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Archeologia Editoriale

:: Luisa Giaconi - A.E.T.
08 Giugno 2015

CDS: "Luisa Giaconi Transmoderna" - maggio 2015

 

 

 

Luisa Giaconi

L’ALBA

(Archeologia Editoriale Transmoderna - A.E.T.)

 

S’apre una pagina d’ambra

nel cielo, all’orlo del monte;

fioca sul nero orizzonte

l’ultima stella sparì.

 

E già per l’erto pineto

brucando il gregge si sperde,

piccoli punti fra il verde,

fiocchi di bianco qua e là…

 

Fremiti di fogli e d’acque

par che si sveglino a pena,

via via la luce s’insena

lenta nel bosco là giù.

 

L’ombra riprese i fantasmi

e riaccostò le sue porte;

di là, il silenzio, la morte,

il giorno dolce di qua;

 

il giorno, ch’e’ fra due notti,

come la vita nel nulla

che nel mistero ci culla;

un sogno anch’esso e non più.

 

 

 

 

 

CDS

BIOGRAFIA GIACONI MANIA

 

DIANORA

Ritorna lontano. la tua giornata d'amore

passò, la tua ora di sole si spense, Dianora;

la soglia che un giorno secreta

al tuo piede errante fu mèta,

si chiuse; il tuo regno d'amore

finì. Chi mai in silenzio ora

accende la lampada ai vespri muti del Poeta,

sorride alle sue notti bianche,

bacia le sue palpebre stanche,

chi mai, Dianora?

Chi al suo sogno eterno sorrise con un'altra aurora

d'amore? e ti spense, vago astro sparito non anche,

o Dianora?

 

(...)

 

 

CDS: "Luisa Giaconi Transmoderna annusa i preraffaelliti"

 

 

Nata a Firenze nel 1870, morta a Fiesole nel 1908 di tisi. Sepolta a Settignano. Ebbe un'infanzia disagiata, seguendo il padre modesto insegnante di matematica, nelle sue perigrinazioni dall'una all'altra scuola media di varie città italiane. Dopo la morte del babbo, conseguito il diploma dell'Accademia di Belle Arti di Firenze, si guadagnò da vivere dipingendo, su commissione, copie di quadri nei musei. In vita pubblicò pochissimo; la sua unica raccolta di versi fu pubblicata postuma. La sua poesia apiù famosa è "Dianora". La sua versificazione, così come vesti e pettinatura, risentì dell'influsso della poesia inglese. Nei suoi versi è possibile ravvisare echi quasi preraffaelliti, visioni estenuate di fiori e frutti in autunni di maniera, vizio da copista, e, naturalmente e simbolicamente, il magistero del solitario di Castelvecchio in Lucchesia. Sulla sua tomba, quando mi ci recai, c'erano dei cappelli impigliati nelle croste del marmo scolpito in rose. Chissà chi si era pettinata in visita a questo tumulo Liberty. 

 


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