:: Sara Cardellino - Claudio Di Scalzo: Bandito scervellato che amo che ho amato. Ovvero la poetica del ragł a Vecchiano nella notte di Lucca Comics 2017


Sara Cardellino e Accio nel notturno a Lucca - 29 ottobre 2017




Sara Cardellino – Claudio Di Scalzo

BANDITO SCERVELLATO CHE AMO CHE HO AMATO

ovvero la poetica del ragù a Vecchiano

nella notte di Lucca Comics 2017

 

(Avvertenza: questo “raccontino vecchianese” nasce da quanto mi ha detto nella notte lucchese del 3 novembre Sara Cardellino. Alcune parti sono sue considerazioni riportate pari pari… svegliarsi e vedere che la donna amata ha scritto per te e te lo legge attiene a quanto non avevo più avuto in dono da tempo immemorabile… dovrei risalire a certe notti a Bruxelles o a Guarda in Engadina con Karoline Knabberchen… sono questi piccoli miracoli nel grande legame dell’amore che salvano… che rendono inutile la letteratura… e scoprire grazie a Sara che la mia vita è imperniata sulla poetica del pistolero western e del ragù della Nada, coniuga il sorriso ai drammi vissuti nell'unione perfetta di tenerezza e sorriso.
Quanto negli anni passati ho scritto inutilmente perché potessi avere insegnamento dall’amore… oggi si realizza grazie alla Cardellina veneziana)


 


SARA CARDELLINO



 

Sul bloc-notes di One-Piece, all’Arrembaggio, che mi hai regalato a Lucca Comics, scrivo per te.

Domattina in tarda mattinata parto. Da Lucca. Per Venezia. Ieri pomeriggio a Vecchiano ho salutato la Nada che m’ha ancora ringraziato con i “cealini” per gli LP che le ho spedito e che continuerò a mandarle sull’Opera. I cicalini li mangerò uno ad uno sul treno ripensando a questi giorni dolcissimi. Anche alla mia commozione quando mi hai fatto leggere e sfogliare alcuni quaderni manoscritti di Karoline Knabberchen. “Nessuna donna ci ha posato gli occhi oltre lei e ora tu.

Dalla poltrona ti guardo dormire. Hai accanto una pila di “giornalini”. A volte vedo il ciuffo del monello impertinente da tutti escluso che chiamavano Accio e che sull’Argine del Serchio viveva nella sua fantasia avventure rocambolesche imitando i personaggi di Dumas London Salgari; e l’uomo di oggi, vedo, con i riccioli ormai grigi e mi sembri davvero un “pistolero” che per fierezza illogica e vita sconclusionata creante infelicità e poche felicità a chi ha vissuto con te, vien cercato da pistole per ucciderlo: una da te approntata e che usi da tanti anni per ferirti sentendoti colpevole di non aver salvato Karoline Knabberchen, altre che ti sfidano a viso aperto per avere nomea di più veloci di te, e altre pistole che ti spareranno a tradimento.
La "legge della gerarchia" contro la tua anarchia. E’ accaduto. Di recente. Il 9 gennaio 2017.
Ci siamo ritrovati per questo. Mi hai cercato ferito a morte.
E ti ho raggiunto. Per il “Patto” che ci legava. (Clikka: “Sono in pericolo Sara, ho bisogno di te”)

Questa è la “leggenda” costruita sui dati reali del nostro legame che fu dramma nel 2011 e insieme spensieratezza mai dimenticata da noi due. Si è ricreata in questi giorni senza le ansie del passato a insidiarla. Mi "garba" come tu l'hai sintetizzata questa nostra avventura definendomi "La donna che visse due volte nel cuore dello stesso uomo" che fa specchio con il mio, di cuore! Questa unicità nessun libro potrà mai raggiungerla! e so che ciò ti dà una gioia immensa. Il pistolero non è stato ucciso! E io ti ho salvato

Tu sei questo insieme di "trovate" che sono da libro, senza necessità di alcun libro da pubblicare, e di scemenza, limiti tuoi poco comprensibili - a volte in modo sconsiderato, sbagliando, te ne sei fatto vanto e hai creato angoscia e disastri - senza il contesto, compreso il ragù girato per la madre perché “non attacchi” di cui parlerò, e mestiere per i fatti estetici.

Risultati e mestiere dei quali niente t’importa. Perché come t'ho detto tu hai il “cervello d’un bandito”, una via di mezzo tra reale selvaticheria e quella che hai preso dai personaggi popolari del feuilleton o del melodramma, che dirige e decide gli atti di te uomo autore personaggio. Atti, molti di questi, sconsiderati e stolti. Come puoi avere l’attitudine, il bon ton, del letterato o dell’ artista in carriera?!?!

A volte penso a che impressione faresti frequentando certi colti amici letterati e studiosi che pure conosco a Venezia. Che a volte in certe occasioni “culturali” ufficiali sono costretta a incontrare. Proprio non riesco a vedertici. Sono l'immenso, ora col web, sottobosco letterario, vanesio, petulante, frustrato. Che somiglia, mi hai detto alla grande cultura facendomi ridere, come un muggine ad un delfino.  

