
"Silvae Lo cierva cu' le 'orna segate ar propri ciervo"
Foto CDS. 2016
Silvae Lo My Wife - Claudio Di Scalzo
SCIAVA CUME UGNA CIERVA.
SGALÈRSC PECCHÉ À LIGGIUTO GIAMBATTISTA VICO.
2016.
CDS-OTTOBRE 2025. Il Duo SL/CDS inventò, nel 2004 (proseguendo in anni seguenti e altre date), nel gioco di coppia, poesia, e frammenti condensati sopra proverbi valtellinesi-bregaglioti-lumbard. Con scìata, a volte caduta, altre volte ciaspole (racchette da neve) filosofiche timbrate Silvae Lo coi suoi filosofi di riferimento. Spesso per me tormento. Nel 2016 questo frammento illustrato. Con disvelante testo di Silvae Lo per me. Usando Vico. In maniera realista e smagante.

"Silvae Lo allegramente gioca con Vico
col marito bestione che non ti dico" Foto CDS. 2016
SCIAVA CUME UGNA CIERVA. SGALÈRSC PECCHÉ À LIGGIUTO GIAMBATTISTA VICO.
Schiva come una cerva. Agile (fisicamente intellettualmente) perché ha studiato G.B. Vico.
La trascrizione fotografica di me “Silvae Lo cierva cu' le 'orna segate ar propri ciervo” la scopro divertente e realista al contrario. Se Antonio Tabucchi non fosse morto nel 2012 gli confiderei gli effetti del nostro gioco al rovescio. Perché le corna, seppure la cerva femmina non le abbia, nella nostra natura di coppia ce l’ho io. Evito di rammentare le tue gesta con Idina Faro e Sara veneziana. Attualmente scomparsa nella Laguna. Riapparirà me lo sento. L’Illuminismo, sono illuminista, perde sempre con i vocati al Romanticismo, soprattutto con soggetti, come te, poca Ragione (maiuscola) tanta esaltata Passione (Maiuscola con effetti disastrosi per chi ci si accosta. Scrivo per esperienza).
Mentre scatti la fotografia so che mi desideri. Perché come cerva sono unica. Sgallècc ma preferisco Sgallèrsc, agile cioè fisicamente, puoi notarlo allo specchio e guardandomi il fondoschiena; cola saliva al cervo fotografo?; e intellettualmente scattante con la lezione che ti impartisco tra la ramaglia reale e specchiata.
Ti piace abitarla, lo so. I am your wife forever. You are my husband forever. E sai perché? Grazie a Vico.
Grazie alla pendenza un po’ franosa negli sforzati concetti; lo ammetto; che ne ho ricavato.
Sposandoti, Claudio, ti ho portato il LINGUAGGIO liberandoti dalla ferinità, o almeno l’ha attenuata; fino a condurti al ruolo di padre. Scienza nuova matrimoniale? Hai sviluppato un linguaggio oltre la passione, da “Bestione” pisano hai scoperto, passando rapidamente dall’età da Eroe, troppa simbologia religiosa poca adatta a te, a quella di Uomo. Nel curare la prole.
Nessuna convenzione linguistica tra me e te, neppure quella creata dall’estetica, bensì soltanto lo sviluppo dal tuo “animo perturbato e commosso”. Come scrive Vico; cioè di comunicare i sentimenti che provavi e ancora provi. Sennò non saresti qui. La nostra intesa, vuoi chiamarla “comunione” - da bravo ex chierichetto? - si regge sull’acclarato convincimento che ti porto questa Lingua e Parola e tu sai che soltanto io, moglie, posso dartela fartela vivere.
Ecco perché non sono ricorsa a niuna forma legale di scioglimento del matrimonio e neppure a quella, questa sì molto borghese e anche molto da sinistra ex-rivoluzionaria, della "famiglia allargata" come si dice oggi.
Alla nostra maniera, il nostro intreccio, saldato da tre figli, attiene a quanto Vico codificò mito e leggenda; ciò custodisce, per noi due, quanto la Fantasia può spiegarci; nel nostro stadio di Civiltà. Non ho finito, Claudio, aggiungo, che questo legame, nostro, è la POESIA che ci riguarda. Non è un caso si sviiluppi su forme dialettali e proverbiali: il nostro vissuto di coppia che riguarda il fantastico ma anche l’universale. Non siamo i soli a viverlo. A me il dovere di spiegartelo; forse la sapienza di farlo; son più sapiente di te, che non lo sei affatto; tu riveli la capacità dell’ascolto e comprensione.
Oggi grazie alla tua foto al richiamo ai cervidi abbiamo trascritto qualcosa di gran valore.
In seguito tu tornerai, lo so, prima o poi, a vivere quanto ti fa stare più vivido nella passione; con ricadute nell’estetica da sempre praticata; con me ciò non è possibile. Perché sono un altro pianeta concettuale e reale. Però la mia orbita non è mai disgiunta dalla tua, seppure da lontano. Da vicino quando il tempo lo concede e concederà. L’astronomia a permetterlo sono i nostri figli. Due giovane belle cerve; un cervo possente, che hanno preso da me, per fortuna, la poesia del vivere senza ferinità e passionalità insensate. Vico, pertanto, caro marito, caro Claudio, è fondamentale, per la Filosofia della Storia, e, in parte come avrei capito pure divertendomi oggi da modella con te, vichiana, per la Filosofia di una Storia Matrimoniale.