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Buck Eden - Lettera all’amica giudiziosa

Buck Eden - Lettera all’amica giudiziosa

Cara *****... tra l’amore e il suo discorso ci stanno anche i fantasmi e la letteratura che diventa minore. Minimale. Minorata. Innaminorata! Invece che innamorata della pagina. Anche on line. Vivo tra passato e presente e nel futuro (che poi è scrittura) porto il Kaos. Che sta accanto a me come il cane con il cacciatore. A volte i ruoli si rovesciano. E sono sbranato. Ma anche questi segni, lacerazioni e unghiate e morsi, se non degenerano in malattia mortale, diventano ancora scrittura. Come pensi che riesca a scrivere quanto leggi? C'è del demoniaco tra Vecchiano e la sua lunga ombra. Tu lo chiami fascino? Non è così! E' la Colpa e le fratture che impone all'essere. Poi le slogature sono artifizi per identità da dimenticare. Però, allora, sarò su di una nuova pista. Morto anche all’illusione di essere uno scrittore o un amante fedele.

(Buck Eden, una sera del 15 dicembre 2009)

Anonimo