| :: Claudio Di Scalzo: Accio Bibò maoista in rossa vista. Impara l’arte e mettila da parte. 1974 |
ACCIO BIBÒ MAOISTA IN ROSSA VISTA. IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE. 1974 Bibò Maoista in rossa vista e non so quel che fo. Bibò Maoista dall’Isola Roland Barthes Tale e Quale scrivo sulla cartolina. A mio agio, giovanissimo, mi smarisco nel plagio finendo nel palmizio di Mao nella contraddizione Parola/Immagine. ACCIO. NOTA GIUGNO 2026. PER SARA CARDELLINO
Bibì e Bibò coi capelli scuri appaiono sul supplemento domenicale del New York Journal. A disegnarli un giovanissimo di 19 anni Rudolph Dirks. Quando presi a citarli, 1970, su cartolina poesia visuale tele avevo la stessa età. Bibì e Bibò sono la declinazione americana di Max e Moritz, i monelli tedeschi ideati da Wilhem Bush. Dispettosi, dediti ad ogni scherzo e marachella, combinano guai a non finire. Anch'io col soprannome Accio ne inventavo ognidì. Spesso finiva con mia madre che mi sculacciava con mio padre inferocito che mi rincorreva, senza prendermi. E scappavo da mia Zia Elle. Che senza figli mi proteggeva. Accio Bibò lo resi protagonista diventato maoista di altre tavole e cartoline di Mail Art. Dove giocavo, scherzi sia al mio maoismo, poco serio?, sia alla rivista TEL QUEL. Così l'isola africana dove abitano i due monelli con il Capitano e la Tordella, divenne l'isola parigina con gemella vecchianese in val di Serchio. Distorcevo quanto capivo dalla lettura anche di Roland Barthes; il resto essendo noce di cocco non c'era verso di intenderlo. Ridi ridi Sara... che mi fai ri-scoprire la mia adolescenza e giovinezza quand'ero una molla nel fisico e nei pensieri. I pensieri originali a scatto li ho ancora? Per ringraziarti di questa comprensione, Sara, appena combini qualcosa innervosendomi... sarò io a sculacciarti. Ah approvi!
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