
Georges La Tour - "Donna con pulce”
Nancy, Museo storico Lorenese
Claudio Di Scalzo - Silvae Lo - Sara Cardellino
AL LUME DI CANDELA NELLE SOFFITTE DEL CASCINALE
CON GEORGES DE LA TOUR. 1977/1998/2025.

"Con candela e Georges De La Tour vo su Silvae Lo in giro" I.
Foto CDS, 1998

"Con candela e Georges De La Tour vo su Silvae Lo in giro" II.
Foto CDS, 1998
Seguii, ho seguito, seguo: regole semplici avvicinandomi all’estetica: i libri prima di scriverli vanno letti; dipinti disegni illustrazioni prima di tentarne di propri vanno visti studiati quelli dei maestri; le fotografie prima di scattarle bisogna conoscere storia della fotografia, fotografi, reflex ottiche stampa.
Se stamani, 18 novembre 2025, allestisco, in diverse date, GEORGES DE LA TOUR per l’OLANDESE VOLANTE, è perché sue tele in Europa le incontrai da vicino e non riprodotte sulla stampa. Oggi sul web. Per il pittore vale, occhio centrale prua vela, rima, CANDELA.
Vidi “Il soffiatore di vetro con lampada” a Digione, museo di Belle Arti; “Il Neonato” a Rennes al Museo di Belle Arti; sempre a Nantes “Il rinnegamento di San Pietro”; “San Giuseppe falegname” al Louvre; “Il baro”, Louvre; “San Sebastiano curato da Irene”, Louvre; “La scoperta del Corpo di Sant’Alessio”, Nancy; Ma è “Donna con pulce” Nancy, Museo storico Lorenese; che mi spinse a scriverne, prima nel 1977 e poi nel 1998 declinando candela e figura in fotografia con Silvae Lo modella. La rilettura, in questo ottobre, di alcuni brani di un libro che acquistai su di una bancarella di libri usati, sul Lungosenna, di Gaston Bachelard, “La flamme d’une chandelle”, pubblicato un anno prima della sua morte nel 1962, completano, fin qui, questo percorso.
Scrissi sul dipinto “Donna con pulce” Nancy, Museo storico Lorenese, nel 1977 evocando rapporto con la fotografia. Nel 1998 con Silvae Lo My Wife realizzai due fotografie, era in cinta come si ipotizzò per la Donna dipinta da Georges De La Tour? La pulce fu il punto focale del mio obiettivo? La candela rappresentò vitalità vita?
Pagine manoscritte ritrovate e libro di Gaston Bachelard mi consentono di ritradurre brani dal libro acquistato nel 1975 a Parigi e letto traducendo qua e là, capendoci sicuramente meno i quanto accada per certe pagine e brani oggi.

(1977 - Donna con pulce” Nancy, Museo storico Lorenese) - Il titolo del quadro, informa il depliant, è stato posto non dal pittore. Perché una donna, svestita, al lume di candela, schiaccia una pulce. Potrebbe essere in cinta, ma i ventri più prominenti erano caratteristica femminile per nobili e popolane, nei dipinti. Potrebbe schiacciare il punto focale del dipinto: una molestia infinitesimale rispetto all’umano della donna. Se fotografassi una modella al lume di candela punterei l’obiettivo sul punto focale delle mani traversando la fiamma di una candela. Dipinto di Georges De La Tour “silente” per eccellenza ma tendendo l’orecchio, cercando l’enigma, fugacemente s’avverte il crepitio rossastro. Questa nudità è religiosa perché cattura un atto quotidiano di pulizia nel mistero del tempo notturno. Dovrei approfondire cosa in epoca barocca consegnavano a chi ascoltava e li praticava le “Lezioni di Tenebre” composte da Couperin o Charpentier o Lambert. Sarebbe un viatico adatto a carezzare col pensiero e orecchio le dita della sconosciuta.

(da Gaston Bachelard: “La flamme d’une chandelle”, 1961. Traduzione CDS. Pag. 65; 73) - Ogni sognatore ad occhi aperti davanti alla candela accesa: ogni sognatore ne è a conoscenza: tutto è drammatico nell’esistenza delle cose nell’esistenza dell’universo. Viene sognato due volte il sognato in complicità con la candela.
Lume della candela, ispirazione bruciante per il poeta ispirato, un rigo dopo l’altro il poema rivela sua medesima vita: ardente. Nella fiamma accade che il tempo pure vegli.

Sara Cardellino ascolta "Lezioni di Tenebre" di Carpentier
nella Basilica dei Frari a Venezia. Settimana Santa.
Foto CDS. Usando la luminaria dei ceri.
Senza data
(18 novembre 2025) - SARA CARDELLINO - I dipinti di Georges La Tour sono comprensibilmente associati alle “Lezioni di Tenebre”, agli "uffizi" parola più adatta, riti che si svolgono durante la Settimana Santa.
Suggerisco ascolto e lettura da MARC-ANTOINE CARPENTIER (1643-1704) di "Tristis est anima mea", H 126. Responsorio in si bemolle maggiore per due tenori e basso continuo. Composto circa nel 1690.
TRISTIS EST ANIMA MEA USQUE AD MORTEM
Tristis est anima mea usque ad mortem:
sustinete hic, et vigilate mecum:
nunc videbitis turbam, quæ circumdabit me:
Vos fugam capietis, et ego vadam immolari pro vobis.
TRISTE È L’ANIMA MIA
La mia anima è triste fino alla morte:
qui sostate qui vegliate con me:
ben presto scorgerete la folla che mi circonderà.
Fuggirete io andrò a sacrificarmi per voi.
Ecco, s’avvicina l'ora; il Figlio dell'uomo
verrà consegnato alle mani dei peccatori.
(Traduzione Sara Cardellino)