| :: Claudio Di Scalzo: Leggere l'Anti-Edipo di Guattari e Deleuze con Daniela Cantelli nel 1975. |
LEGGERE L'ANTI-EDIPO DI FELIX GUATTARI E GILLES DELEUZE CON DANIELA CANTELLI NEL 1975. (Maggio 2026 - Cascinale di Accio con Sara Cardellino) - Andare indietro nel tempo, a fine anni Sessanta inizio Settanta, nel cascinale alla ricerca di quanto ideai in parola-immagine, col nascosto nervoso (essendovi stato spinto da Sara Cardellino), si sta invece, rima, rivelando divertente gaudioso. Esercizio per corpo-mente. Mi sembra come quando dopo una ciliegia, è la stagione, tira l’altra. Gusti la polpa e sputi il nocciolo dove capita. Fra l’altro trovato il “bandolo” del gomitolo, altro paragone, diventa facile ri-tessere per teatro memoriale-sperimentale, la stoffa. Insomma mi ci diverto. E figurati se mi ricordavo, intanto che apro un baule, di questi dipinti, disegni, scritti, fotografie. Fra l’altro scopro che non fui, salvo alcuni casi, così disordinato e caotico nell’aver accatastato e “imbaulato” e “inscatolato-armadiato” centinaia di opere operette sciolte e con le ghette, tanto da riempirci tutta la sottostante aia. Perché se trovo un dipinto sul retro c’è il titolo che rimanda allo scritto; la stampa del negativo alla tavola colorata alle parole cornice. Insomma m'impolvero, starnutisco, smoccolo, sudo ‘ome un cavallo, sottotetto, ma trovare ad esempio “CARNEVALIUM ANTI-EDIPO" dedicato a FELIX GUATTARI e GILLES DELEUZE” del 1975; con rimando a DANIELA CANTELLI fotografata polaroid; a frammenti di Diario, mi ringalluzzisce: non ero poi così digiuno in comunismo, 'ome mi garba peggiorammi, ed estetica. E paragonando a quanto circolava allora tra i giovani, io tra essi, quanto a cultura, mi fa capire, ancor meglio, il livello bassamente idiota in politica arti scrittura di oggi.
(Giugno 1975. Capanno a Bocca di Serchio). Leggo e sottolineo per quel che ci ‘apisco l’Anti-Edipo di Felix Guattari e Gilles Deleuze. Daniela s’avventura nella pineta in cerca di lamponi. Si graffia e non ne trova, penso, nemmeno un cestino. “Quanto torno te lo spiego”, dice riferendosi al libro. L’ha comprato lei, come al solito, e mi prende in giro. Ci intendo che il Duo dilata certe intuizioni di Wilhelm Reich: la psicoanalisi nel sostrato politico e in quello che la persona tiene nascosto tra cervello e ombelico. Combatte la psichiatria ufficiale. L’individuo vive in un sistema repressivo che lo si può intendere e combattere soltanto se centriamo tutto sul concetto di Stato e Potere. Svelando la loro genealogia. Cribbio anche Nietzsche indaga la genealogia. E Deleuze l'ha sottratto alla reazione fascista ed alla semplificazione di György Lukács. Mi-pà la chiama Stirpe, lignaggio, clan proletario, comunità duve chi ci sta prende la su’ “piega” e se la tiene nel su’ mondo personale e con gli altri finché campa. Se la piega è comunista o artistìa e non la camuffa campa meglio nell’inferno ch’è la vita. Sotto il capitale poi peggio che ai tempi di Lorenzo il Magnifico. (NdC: oggi nel maggio 2026, rileggendo cosa mi pà mi disse, scopro che mi sintetizzava, senza sapé nemmeno che esistesse, il “succo” del libro di Gilles Deleuze “Le Pli. Leibniz et le Baroque", pubblicata a Parigi nel 1988 ed edita in italia lo stesso anno da Einaudi. Che iniziai nel 1989 a studiare). I fenomeni nella società nell’economia nella cultura possono esser cambiati in maniera “violenta-brutale” se i rivoluzionari chiudono i congegni acquorei che nutrono istituzioni strutture comprese quelle del comunismo tradizionale che sono “costrittive” e inutili. Procedere alla liberazione di ogni desiderio che schiavizza e insieme liberare il desiderio di Rivoluzione. Mi garba. Mi butto nella macchia per dire a Daniela che insomma quarcosa ne ò riavato dall’Anti-Edipo. La vedo che coglie lamponi. Ne assaggia. Labbra schiuse. Giele fotografo con la Polaroid. Poi gliele bacio. Con tutto questo leggere di desideri, quelli al lampone e pure al ribes, abbiamo, da compagno a compagna, proceduto a praticarli. Ombra dei pini. L’asciugamano del mare che, astutamente, tengo con me, il trapelare del sole tra i rami: meglio i raggi che la pioggia nel pineto, dico, mentre Daniela mi carezza. Risponde che con i lamponi afrodisiaci farebbe l’amore anche se diluviasse. Siamo felici. Rivoluzionari. Tornato nel cascinale, ricordando le malattie indotte dal vivere alienato, e su questo Guattari pigia sull’accelleratore, mi viene in mente il VALIUM che prende ir mi’ vicino di ‘asa con problemi ai nervi che lo fanno scattare. Un carnevale le sue litigate con la moglie. Dunque: CARNEVALIUM. Se poi penso ai boschi di WATTEAU, all’eleganza delle maschere e delle damine, anche Daniela ha un incarnato da Colombina, che mi garbano tanto, tutto prima della Rivoluzione dell’89; mi sento un po’ conservatore e poco comunista a provanne nostalgia. Decido che il soggetto di CARNEVALIUM sarà schizofrenico ma anche isterico da fumetto espressionista. Realizzo le tavole. Scendo dal primo piano. Daniela esce dalla doccia. “Accio guarda un po’ se sono scottata sulle spalle…” Butto sul divano “Carnevalium”. Arlecchino e Colombina hanno la precedenza. Riparte l’attrazione. Memtre Daniela mi bacia il collo penso per un attimo che il nostro è probabilmente “desiderio liberato”. Le chiederò dopo se rientriamo in qualche pagina del libro. Lei in lotta contro il padre ricco potente professore e relativa clinica privata in San Rossore; io fortunato ad avere come padre Libertario detto Lalo, partigiano comunista eterodosso; ma sfortunato nel volerlo superare o imitare in imprese epiche. “Stare in Lotta Continua, Accio, con la tua militanza luci e ombre fra l'altro, non è come combattere, mitra alla mano, contro i nazifascisti". Mi dice Daniela in vena di psicoanalizzarmi! E queste parole son mirtilli nero-viola, aspri. |