"Nèbìa a batuffoli e frecc" - Foto CDS., 2004
"Nèbìa a batuffoli e frecc" - Foto CDS (Particolare). 2004
"Cimitéri duve riordo mi' nòna" - Foto CDS. 2004
"Meine Heimat" - Foto Silvae Lo. 2004
Claudio, My Husband, coinvolta da quanto hai pubblicato sull’OV che ci appartiene “Fuguràa ir riordo lassalo qua” del 2004; riprendo tra le mani e rileggo (custodisco quanto qui nella casa è nostro) altro intreccio linguistico, non so se è poesia, che titolammo “Lùmìa primma a macügnaga”. Soprattutto mi coinvolgono ancora le tre fotografie per la versificazione alpino-tosca, e la mia fotografia completamente diversa non solo per il colore. A queste foto del 2004 ne aggiungo una più recente del 2016, che mi scattasti, dove scherzavo nella posa che pur'io avrei potuto dedicarmi alla fotografia.
La mia fotografia di allora, del 2004, ancorché riferita al tempo periglioso nella scrittura è incantevolmente, sì sì sì, salubre; tu scattasti le fotografie, virandole come dagherrotipo, le stampasti, non ancora soddisfatto le ritoccasti con colori graffianti la superficie: cos’erano? Smalti cere acrilici? Chissà! Ancora percepisco che cogliesti il paesaggio nella sua temporalità cruda: il richiamo alla morte di una figura amata come può esserlo la nonna; ma anch’io per contrasto scattai una delle mie migliori fotografie, seppure non mi ci dedichi, che ancora e ancora racconta il mio animo. Eravamo così intrecciati. Ancora lo siamo ce lo dice poesia e fotografie. Però tu seppure bambino-uomo giocoso sai calarti nel dolore e figurarlo disperatamente a me non riesce. Puoi non crederci, Claudio, ma per questa tuo calarti nel tribolato della vita della natura, ancora ti proteggo.
"Silvae Lo anch'io fotografa", 2016.
Foto CDS
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Figuràà ir riordo lassalo qua
Silvae Lo My Wife - Claudio Di Scalzo
LÙMÌA PRIMMA A MACÜGNAGA
2004/2016/2025/
LÙMÌA PRIMMA A MACÜGNAGA
Un’ariacia pisinghéta che la tàca
la mée descànta el pass.
Di fagutèi cumma pensèri
(et invecia l’è nébia)
se sperlüscen in del busco;
süi pràa, süi teti spiuvént
e lasen dree in filla sparpaiàa.
S’eclisano umbre sur mür
du cimitéri uvi ripossa la mi’ nòna.
Un üselin trila roco dov’io dòna
iovine et figghia indugio comòsa.