| :: Claudio Di Scalzo: Ossario dei poeti estinti. Nicola Moscardelli. 1986 |
Come custode cimiteriale, evitando che i poeti finissero nell’OSSARIO COMUNE dei resti ossei raccolti in maniera indistinta assieme a NON-POETI, allestisco un OSSARIO INDIVIDUALE, piccoli loculi cioè, dove raccogliere le OSSA DEI POETI ESTINTI. Unendovi luogo e data di nascita-morte; un’immagine lapide od ovale; resti di versi del poeta paragonabili a tibie o crani scarnificati; epitaffio del custode; ritrovati oggetti appartenuti al poeta estinto con giustificazione d’accostamento alle ossa; non libri o bibliografie e rimandi culturali essendo inutili data l’estinzione del poeta stesso. Ovviamente chi entra nell’OSSARIO DEI POETI ESTINTI curato da CLAUDIO DI SCALZO può provvedere da solo in ricerche, acquisto di sopravvissuti libri, letture varie, che valgono, sia detto e confermato, come messa per l’estinto, che non cambia di un grammo, di polvere, l’estinzione.
Moscardelli collezionò dandoci rima oggetti Decò. Con essi evocava presenze da trascrivere in simbologie semantiche deliranti e allucinate. Attratto dai bassifondi dalle donne perdute in ossessioni sinuose li frequentava in autunno. Nell’ossario poso un suo Portapillole in porcellana e oro. La maschera è eloquente la pillola salvifica o mortale pure. SETTEMBRE
Dall’ossario senza altare Nicola Moscardelli ricorda a noi ancora in polpa e versi parenti tuoi l’estinzione che dovrem varcare
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