandese ride bevendo birra a Manopi"

foto Corsara della Metamorfosi - VIII 2011

 

Osservo la Corsara della Metamorfosi. E capisco quanti ami il suo Olandese quando torna bambino dentro un teatro inventato nel XIX secolo ma che qui a Manopi, dove lui è cresciuto, salendo sugli alberi e giocando libero, può ancora rappresentarlo nel suo itenerario dialettico, dove di sintesi in sintesi, anche dolorose sintesi - il nostro Olandese ha subito ferite e agguati mortali e molte colpe ha scontato - l’ha condotto ad avere sul veliero volante e qui a Manopi… chi accoglie ogni sua tensione spirutuale ancorché caligine: la Donna dagli occhi verdi lucenti che l’ascolta e ride con tutta la mandorla bianca tra rosse labbra. Beato chi la bacia!

L’Olandese adesso è nella sua dionisiaca istantanea parte. Volete che vi mostri la faccia feroce da film? Eccola qua! Urla con voce tonante.

 

 


"L'Olandese Volante recita la parte feroce a Manopi"

Foto Corsara della Metamorfosi - VIII 2011

 

L’Olandese ricorda Errol Flynn pirata senza paura ne “Lo Sparviero del mare” e Burt Lancaster nel “Pirata dell’isola verde” del 1952, e persino, Hook, il Capitan Uncino di Spielberg perché libro e pellicola sull’amore raccontano verità fondamentali. Poi con fare galante lascia il palco in terra battuta e coperto di foglie e ringraziando anche le lucertole volanti che han fatto le ore piccole, dice che la serata la conclude La Corsara della Metamorfosi raccontando il film Anna delle Indie, interpretata nel 1951, da Jean Peters. Invitandola a non essere manierata e castigata nel linguaggio, tanto Manopi non somiglia a un set di Hollywood!... è meglio!, perché qui l’immagine prende corpo per un oltre non di solo svago, non soltanto mimetico, ma liberante e comunista nella sua evidenza rappresentativa. Baciamano, galanteria, e nella notte la nostra Corsara ancora ci parla. E noi siamo nella melodicità di un agosto indimenticabile.

 

FINE

 


 


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