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Fiesole Transmoderna

:: Claudio Di Scalzo detto Accio: Kluckhohn nel phon di Fiesole. a Sara Esserino il mistero della traduzione
01 Aprile 2014

CDS: Paul Kluckhohn nel phon di Fiesole - Luglio 2009 

 Fiesole Transmoderna - a Sara Esserino 

 

 

Accio

 KLUCKHOHN NEL PHON DI FIESOLE

                                                                          all’amata Sara Esserino il mistero della Traduzione 
 

Traduco in coppia, traduco in dialettica, traduco a Fiesole, sotto la colonna con Crocifisso del Convento Francescano, nel vento. Traduco Kluckhohn. Anche col phon, di quelli rumorosi d’albergo, dopo la doccia. Come recita il titolo allegro irrispettoso di questa traduzione dell’amore romantico. Traduco con Sara Esserino il notturno mi' in tì son.

 

 

Paul Kluckhohn nel suo lontano libro del 1921 scrive, direi affida alla ventosità, alma pensosità?, leggera brezza altra burrasca fosca, sopra le tante bibliografie romantiche, che l’amore è forza formante, dove due soggetti riconoscendosi fan scattare la molla aerea, lo zefiro?, dell’amore: epperciò i due, anche io e te, Sara Esserino, a Fiesole sommità anche nel vento sulle Mura di Lucca, ci riconosciamo nel momento che si dà, lungo, in cui amandoci ci formiamo reciprocamente. E insieme formiamo la nostra estetica ed etica. Pagine elettronica ne riporta picciola scelta scia. Con questo trattino dialettico ventoso abbiamo ribaltato, e la bella stirpe romantica lo fece prima di noi e meglio di noi - sia detto in arte ma non nell’empito amoroso a cui siamo a pari - l’idea e la prassi, oggi in auge ovunque - e su cui si basan tante coppie - a cui l’amore impone prima di conoscersi, di vivere assieme, di compier atti pratici familiari con la sperata passione seguitante a ruota,... ma così l'amore è fin troppo terrestre, borghese?, a volte pedestre, con molte rese?, non è di cielo ventato, non sta nel vento monello avventato. E quello nel vento io, Accio, cercavo. E tu Sara Esserino pure. Ora c’è.

Ho l’impressione che la conoscenza terrestre da corso di scrittura, come se esistesse una tecnica per diventar poeti e amanti romantici, della parola AMO porti a risultati dubbi e banali nelle arti. Kluckhohn nel phon a Fiesole è chiaro in questo Sara Esserino: gli amanti innamorati si aiutano nella reciprocità sviluppando la propria personalità umana e artistica perché il loro archetipo li contempla insieme. A passeggio sulle foglie dell'ultimo ramo sfrangiato misto luna con stelle. Per cui se ora ti bacio, accanto a questa colonna del convento, nella notte fiesolana, siamo una sintesi – oh la dialettica finalmente riuscita!, dopo le angustie passate Sara mia! -, sintesi di amor religioso e spirituale e sensuale. Così - che labbra morbide hai! - evitiamo lo scontato platonismo di tanto romanticismo più tardo cucito nel conformismo, rispetto a quello jenense, perché ora, e prima di ora, più che cercarti come mia metà, l’adempimento amoroso è, era, la forma da dare nel presente all’unicità che insieme ci riconosciamo nel vento; e l’altro, cioè tu Sara Esserino, io per te, conferisce durata all’amore, che dopo Fiesole porteremo in altre città,... l’individualità che nel due si forma offre durata a questa carezza notturna.
E il phon di Kluckhohn non brucia per troppo surriscaldamento in qualche improvvido lamento. 

 

 

 

 

 


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