

Silvae Lo (2020) - Sara Cardellino (2025)
Claudio Di Scalzo
VECCHIAIA IN FOTO E TEMPO FILOSOFICAMENTE TOTO CHE NON MENTE.
CON PREFAZIONE DOVE APPAIONO SILVAE LO E SARA CARDELLINO:
IRONICAMENTE REALISTE SUL FOTOGRAFO RIVENDICANTE SUO MESTIERE.
Della vecchiaia custodisco esperienza. Perché frequentai-frequentavo-ho frequentato-frequento anziani e anziane. Perché nel cascinale abitava la mi’ nonna Messinella Gavolozzi malata di còre ar tempo che non c’èrino bai-passo ‘ardiaci. Perché con mi-pà Libertario detto Lalo col camion dell’agraria incontravamo anziani contadini e mezzadri: ascoltavamo storie e vicende. Perché da fine 2019 al settembre 2024 ho fatto da badante alla Nada (1928-2024) mi-mà nel cascinale; e stavo con anziane come lei che venivano a trovalla; e ricambiavo visite. In USL e ospedale ne trovavo altrettante. Come contadino nel Campo alla Barra nel Consorzio Agricolo altri anziani; gli unici che ancora lavorano la tèra, che sargòno a fatìa sur tratore, frechento.
Io stesso invecchio. E mi-pà alla mi' età era già morto.
Dunque so cos’è la vecchiaia.
So ch’à la su' beleza anco in fotografia.
Ho molte fotografie sulle figure che invecchiano. Si sappia. Anche se per “Petrarchismo Fotografico” le Muse in età di bellezza giovane appaiono. Perché Cardellino è quarantenne nella su’ metà. Perché le altre amate vennero fotografate quand’erano giovani. Cantelli et Knabberchen. Duae feminae dilectissimae iuvenes mortuae sunt. Silvae Lo al massimo concede fino al 2017 - quando tornai con 'Ardellino - di apparire. Con qualche deroga per dispetto e affetto. Però è bella anco oggi. Ir su soriso oci verdi nun si muta.
Silvae Lo my Wife, mi ha incorniciato mestiere di fotografo ed esistenzialismo bn e a colori. Se come dice Sara sono "Un eroe da libro senza libro", Silvae Lo aggiunge: "Eroe da reflex senza mostra". Annuisco. Scoprendomi compiaciuto aggiunge ironica: "Eroe da reflex che badò e bada al sex!". Ecco il fenomenale umorismo alpino che fa rima con cretino?! Mi chiedo. Poi non contenta del gancio sinistro al mento mio estetico, colpisce ancora con uppercut da KO: "Scelta dovuta a 'vagabondite', in ciò concordo con Sara Cardellino, però la più indovinata della tua poco stimabile esistenza"
Chi è fotografo e lo è per davvero. Sa pure fotografare la vecchiaia mentre lui stesso invecchia.
Però come compiere scatti e cornice ad averne fantasia? Stavolta. Rima. Con la filosofia.
QUANDO SI SCIOGLIE IL GELATO PINGUINO

cds. 2025
Un uomo e una donna sulla panchina. Pur’essa vecchia nel legno. Come le ossa dei due in coppia. A questa coppia dedichiamo il TEMPO come ordine misurabile, in concezione oggettivistica. Il pinguino va gustato, si scioglie, ne offrirà al marito-amico? Questa gentilezza non viene fotografata. Anche perché l’uomo, pensieroso, vive il tempo come movimento intuito del trascorrere di loro stessi in questo giorno. Concezione soggettivistica, stimo io fotografo. E poi il gelato gli piace ma genera colite.
MANI INTRECCIATE SUL MARE

cds. 2025
La coppia di anziani sul mare è la migliore delle tre che ho scatatto. Per la tenuità dei colori. I capelli bianchi che s’intrecciano con la spuma del mare. Per il vento che che li carezza e che rispetta come si tengono per mano. Si amano ancora dopo tanti anni assieme. Il loro tempo sembra un riassunto della filosofia in merito a questo snodo del pensiero. I Pitagorici e Platone e Aristotele il sommo che incasella il TEMPO come “numero del movimento secondo il prima e il poi”. Perfetto. Però la coppia, assieme tenendosi le dita, interiorizzano con il pensiero il Tempo. Sono protetti da Agostino che di mare sabbia mare se ne intendeva. I due anziani sono in “estensone dell’anima” loro. Ancora e ancora e ancora assieme.
In questa riflessione non sono più Claudio Di Scalzo ma Fabio Nardi fotografo che pensa a Karoline Knabberchen (1959-1984) che non invecchiò con me. Che m’aspetta per riprendermi ancora giovani belli liberi le dita. Lo so! Accadrà. Accidenti il vento solleva sabbia. Mi colpisce gli occhi. Lacrimano.
OROLOGI FERMI NELLA TECA

cds. 2025
La terza foto coglie un uomo anziano che in una teca al Mercato di Lucca guarda orologi a carica manuale. Fermi. Forse ne colleziona. Forse acquitandone uno e rimettendolo in moto pensa di allungare il suo di tempo da vivere. Questo anziano con la sua scelta da collezionista del tempo merita il rispetto di Leibniz per ilq uale il tempo è semplicemente l’ordine della successione. Non c’è altro da dire. Invece sì. Senno che fotografo che interpreta le foto che scatta sarei?
All’anziano che predilige orologi da mettere in carica manualmente vale il tempo non della scienza bensì quello dell’esperienza interiore della sua diversa durata che fu scoperto da Bergson. L’anziano ritrova un se syesso bambino che ricevette il primo orologio a carica per la prima comunione. Lo ricorda. Gli venne rubato o lo smarrì? Lo smarri quarantenne. E da allora lo ricerca! Strano, questo potrebbe essere capitato anche a me!
Questa bergsoniana lettura della foto un po’ m’intristisce. Allora decido di ricorrere al filosofo più discusso del 900 ma induscitibilmente un ometto sulla panchina, ai bordi del bosco, nella heimat, anche lui, ma da solo, geniale. Heidegger in ESSERE E TEMPO scrive dell’identità dei due termini. Esattamente questa unione vive l’uomo che cerca l’orologio nella teca. Lo trova? Non lo trova? Chissà. Il compito della foto finisce qui.
Anche il Trittico.