
"Antonia Milk al vetro rotto del cascinale di Accio.
Vetro poi riparato legame invece incrinato" Foto CDS, 1977
Claudio Di Scalzo
ANTONIA MILK POESIA DA SCOTTO AL VETRO ROTTO. NOVEMBRE 1977.
ALBUM FOTOGRAFICO RICOLLOCATO GUAIO PER ME SCONTATO. OTTOBRE 2025.
1
Condensa fiato volto
ultima vocazione rivela.
(17 ottobre 2025) - Rivedo foto. Più che “ultima vocazione” adatta “ultima apparizione”. Settimane dopo separazione da Antonia Milk, penso. Però apparizione di Margherita Stein nei mesi a venire ad anno nuovo.
Sara Cardellino, che prima vuol presiedere al rimontaggio, secondo me impossibile in toto, di quanto fotografai da “petrarchista in maschilmente vista”, rima sua opprimente, e poi commenta acida, che novembre ad Accio, ricordando la nostra separazione del 2010, porta cambiamenti aspri. “Con me a differenza di allora con Antonia non ti sei consolato per 5 anni e 5 mesi aspettandomi”; annuisco sperando non insista su questo tasto; e invece continua: “La Robert Ford, Catap triestina, sull’Olandese Volante offertasi di giacere sulla prua l’hai mandata in bianco perché non ti “garbava” - sì sì sono sardonica greve ma lo merita chi ha rubato quanto venne scritto per Karoline Knabberchen da Fabio Nardi - e ti capisco, se paragonata a me; però forse ti sei consolato con la legittima ancora consorte, l’algida Silvae Lo che bella è ed era: eccome. La mia Alter Ego, quasi. Contenta, quasi, di consegnarmi “rovinoso essere”! Ah ci ridi Accio. Vècia fasa tosta! Mi fermo qui. Acqua pasada no masina più. Tempo ch’è scomparso, a parte le foto, come la condensa sui vetri”.
Si conferma oggi che, per me, ahimè, inziare, tentare, accettare quel che dovrei fare, su consiglio molto spingente di Sara Cardellino, mi porta guai e noie che, di nuovo ahimè, non posso evitare. Se poi scorda il suo pungolo, smetto la ricomposizione dell’album sterminato; e così fo per scrittura e pitture. Da tempo mi sembra troppo determinata e pungolante. Quali sono i guai oltre che passare giornate nelle soffitte tra scatole mobili tarlati pacchi di carte o peggio in pc vecchi smessi da riaccendere? Che, a me, scatti la molla filologica illustrativa, e magari dica, come ho fatto oggi 17 ottobre 2025, da segnarlo sul calendario, che non di semplice foto ancorché simbolica di Antonia Milk si trattò, bensì lei, dopo ripetendo la posa, scrisse sulla condensa dei vetri versi brevi da me suggeriti. Però questa stampa non si trova ma potrei ritrovare le poesiole! L’avessi mai detto, maledizione alla mia lingua! Son stato pungolato a cercarli. Avrei potuto dire non li trovo non ci sono più! E invece m’è presa la “mania del minatore nel suo sotterraneo scritto”, così la definisco, e mi son messo a scavare nei pacchi e dattiloscritti. E li ho trovati. Come affermo a inizio di questo diario-guaio! Così oggi ricompongo parte di quel passato immagine/foto. Però mancando la foto due con i versi sui vetri non è completa l’operazione restaurata. Ha minore valore estetico. Ma ci si accontenta.
2
Novembre entra
nella stanza brrrr.
Primavera ne esce
fiato perso si mesce.
3
Vetro rotto dentro fuori.
Modella di brina la trama.
4
Sopracciglia palpebre labbra
con parola assente segnano
d’ombra valicato confine.
5
Rompe trasparente difesa
il vetro guasto. Sguardo di là
stacco. Aria diversa stocca.
6
Anche se il vetro taglia
l’istante fotografato forma
dell’essere cambia. Ma come?
Per quale vita oltre la posa?