:: Sara Cardellino: Scelta collezione da Accio pittore che mi dedica sue ore. Cornice di Fattoria Paul Klee nella piana del Serchio". 2010


“Fattoria Paul Klee nella Piana del Serchio a cuore coperchio stalle 
Nicolas De Staël
”.
Luglio 2009. Olio su tela 20 x 30. CDS. Venezia, collezione S.C.




Sara Cardellino
 
SCELTA COLLEZIONE DA  ACCIO PITTORE CHE MI DEDICA SUE ORE.
CORNICE DI "FATTORIA PAUL KLEE NELLA PIANA DEL SERCHIO
A CUORE COPERCHIO STALLE NICOLAS DE
 STAËL






"Sara Esserino nasino birichino" - Luglio 2010 - Accio 
 



Titoli suoi, che, in genere, non mi convincono: eccesso di umorismo e citazione dove c'è invece il gioco serio del pittore. Basterebbe, a mio avviso, "FATTORIA PAUL KLEE NELLA PIANA DEL SERCHIO". Però la sua dannatissima voglia di rima sembra inesauribile!

Rivelo il gioco al quale mi affido, nella casa veneziana, riguardo ai dipinti di Accio per me. A rotazione, nella varie stanze, soffitta esclusa - ne ho abbastanza di quella di Vecchiano cascinale - appendo tele e disegni su carta che possiedo avendoli scelti. Ne ho così tanti che la maggior parte li ho depositati nella casa dei miei genitori e in quella di mia zia; i primi recalcitarnti un tempo si sono convinti che “il pisano” abbia del “talento visionario”; la seconda da sempre stravede “l’incorreggibile monello senza età”. Così facendo son convinta di salvare alcune “invenzioni”, non vuole usi la parola opere, da polvere, sporcizia, danneggiamenti, smarrimenti; e qualche amico che capitando da lui dice: “Accio prendo un disegnino, una teletta, mi garbano”. – “Prendi prendi, ma chiedi al Cardellino s’è d’accordo”. Non lo sono MAI! Anche perché chiedo loro, in money, quanto vale un disegno una tempera un olio vendendolo a prezzo bassissimo. Così svicolano. Leggo negli occhi che i  cinquanta cento duecento euro sono troppi: “Accio non è quotato”. Rispondono. Perfetto. “Allora sarà per un’altra volta. Colori tele tempo hanno un costo. Anche le tue carote non son quotate. Ma devi recuperarci spese tempo e un minimo di guadagno se le porti al mercato!”. Viso contrariato e sconcerto. “Colpito e affondato”!

A volte le frasi “ma non ha mercato, non è quotato, non ha fatto mostre”, che rammento, di questi “furbetti: contadino cervello tapino?” mi fanno pensare che non aver prezzo, riguardo ad Accio, è un bel vantaggio! Per evitare furti. Pure a me, torna adatto; le tele dei pittori veneti di settecento ottocento che abbiamo in famiglia da secoli che tenevo in casa, sono al sicuro, e casomai i ladri non ruberanno “Accio” se entrano. Non ha valore di mercato!

Dicendoglielo lui ci ride. Però m’incavolo! Ma si può essere più MONA!

C’è però una declinazione giocosa che m’invento riguardo ai dipinti di Claudio. Parlo dei paesaggi, o ”PAESASSAGGI” come li chiama; perché per i miei ritratti, nei vari personaggi, ho altri accorgimenti sulle “emozioni” che vi ravviso che mi donano.

Ad esempio per “Fattoria Paul Klee nella piana del Serchio”, così titolata la preferisco alle forzate rime, citazione pure del tragico pittore suicida, ci accosto di PABLO DE SARASATE la “Zingaresca”. L’opera torna adatta per l’olio che guardo. Non è un poco zingaro tra i segni l'uomo che amo?

La “Zigeunerweisen op 20” concerto per violino di grande efficacia: soprattutto virtuosistica. Claudio è un virtuoso nei segni nella pittura: usa la citazione, ripropone forme con mezzi tecnici brillanti in maniera direi eccitata. Sarasate che cosa consegna all’interprete col violino se non trasporto, eccitazione per giochi di dita sulle corde; anche coi pennelli è possibile eccitarsi nevvero? (se gli leggo questa considerazione Accio scade in qualcosa di burlesco riferito al “suo pennello tra le gambe” che rovinerebbe tutto l’ambaradàn mio), e la cantabilità di Sarasate è fascinosa. Anche la citazione delicata lo è in pittura. Ecco perché questa “FATTORIA PAUL KLEE NELLA PIANA DEL SERCHIO” mi coinvolge divertendomi.

L’invenzione di un “virtuoso” che, volendo, attraversa stagioni di grandi pittori inarrivabili (Accio di ciò ne è cosciente; e ci sono anche i concerti per violino inarrivabili dallo stesso Sarasate tipo quelli di Mozart o Brahms o Bartok) con intuito, monellesco, se mi legge aggiunge facilmente "zingaresco", senza età; ha ragione mia zia, le forme che gli “garbano”. Però mia zia non capisce che la “monelleria” è un paravento, ricamato coloristico, appunto, per non prendersi responsabilità. Lo affermo: un difetto!? Una colpa esistenziale dell’Essere? La prima me le perdonerebbe, dei difetti ne fa bandiera il Mona o grullo; alla seconda il pennello me lo tira in fronte! 
Rischi con uno zingaro irruento? Sì! Lo ammetto!