
"Segno per te sarta giovinetta
concluso con Bic
fiorisce in fretta
sei...
CHIC decadente tic".
CDS, 1971.
(Citazione dai Fauve
da Braque che partiva dalla tela nera)
Claudio Di Scalzo
LA DEDICA BIC CHIC A GIOVANNA G.
CHE RIAPPARE OGGIDÌ 14 FEBBRAIO 2026.
RICORDO DI DANIELA CANTELLI E DELLA SARTORIA DI NADA.
CONFESSIONE A SARA CARDELLINO.

Daniela Cantelli
(Pisa 1953/Dispersa in India 1977. Morte presunta 1990. Ufficiale 2011)
"Rosse brame trame".
Alla Festa d'Istituto Ragioneria. Quinta.
Foto cds
-E questa Claudio a cosa rimanda? L’ho trovata proprio oggi nel baule dove Nada ripose tuoi vestiti da adolescente, anche quelli della Cresima.
Quando Sara Cardellino mi chiama per nome s’annucia aria di tempesta. Capitano usa la giusta vela per entrare in porto senza danni. Barra sull’umorismo con, casomai, sincera confessione. Conviene.
-Appunto, ehmm, Giovanna G. mi "cresimò". Voglio dire che era affettuosa con me in sartoria; a dire il vero un po’ tutte le sartine e sarte, che aiutavano mi-mà, che imparavano il mestiere…
-Deduco che alcune il mestiere l’hanno insegnato e applicato anche a te! Ma se eri adolescente! E loro che età avevano?
-Ventenni o poco più. Le più anziane trentenni. Alcune fidanzate un paio sposate.
-… vuoi dirmi che? No no… non mi rispondere. Non voglio sapere nulla! Basta il cresimato! Tua madre quando si assentava immagino… stavolta proprio non ci sorrido né ci rido… credimi, Claudio. No no... non aggiungere altro. Mi sembra tutto così materialistico…
- Anche per Apollianire lo era…
-Cosa c’entra Apollinaire adesso?!
- Leggi, sara, “Les Exploits d'un jeune Don Juan”, sta nella libreria. Lo scoprii, dopo, a Parigi da mio zio Lenino.
-Immagino abbia magnificato le imprese del nipote apparentato al poeta! Sorridi sotto ai baffi, Claudio, vedo; ripeto, a me non riesce.
-Scommetto che ci riesci?
-E come?
-Se ti racconto un aneddoto.
-Prova…
-Quando giunsi in prima Ragioneria a Pisa, speditovi per l’agraria Di Scalzo - c’era necessità di un ragioniere, il geometra lo avrebbe fatto mio cugino - conobbi Daniela Cantelli. Ci innamorammo al volo. Compagni nel cuore politica poco studio. Studiavamo assieme. Andavamo in giro. I primi mesi la teneva per mano contento; la baciavo sulle guance; le carezzavo i capelli; nelle passeggiate sui Lungarni, sulle panchine di piazza Dante, nelle uscite sul lungomare a Marina di Pisa raggiunte in Vespa. Ad un certo punto, maliziosa e arrossendo, mi chiese se non ero mai stato con una ragazza; se insomma sapevo qualcosa del mestiere d’innamorato oltre i bacini e tenerci per mano. Capii che io avevo avuto il problema al contrario dei miei coetanei; da adolescente e crescendo, mi mancava stringere una mano dare un timido bacio sulle guance sfiorare labbra tenere tra le dita capelli. Per il resto come dicevano gli adulti avevo “fatto di tutto e di più” istruito da Giovanna G e da altre sartine. Risolsi la questione andando nel casotto sul Lago di Massaciuccoli che possedeva mio padre Lalo. Daniela era vergine. Le dissi che lo ero anch’io. Non ci credette. Ma accettò la bugia. Allora Sara, non è divertente questo rovescio che vissi nel primo amore della mia vita.
-Lo è, Accio, tenero e meritevole del mio sorriso. Senza alcuna gelosia ora ho voglia di tenerti per mano e passeggiare sui Lungarni.