
"Hauser Kaspar in Bic da spennellar Tic" - cds

NAT BLÀ BLÀ BLÀ - cds
Claudio Di Scalzo
RITRATTO ATTO-ARTEFATTO PATTO.
PENSARE-PRATICARE ESTETICA FILOSOFIA
IN MANOSCRITTA-DATTILO PRIA POI WEB-VIA
NELLA NATURA + SELVATICHERIA
OVVERO MI’ POSTURA. 2004.
Con SILVAE LO.

"Silvae Lo My Wife, alpina, sulle dune tirreniche di mattina".
Foto cds, estate 2004

"Silvae Lo my wife, donna alpina,
nel lago di Massaciuccoli-Puccini velatina".
Foto cds, estate 2004.
TITOLAZIONE
sintetica
PENSARE SELVATICAMENTE
COL CAPO DI KASPAR HAUSER LINGUA DEMENTE
(2004) - Avendo conficattura esistenziale culla nella Piana der Serchio lago padule Massaciuccoli collinare al ribasso mare di Vecchiano ove nacqui crebbi ad essa, vero e proprio asse, s’incrocia ello alpino valtellinese perché qui ò dimora con sposa Silvae Lo et filli et lavoro prendo a porre in dialettio scintill’io ‘osa fusse pé mia ir pensà e campà ed arti mettimi a proseguì far. Servirà a quarcosa l’abilitazione all’insegnamento della filosofia acchiappata nel Ministero della Pubblica Istruzione? Che mai in cattedra pratìahi manco nei conservatori mùsìali per stammene nei professionali-tennici? Siuramente! Intanto posso gioà la ‘arta nicciana ‘ome stilo e durlindana assai pòo usata nelle scholae varie, e che suggerisce, son stato anco a Sils Maria nella sù ‘asupola sul laghetto, per udinne il larghetto in nota, onni pensator nun parla-chiacchiera-scripta che per se medesssimo ner gioetto dé sù ummori nervoserie gusterie.
Da esta scheggia che se-si ficca ner pollice a me tutto dice aggiungo filosofante anco alla mi’ sposa prima amante alpina parecchio bella-bellina che se penso se da esso politìa arti davo do scavo-scavavo mi ponevo pongo oh che belo modellar in relazione, oh oh bea commistione, con linguaggio o meglio idioma o dialetto o meglio balbettamento forestale boschivo da transitare. Insumma il loco, per me locco?, da abitare. Et siccome ebbi nascita in atra valle Serchiaiola pisana sto ficcato in du’ loghi.

