
Foto di Accio sul trattore JOHN DEERE 6230R, guidato da F.P. arante terreno
al Campo della Barra. Sul fondale i frutteti sara Cardellino e Silvae Lo.
La pompa celeste per irrigazione. E Aironi Guardabuoi (ma non ci sono più stalle
dove beccare parassiti) e Garzette. Dimoranti nel Parco San Rossore-Viareggio.
Entrambi si nutrono di semi rivoltati da aratri e altre leccornie custodite nell'umidità.
I semi, ricordiamo, il prodotto più dono di Dio del Sacro
agli uomini ora sono tutti proprietà di multinazionali che fra l'altro
li modificano. Come pare a loro nella stuttura.
Claudio Di Scalzo
RESTATE FEDELI ALLA TERRA DICE NIETZSCHE
E AL TRATTORE JOHN DEERE 6230R AGGIUNGE ACCIO.
Ieri sera son tornato al ‘ascinale “stracco ‘ome una fune”, e ir proverbio pisano dice che la fune tesa a regge quarcosa, a tirà quarcos’altro, si stracca ar massimo. Sara ‘Ardellino ‘osì m’à visto. À anco ‘apito che tanto vagabondo a somme, appunto, tirate, nun lo sono. Devo dediammi a quanto mi garba e urge. Con la presenza der mi’ giovane amìo, F.P., nipote d’un amìo di mi pà ai tempi dell’agraria Di Scalzo, e der su trattore John Deere 6230R con aratro, son stati aratonati l’ettari duve c’erano gambi di granoturco per preparà la tèra ad altre semine. Ir massimo esto trattore della tènnia agriola. ‘Osta 'anto una Porsche. Poi sarà ir turno del frutteto dédiato a Sara ‘Ardellino le pesche e le piante di pero a Silvae Lo.
RESTATE FEDELI ALLA TERRA, scrisse e disse NIETZSCHE. Lo feci lo facevo e lo fo a settanta anni. Ando l’ossa si straccano a bestia sudata e si necessita la gioventù 'ontadina accanto. A realizzà i lavori: pendenze, fosse e scoli comprese.
Fotografai fotografavo ò fotografato fotografo il PAESAGGIO. ‘Ardellino, ora scopri che non solo di foto glamour di nudi alla moda d’interni vissi. Sorpresa?
Prima di ogni lettura di allora di oggi di scatti fotografici viene la mia conoscenza della TERRA, sono rimasto fedele ad essa, alle zolle ai trattori alle semine, al sudore che ci voleva e ci vòle, perché “la tèra è bassa” a lavoralla custodilla.
Sì sì c’è NIETZSCHE e la sfilza di filosofi che ò rammentato nella pubblicazione sull’Olandese Volante, di scatti nominati PROSPECTUS NON-LOCALIS. FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO E COSMOPOLI nel mio rapporto/fedeltà alla Terra. Tornato utile conoscere, anni fa, la “glocalizzazione”, locale-globale, di Roland Robertson approfondita da Zygmunt Bauman; utile Michael J. Sandel col suo “Il liberalismo e i limiti della giustizia” (1994, Feltrinelli) utilissimo il filosofo Alisdair McIntyre (“Dopo la virtù. Saggio di Teoria morale” 1988 in traduzione italiana presso Feltrinelli), contro ogni Globalizzazione e Liberalismo, metti ello di John Rawls, per modulare-aggiornare l’appartenenza ad una comunità virtù etica stirpe perché le virtù, come ricorda Aristotele, sono manifestazioni di tradizioni collettive accettate-riconosciute.
Alti i meriti di Vittorini (Politecnico) e Volponi e Fortini e Pasolini di aver tematizzato con romanzi e poesia e testi critici l'industrializzazione nel secondo dopoguerra italiano. Ovviamente Pasolini è quello che più di tutti mi coinvolse e coinvolge, perché le sue idee furono sbrigativamente definite arcaiche se non reazionarie, di nostalgia del mondo cntadino. Invece leggendo Alisdair McIntyre e altri critici filosofi della Globalizzazione, molti di area terzomondista, araba, il contributo di Pasolini riluce e offre viatico a chi rimanda alla sinistra al comunismo-socialismo.
Ovviamente sia verso Sandel che verso McIntyre, e il loro “comunitarismo” scivolante verso un anarchismo assoluto del singolo sia verso forme di reazione riguardo alla società Liberale e men che mai socialista applicai distinguo e cautele. Pensando, ieri e pure oggi, che la lotta-critica al Liberalismo-Capitalistico-Globalizzato doveva diventare compito del Comunismo-socialismo ed economisti e filosofi come Serge Latouche, fornivano indicazioni. In ogni caso lasciare in mano a fascismi di ritorno e pensiero di destra e reazionario, il PAESAGGIO-Terra-Luoghi-città come la distruzione sistematica di tradizioni storie identità culture, è la tomba di ogni Sinistra, accettante il capitalismo modellante uomini animali soggetti con la tecnica (fino all’Intelligenza Artificiale); pertanto il Comunismo-marxismo dovrebbe per questo indicare soluzioni e teorie-prassi.
Intanto esce in questi giorni il libro di Marcello Veneziani: “Nietzsche e Marx si davano la mano”. Dalle anticipazioni, che ho letto, c’è la solita divulgazione marca postfascista di pensieri ben altrimenti indagati. Filosofia giornalistica adatta al quotidiano La Verità. Ma ciò è indicativo, dopo Giuly, ministro della cultura, che scrive su Gramsci di come il Comunismo sia ridotto ai balbettamenti patetici e anticomunisti del Manifesto “quotidiano comunista” (sic!) o dei grovigli, rivelatisi perfettamente inutili, di tanti, vivi o morti, discendenti dell’Operaismo che fu. Anni Settanta.