
"Arte come composizione della Verità in fruizione estetica/palato" - 1.
CDS 1999
Claudio Di Scalzo - Silvae Lo
IMPARA L’ARTE FINA E FILOSOFEGGIA IN CUCINA.
TRITTICO PER SILVAE LO MAESTRA CUOCA.
CON HEIDEGGER E VATTIMO.
1999/2025

"Silvae Lo cucinata seppia e gamberetti"
Foto CDS - 1999
(PREFAZIONE, dicembre 2025) - Il proverbio “impara l’arte e mettila da parte” è stato buona guida al mio operare nei segni nell’arte. Realmente l’ho messa da parte nei decenni, l’estetica realizzata dimenticandomene. A fine avventura in età grigia mantenuta pura subita dal Tempo la cottura (altro proverbio di famiglia: “L’homo forte regge del Tempo la cottura sapendo morire nell’ora sua in aria pura”, Libertario detto Lalo, mi-pà. Rimatore comunista) intendo di riunire/ritrovare/rimontare (Sara Cardellino e Silvae Lo spronandomi!) l’Arte Scalza con i diversi personaggi che la vissero-vivono (sia detto ciò è basilare forse originale) perché FU-ERA-È STATA-È intreccio di diversi linguaggi: cambiandone i connotati, con pugilato ironico o con tumuli elevati nel tragico; sovente nell’oggettistica-parola-parodistica tragicomica. Commistione, riconoscibilità concessa minimale alla specificità colore-forma-lingua. Materiali diversi e incongrui accostati: collage e fotografia veicolando auto-irridente mitologia/biografia di coppia. Spaesante tautologia che sospinse sempre avante. Manualità elementare che i cascami delle avanguardie va a decantare. Mi dicevo. Gioco senza sapere se è tanto se è poco. Anche perché mai esposto o pubblicato.
Tal operare porta all’indebolimento del prodotto. A rivedere-rimontare “impara l’arte fina e filosofeggia in cucina”, composta da tre fotografie, dedicata a Silvae Lo nel 1998 (presente con "cucinata seppia e gamberetti), gran cuoca e maestra di ricette, sigillo questa prefazione sorridendo, perché ai piatti accostai il “Pensiero debole” Postmoderno di Gianni Vattimo. Guardo rileggo: ah la vita è un attimo: e quanto era gustosa e buona e bella l’alpina in cucina. E ancora lo è.
Aggiungo, ciò divertirà, Silvae Lo My Wife, che dopo la fotografia estiva, valse il proverbio "Ora ti 'ucino io!" che in vernaolo signifìa che dopo i gamberetti ci furono i baci arditi mortaretti fino a che non ne fummo sfiniti!

"Arte come composizione della Verità
in fruizione estetica/palato" - 2. CDS 1999

"Arte come composizione della Verità
in fruizione estetica/palato" - 3. CDS 1999
TRITTICO PER SILVAE LO MAESTRA CUOCA.
1999
Cara Silvae Lo maestra di cucina... Gianni Vattimo in “POESIA e ONTOLOGIA”, 1985, con sciorina sulla punta degli sci, filosofeggia sulla fruizione estetica sciando a lato del bosco heideggeriano su Arte Verità. C’è la TERRA, anco rioperta di neve, anco boschiveggiante ne’ su’ sentieri; e il MONDO; si sviluppa contesa tra la dimensione pubblica in cui l’opera va verso il fruitore Mondo, se vogliamo (io e te in cucina, a tavola; ed è estate a Marina di Pisa, e scrivo di Alpi e boschi, c’è da sorriderne belle labbra vero?) e Terra che permette all’opera artistica, lo è questo trittico eco futurista e da Nouveau Réalisme un po’ Pop?, di non terminare una volta fruita e ancor più se interpretata.
La fotografia del tuo Claudio ne impedisce la scomparsa, fruizione, anche se condito l’insieme, mangiamo riso pomodori gamberetti albume lessato dell’ovo.
Ecco illustrato il Trittico che si radicherà nella nostra coppia, siamo parte del mondo storicamente in atto nell'estate 1998; e la cucina filosofante grazie a Vattimo, spero, mantenga la sua “inesauribilità espressiva”: rivelandoci negli anni a venire cosa sia Arte e Verità d’amore per me e te.
-Adesso posso fotografarti in una posa che mi mette l’acquolina in bocca?
-Va bene, testa d’ovo sodo: son io il tuorlo appetitoso vero?
-Sì. Tu! Silvae Lo in verità: sia parola vestita nudità.