Homo Selvadego - cds
Qui, in doppio gioco, anche cumme baro, calo carta del “Padulaio" sur lago Massaciuccoli et "Barcaiolo" a Bocca di Serchio accosto all’Homo Selvadego nel bosco valtellinese et valchiavennasco et engadinese megghio Val Bregaglia duve Varlin tele intaglia. Giaometti si sa, ir più talentoso de’ fratelli, lassa l’Helvetia per Parigi lassando lì i su fratellini ar massimo espressionisti simbolisti.
Eccomi ner bosco, che noi a Pisa diciamo con la “o” aperta e Silvae Lo con la “o” chiusa. Che stona un poino seondo mé però ner bosco di qui posso trovacci Jünger e Heidegger e non Fucini. Mi manca sia ‘onfessato Collodi e Giusti. L’ammetto.
In esto dialettìo, che frastorna, a volte sembra non ci dorma, sempre con quarche nostalgia della Parigi duve stà mi’ zio Lenino in Montparnasse nel su’ albergo ch’è di fatto ir terzo incrocio der mi’ asse esistenziale duve giovin ventenne Debord-ai nel marxismo eterodosso, e potrà esto osso e polpa andar in intreccio con lo Junghero siero senza fammi sentì troppo sterzato a Destra anco fasciato fascistante in colpa?
Trovo rimedio che pé mia pensa et agì ed estétìa ir tutto che fussi sur padule ner bosco o in Montmartre sempre cùltivo in me, stando al soffio nicchiano baffuto, di sopra accennato, la sauvagerie la silhoette dalli oci al pipo residua ner moderno. Mi nego più che posso all’azione civilizzatrice d’ogni cultura accademia università editoria per vive a tratti “servatìo” ar meglio cumme ACCIO. Tento quasi un’evoluzione accosta alla mia in società lavoro casa amore. Sdoppio a rischio scoppio. Anche gelo e fame e crudeltà se mi sento un poiinino Sitka Charlie ne “La saggezza della pista” di Jack London.
In certe giornate che stia nelle alpi retiche o sul padule pisano o nei quartieri parigini vivo oltre i saperi codificati e ne interpreto i catastrofici fati.
Per questo ò ideato personaggi come NAT Blà Blà Blà che sta in citta, che sia Parigi Milano Pisa cosa cambia?, e KASPAR-O HAUSER che balbetta un linguaggio incomprensibile essendo stato rinchiuso nella su' crescita chissà duve et che poi istruendosi viene accoltellato-assassinato. Principe in incognito o matto?
Con esta scarozzata e semprifiata filussofia anco fobia prendo ad amare estetizzare politiare ello che m’è sempre garbato: ir fogliame le zampettature d’animalo la naturalità ch’ànno animalo di magnà càa piscià fotte morì sanzo dessi pensier arcuno. Ar posto delle peore di Leopardi una miriade di animalo pelosi carnivori et piumati et squamati.
Cun l’arìvo der web orizzuntale per voazione e tennìa ò goduto parecchio pecché se si ritorna al boschivo servatìo nun se po più pensa di fallo col callo dell’ascensione dell’alto vertìale e l’altri in basso a pascolare, suvvia gli jungheriani esto ner cervelo l’ànno e ne fan velo, a me ciò nun mi garba, e resto ‘omunista per l’uguaglianza orizzontale anco webbata sia santifìata.
Per culmare la servatìeria padulaia tòsca e l’alpigiana fosca mi vien in aiuto Gilles Deleuze. Che interpreto alla mi’ manèra semprifiatoria che mi dà gioia.
Intanto la “piega” (libbo pé mia strumentario basssilare) ch’ebbi a nascer ner ‘ascinale di Lalo e Nada, cume ella su di un folio, non si po’ cambià, e neppur la piega sulla ‘arta che dice cume na’ donna alpina Silvae (da selva?) Lo à dato ar su marito tre figghi; ar seguito che pensare e in atti traffiare gliè sempre un accadimento illegittimo (nun è cume i figlioli che ti somiglian crescendo a babbo e mamà) ed esso gliè per struttura sempre parecchio o poino irrazionale. Oh Descartes la tu’ Raison num me disa chi son! (e per questo venner guai con Silvae Lo my wife cartesiana e ragionante).
Il bon Deleuze, cume spezia saporita, mi venne a confermare che la filossofia pensante nun è né contemplare né ragionamento riflettente né ‘omuniazione bensì una fantasia creativante che trotterella ir pensà der Singolo.
Inutil aggiunger che tegno cu’ mia Stirner bolo. Rumino. E se mi guardo allo specchio veggo anco me singolo gobba di Kierkegaard. Ma lassamo perder esta riflettente attrazione.
In esta filossofia-elvaticheria a me adatta cume i bottoni da aprire e chiudere sulla patta (ecco il patto natura prima in riposo elevazione!) non è il reale attorno a mìa, di quarsiasi tipo fusse politìo ‘ulturale estetìo pòetio letterario etcì!, che deve interessammi bensì la voazione a sfracuglià ner bosco mentale et reale da servatìò frequentando nòve piste allegre o triste gioando da un piano orizzontale d’esperienza all’altro sapendo che dietro è davanti c’è l'Indeterminato.
Ecco pé vive ‘osì... io son nato.

NOTA: Sull’Annuario TELLUS 30, “NOMI PER 4 STAGIONI, DALL’ILLUMINISMO A INTERNET”, pubblicai nel 2009, prima di inaugurare L’OLANDESE VOLANTE on line, la mia riflessione teorica, teorica?, prima parte (la seconda è rimasta sul file) più impegnativa: INVERNO ‘900 in Provincia: La Fondazione della rivista TELLUS come racconto filosofico” della quale questo lacerto “Ritratto Atto-Artefatto Patto. Pensare-Praticare Estetica Filosofia In Manoscritta-Dattilo Pria Poi Web-Via Nella Natura + Selvaticheria Ovvero Mi’ Postura” è una anticipazione.