
Sara Cardellino scrive "Bandiera sulla torre"
Settembre 2017 - cds
Sara Cardellino
LETTERA AD ACCIO CON POESIA PER LA NADA
SETTEMBRE 2017
Caro Accio… mentre sei all’ospedale di Pisa con tua madre, me ne sto sul terrazzo, inquieta, e guardo verso il mare. Non è un atto di contemplazione. Somiglia di più a una preghiera. Ho l’innocente vocazione a stare con te anche quando ne sono distante sei chilometri. Appena ho saputo dei battiti cardiaci fibrillanti della nostra cara Nada sono partita subito da Venezia per Pisa aereoporto. Alla donna che mi regalò i limoni, quando venni costì nel cascinale, per la prima volta (clikka) il 9 aprile 2017 perché eri in pericolo (Sara con Accio dal maggio 2009, nei personaggi di Sara Esserino-Sara Capei Corti-Sara Cardellino non era ancora stata nel cascinale vecchianese. NdC) devo questo e tanto altro.
Viene sera. Penso ai luoghi dove giocavi bambino. La grande aia l'orto il giardino e dopo la "viottola", come dici tu, che porta alla stalla dismessa dove adesso stanno soltanto galline e gallo e un tempo c'erano, mi hai raccontato, cavallo asino mucca e ogni tipo di anitre: mute e ciarliere, e faraone e tacchini. Mi prende uno struggimento che confina con tutte le trappole del sublime realistico. Ripenso ai dipinti macchiaioli di Fattori e Silvestro Lega e Cecioni che mi facesti conoscere a Firenze nel nostro primo stare insieme nel 2009. A questo presente e indietro mi abbandono volentieri.
Siamo io e te e tua madre in un ordine di natura e di tempo che moltiplica nell’amore ogni persistenza. D’immagini di voci. A questa donna che vive in questa casa in silenzio, da anni dopo la morte di tuo padre Lalo, quando tu non ci sei dedico versi serali vecchianesi di settembre. Vorrei evocare quanto non è rappresentabile nell’affetto filiale. Quanto ha l’assolutezza dello sguardo materno che guarda il figlio stando in pericolo. Penso che in certi momenti della vita ogni nutrimento possibile deve condurci fino alla stretta delle mani al dispiegarsi dell'amore. Sennò la poesia a cosa serve?
Vedo due piccioni che tornano alla grondaia alla soffitta del cascinale - questo vasto edificio che divertendoti paragonasti, quando sono giunta qui la prima volta, al mainero del Barone di Sigognac futuro Capitan Fracassa - e ricordo quando mi dicesti che il piccione è il volatile più fedele d’ogni rivelata ornitologia. Questo buffo animale rappresenta una sorta di santità di coppia: per il piccione o la picciona se scompare uno nessuno dei due si "riappaia".
Bacio la fronte alla madre al figlio. Tornerete presto. Il guaio cardiaco sarà sanato.
Sono la vostra picciona. Possa questo improvvisato telegrafo raggiungervi per darvi fragranza: della luce di cucina con il camino: le pentole di rame appese. Qui Nada sta nelle sue giornate e prepara la migliore cucina tosca. L'ho sperimentata la sua valentìa. Questo piace anco ar mi' bimbo; assaggialo Sara. Primi e secondi e contorni. Sono la "bimba veneziana". E ogni volta mi ringrazia per lo stereo a LP che le ho donato col quale può ascoltare Puccini. Mi ci portava anche ir mi' lalo e ci commovevamo assieme ma lui non voleva fassi vedé da me.
Il piano terreno è l'unico abitabile secondo le norme vigenti di funzionalità: in basso Novecento sopra Ottocento. A me piace esplorarlo il cascinale fino all'infilata di soffitte e abbaini da dove entra l'allocco che tu chiami cugino: viaggio a ritroso e cerco i "segreti" estetici costì ammucchiati. Sulla magnolia gli ultimi passeri svolazzano con una tortora. Le foglie consegnano un verde tremolio fugace. Tua Sara Cardellino

"Vecchiano con la torre campanaria" - Cds 1973
Alla Nada Pardini, mi-mà. 50 x 60 - olio su tela.
Quando mi-mà, ed era il 1973, mi disse: "O' bimbo me lo fai quarche quadro de' mi' posti che si possino intende?
Elli che di solito spennelli non mi ci rinvengo!" dipinsi 20 tele, 50 x 60, 70, 80, ad olio tante quante la mia età di allora.
E siccome mi garbava la pittura Fauve scoperta a Parigi da mio zio Lenino la tecnica dei colori puri usai.
Con qualche variante. Già che c'ero scrissi delle lettere come se fossi amico di Maurice Vlaminck.
Così tutta l'operazione per la Nada rientrò nei canoni del concettuale.
Se ritrovo le lettere potrei pubblicarle.
Sara Cardellino
LA BANDIERA SULLA TORRE
(Alla madre Nada al figlio Accio)
Settembre 2017
Sulla sommità della torre campanaria
candisce il giorno che va a finire.
Il fruscio della bandiera pisana
ripresasi dalla pioggia improvvisa
sigilla - mi consegno alla fantasmagoria
paesana - nomi amati nel cascinale.
Il tempo prende
quanto è giusto
quanto è sacro
nello sventolio
verso una sala d’ospedale.
La picciona veneziana sul terrazzo vi aspetta.