:: Accio: A Trieste citazione mare col solleone. Per la veste di Sara Cardellino nel Capanno a Bocca di Serchio col libeccio. Sei fotografie virate nell’arte.


Accio: Rete Redon nel silenzio del capanno Odilon - Bocca di Serchio -  23 luglio 2020 - 



clikka
Tradurre audacemente dal Molo Audace di Trieste al Cascinale di Vecchiano

Tre foto di Trieste Luglio e una gennaio 2020. Con proverbio del Lume e dell'Olio.

Il Tricolore di Accio con me in Piazza d’Italia Unita a Trieste. Sera domenica 5 luglio 2020

San Valentino 2020 con 33 Variazioni sul Molo Audace di Trieste con l'aiuto di Ludwig Beethoven del sorriso di Sara Cardellino




Accio

A TRIESTE MARE CITAZIONE COL SOLLEONE.
PER LA VESTE DI SARA CARDELLINO NEL CAPANNO A BOCCA DI SERCHIO  COL LIBECCIO.
SETTE FOTOGRAFIE VIRATE NELL’ARTE.



Accio: Lampione lungomare Barcola  bacia con  Mucha hola - Trieste
5 luglio 2020




Accio: Alla Barcola nel tramonto Rotko gusto cocco con  lingua gola. 5 Luglio 2020
Trieste

 



Accio: Trieste sole Van Gogh contro la bora meglio del grog - 5 VII 2020




Accio: Balcone Miramare nel rosso Gauguin da gustare - Trieste
5 luglio 2020




Accio: Castello puntinista con Seurat bella vista - Trieste
5 luglio 2020




Accio: 
Sole  punto Munch depresso per castello senza sesso del defunto 
Trieste - 5 luglio 2020


 

La domenica del 5 luglio 2020, a Trieste, su invito, pungente di Sara Cardellino, ripetuto, me lo elargì sempre a Trieste nel gennaio 2020 (allora sul Molo Audace presi a rapportare cielo alle nuvole di Constable e mare tramonto all’espressionismo astratto di Robert Mortherwell), ho preso ad usare con la mia Leica il colore.

“Accio, possibile debba sempre vedere qualcosa che poi col bianco e nero nella foto ne spegni i colori?”.

Allora mi sono divertito ad associare il Lungomare Barcola e Castello Miramare allo stile di fondamentali pittori nella storia dell’arte: Gauguin Van Gogh Seurat Munch Mucha Rothko. E Odilon Redon al capanno adi Bocca di Serchio. Tutto il resto è mestiere.

Ho pensato e fissato, sarebbe meglio dire costruito, con lo scatto, luoghi (che tutti possono fotografare come me) consegnandoli a luogo-immagine in pittura.

L’allusione, e illusione?, si compenetra con il colore-stile di maestri in pittura che arricchiscono, pertanto, l’immagine dozzinale. Questo “Calcolo incidentale” mette in conto che ogni luogo, non solo Trieste o il lungomare Barcola, ma anche Bocca di Serchio e Lucca, sono parte di una frontiera instabile se visti attraverso l’obiettivo fotografico. Fotografia siffatta può addirittura bascullare dal bidimensionale al tridimensionale del reale all’emozionale pittorico adombrato eccezionale. I titoli, ironici, sottolineano il gioco del fotografo per la sua amante musicista, ma anche per chiunque le foto guarda on line, per mobilità viaggio sosta partenza creando relazioni con la materialità del vissuto-visto. Tutto il resto è mestiere.

L’esperienza intima con architettura solida cieli immateriali consente, nello scatto, una volante familiarità con Trieste, così come per altri luoghi visitati dalla coppia Accio-Sara (e relativi personaggi: perché mentre sono al Castello Miramare Gauguin lei è anche la mia modella per i nudi Noa Noa e per il Bois d’Amour in Bretagna. Se non lo pensassi la foto non riuscirebbe. Così come la bella danzante con me mentre il sole tramonta Munch a Marina di Vecchiano, dove siamo. E l’elegante signora Liberty Mucha quando andiamo in qualche ristorante, pagato da lei, chic a Viareggio) che poi si dissolve nel tempo. Lo scatto è sempre una forma di scommessa pensata per i corpi nello spazio nella luce. I pensieri probabile siano come il puntinismo di Seurat o la pennellata a virgola di Van Gogh, qualcosa che dà alla fotografia il suo arbitrio di scelta. Tutto il resto è mestiere da fotografo.

A questa età, poi, mi sento di aggiungere che dove non vale mestiere è nell’amore avventura di coppia. E ciò riguarda sia il fotografo dilettante con l’iPhone innestato sia quelli come me che fin da giovane portavo a tracolla le prime Reflex.

Bello constatarlo, mentre nel capanno a Bocca di Serchio, dove siamo rimasti sotto il vento sodo e qualche schizzo d’acqua, Sara Cardellino mi dice: “ Accio, vedo, che te la cavi magnificamente anche con il colore! Cosa faresti senza di me?” Rispondo: “Poco farei, però direi saresti tu a stare nel bianconero e nel grigio”. Mi carezza i ricci antichi salmastrosi. Si realizza meglio di qualsiasi foto il nostro essere “A PARI” nell’immagine reale. La sento aggiungere: “Ti ho chiesto di rimanere qui, intanto perché secondo me non piove a catinelle come dici, caro-il-mio-marinaio esperto di venti; poi perché ho avuto fifa a traversare in barca nelle correnti la foce per andare all’auto; poi perché nel sacco a pelo se s’abbassa la temperatura stiamo al tepore, poi...

La sua novella del poi... c’è un solo sistema per interromperla... e io lo conosco.

Intanto l’acqua dolce del fiume si mischia in foce alla salata. Domani ci scatto una fotografia. Poi... eh sì poi... voglio scoprire che acqua sceglie questa Cardellina... in ogni caso l’acqua è a pari... è già una rivoluzione intenderlo.