| :: Sara Cardellino: Manutenzione Assoluta Scemenza Accio M.A.S.A. - 1° aprile al Campo della Barra 2010/2026. E Comunismo agricolo. |
Da Accio, in ogni età, ora "settatenne grigie penne", così di definisce: ha il dono dell'autoironia, capace di giocare con sigle rime umorismo, ricevetti ho ricevuto dono ogni segno possibile scritto illustrato; ciò cadenza il nostro legame e avventura come personaggi; io ne ho aggiunti altri scritti e in fotografia, nel disegno sono stata bloccata come inadatta-frana; molti con il suono. Di quest’ultimi prediligo gli occasionali, che non lasciano nessuna traccia con allegata scrittura o immagine; e funziona così: se ricevevo e ricevo qualche invenzione che attiene alla “grulleria” dell’amato o vi partecipo con richiami al giocoso Mozart delle opere buffe, come “Le nozze di Figaro” e se richiamanti il serio sublime vi partecipo con Bach o Mendelssohn geniale nei fiati. Se siamo a Venezia improvviso al pianoforte. Figurarsi se ricordava questa foto dei suoi possedimenti al Campo della Barra, che allora curava un contadino amico, ed oggi ci si dedica lui stesso, lavorando per la prima volta nella sua vita! In pensione. Sembra ci guadagni parecchio perché a volte paga lui il conto del ristorante, mi regala monili in oro; e soprattutto la pila dei fumetti molto aumenta e così le giacche di ottima lana nell’armadio. Torno al celeberrimo 1° aprile 2010. Foto del Campo alla Barra con didascalia scema. Che mi fece capire come Accio pendesse psicologicamente verso la scissione. Ci fu sintesi in me verso i due poli? Fino al novembre 2011. Poi lo lasciai. Ma nei 5 anni e 5 mesi di separazione, prima di tornare da lui nella primavera 2017, erano queste sue monellerie che rimpiangevo: più dei tanti e tanti doni seri e ben modellati stilisticamente ricevuti: e il suo proverbio “spiattellato” tornava a risuonare: “Ricordati Sara ch’è meglio il peccato che il rimpianto”. Ancora prendendo il flauto traverso dedicherò a questo contadino dei segni una variazione da VIVALDI sedici anni dopo. Accio capirà che di lui ho capito tutto e tutto accetto come lui con me. Poi il grano, natura permettendo e tempo, dirà del nuovo raccolto dei nuovi raccolti. |