Combineresti qualche inutile aggressività. Scambiandoti con loro. Cattiveria. Scemenza. Perché hai una postura un sistema nervoso una storia privata che li esclude dalla tua comprensione. E spesso stima. Non puoi intenderti con questo tipo di persone. Ti avvelenerebbero nella tua sorgiva creatività con le loro teorie in similoro! Se penso questo capisco anche la violenza!!! che ti è capitata addosso in questo gennaio 2017 per le vicende dell’Olandese Volante.

Com’è possibile che la persona con cui dirigevi L'Olandese Volante, da fine 2011, abbia ipotizzato che tu frequentassi simili persone che sono all’opposto del tuo vissuto, e non solo estetico, ma umano, politico! I drammi che ti son capitati se a loro fossero accaduti, ma ne dubito, sarebbero stati soltanto occasione di poesie citazioni colte poemi intrecci in comuni versi declinazioni mitologiche. Però tu hai vissuto senza fuggire il dolore la violenza la morte i tradimenti la rabbia e molto la stupidità tua in certe scelte. Dando dolore. Insensato e senza rimedio. Però senza concessioni alla "lebbra", così la chiami, della “letterarietà”.

Ieri quando tua madre è andata a “piegare i panni”, nella piccola cucina dove eravamo, dove tu stavi ritoccando certe tavole su Lucca con paesaggi, ha detto: “girami il ragù sennò m’attacca”. E tu hai lasciato i pennelli per dedicarti a questa mansione. Lo fai con una dedizione che tutta ti assorbe. Ti vedo anche bambino mentre eri intento allo stesso compito. Il cuore mi s’allarga grande come Lucca tra le Mura. Capisco tutto di te. Le tavole gli eventuali scritti sono meno importanti del ragù. Sei dentro gli affetti domestici. Il legame che più per te conta. Anche per i pistoleri alla Jesse James fu così. Se ti avessi visto in questa cucina a girare il mestolo, con tua madre sarta che impasta i cealini e regala i limoni, ne ho due nelle tasche della giacca, a chi viene a trovare “il su' bimbo”, non ci saremmo separati. (clikka: Sara Cardellino e Accio: La Riviera del Brenta ieri e oggi con villa malcontenta. 2011 e 2018) Per quante “tu me ne abbia combinate” non sarei mai fuggita da te. Dall’uomo che "girà" il ragù e che mi dice: “ci sono anche i pioppini dentro. Meglio di ‘osì non si po’ fallo”. Mi sono detta, questo è l'uomo che in certe pagine del Canzoniere di Karoline Knabberchen ti muove al pianto, e che ora rammenta i pioppini. Per analogia, e questo complimento voglio proprio fartelo!, ho pensato al tuo conterraneo Giacomo Puccini, che scriveva La Bohème e Madame Butterfly e poi infiascava il vino, "di quello bono", per berlo con gli amici.

Il ragù del mi’ Accio. Meglio di ogni disegno e scritto!

Il ragù girato perché non attacchi mi porta a un'altra presenza in questa cucina. Tuo padre.

Il rapporto con tuo padre io te lo rivelo aspro crudo violento a volte. L’iniziazione a cui ti ha sottoposto ti ha segnato per sempre. Ai suoi limiti hai cercato di porre rimedio con la tua fragilità d’adolescente. Il Bambino sulla sedia. E di grande. Accanto all’anarchico ex partigiano c’era il giocatore di carte e di biliardo. Lo sperperatore inutile di danaro. La dannata malinconia che lo faceva stare per giorni a fumare sul terrazzo senza combinare nulla mentre mancavano i soldi per la spesa. Tutti questi fatti li ho interpretati come dramma domestico. Con sguardo esterno te li rammento. Per aiutarti nel dolore che ti morde fin da piccolo. Questo è il mio Bene. Assoluto Bene.

Sei nato ai segni della letteratura e della pittura in quei giorni. E ambivi a un amore forte incredibile anche nei litigi che la sarta aveva col camionista. Un amore crudele e alto. Selvaggio. Popolare. Qui sono nate le sofferenze anche per Karoline. E le mie.

Ora ho questa lucidità per scrivertene mentre dormi con le tue fragilità con la tua forza disperata ma finalmente pure con la saggezza la misericordia di chi ha vissuto l’ultima Croce. E sai che smettendo di scrivere e disegnare come l’hai inteso finora ti salverai e salverai il nostro amore. (clikka: La mia morte come autore dopo i fatti dolorosi del 9 gennaio 2017)

A Lucca tra gli stand dei games delle nuove frontiere del fumetto e dell’illustrazione, l’estetica si direbbe del duemila, l’immaginario seguito e apprezzato da migliaia di persone di ogni età, e tantissimi giovani,… i personaggi che hai ideato ci starebbero a meraviglia. Quanto hai inventato con L’Olandese Volante è incredibilmente adatto ai tempi che viviamo. Non hai scritto fotografato disegnato invano. Sappilo. Un giorno ci sarà qualche autore o autrice a cui potrai consegnare la tua avventura. E la proseguiranno. Io stessa la custodirò in attesa di questo momento.