| :: Claudio Di Scalzo: I disegni dei maestri al Cabinet des Dessins del Louvre. Impara l’arte e mettila da parte. Degas.1971. |
I DISEGNI DEI MAESTRI AL CABINET DES DESSINS DEL LOUVRE. IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE. DEGAS. 1971. (Parigi, Giugno 1971. Cabinet des Dessins del Louvre) - Come “vedere” i disegni dei maestri? Mi chiedo. Intanto, mi dico, è confortante sapere che l’occhio funziona meglio della macchina fotografica. Della mia Nikon F. Che già è ottima. In attesa che zio Lenino mi regali la nuova F2. Cornea lente raccoglie luce. Iride Pupilla luminosità. Cristallino zoom. Retina. Nervo ottivo. Immagine spiattellata agli emisferi cerebrali. Ma per arrivare al cervello la mia vista deve avere una Guida. Un manuale basico. Mi viene in soccorso quanto letto l’altrieri. Valéry chiese a Degas cosa intendesse per disegno, lui rispose: “Il disegno non è la forma, è la maniera di vedere la forma.” Caspita! Ecco come vedere i disegni dei maestri, massimo una decina al giorno, dati dai curatori-assistenti, secondo le rigide regole del Cabinet des Dessins (Oggi mostre di grafica e disegni dei maestri vengono allestiti nella Rotonda Sully vicino alla Piramide. NdC, 2026). A questo punto, nella Salle de Consultation, guardo, vedo, la “Donna nuda, seduta per terra”. Al balzo collego la sua matita ad Ingres. Perché ho letto quanto Degas lo avesse studiato. Ho letto pure che Degas è quello i cui disegni sono già autosufficienti, cioè non necessiterebbero di sviluppi a olio o pastello. Questo nudo, non ci vuol molto a intenderlo, anticipa le "Donne alla toilette". È il maggiore disegnatore della sua epoca impressionista. Discende da Ingres. Mi chiedo, da neofita ignorante, però con occhio agile fotografico, se i suoi cavalli non avessero necessità del fremito-moto di Delacroix rivale d’Ingres per apparire più agili. Ridacchio tra me. Mi diverto in questa indagine dove sono rispettoso e azzardoso. Rima. Daniela non è qui. La penso e non la dico. ...CONTINUA |