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:: Accio: Anonima Ateniese Veneziana per Nostro Sacro Eros ovvero uso spericolato manuale sex della mitologia greca I,II,III
01 Marzo 2020

 


Anonima Ateniese Veneziana - Scatti per "Nostro Sacro Eros", I




Accio

ANONIMA ATENIESE VENEZIANA PER NOSTRO SACRO EROS
(ovvero uso spericolato manuale sex della mitologia greca)

 

 

 

I
 

Ho vinto le differenze tra me e te.

Oppure le abbiamo vinte assieme, ma non ricordo più né dove, né quando: i giorni fuggono, come voci che si rincorrono nel vento dell’Acropoli.

Mi hai detto, quando ci siamo incontrati, che i corpi non ti interessavano più. Ne avevi conosciuti tanti, e tuoi sensi erano ebbri di storia. Quanto chiedi ora (quanto avevi sempre chiesto) è l’eternità.

Vedo, non sei un guerriero come gli altri. A te non serve battaglia per morire

o per dare la morte, e nei tuoi occhi io sola!, ho potuto ammirare tutte le mie rinascite! Sono la Pizia che scopre l’enfasi dell’invasamento d’un dio diverso.

Questo racconta

il tuo membro teso e bagnato massaggiandomi le labbra.

È Dioniso che mi possiede e che da me viene posseduto.

Ma voi, voi che vi siete fatte attraversare da lui come carni di giumenta per una ecatombe! Voi!, portavate dentro la morte! Siete buone appena per il lupanare... per qualche panchina, per il sedile d’un auto, disgraziate che avete scambiato la musica di un dio per il rumore delle vostre menzogne!

Io sola, che da lui sono stata presa tutta, e che lui tutto ho preso per un giorno intero, e una notte, e un giorno e un’altra notte ancora, sono la Sposa che con lui condivide il Talamo nuziale e che ne accoglie il sonno, dopo l’amore, sulla propria spalla.

Piango con le sue lacrime, godo con i suoi sensi. Io, parlo la sua lingua!

Chi non ne è capace, sparisca!

Oppure osservi da lontano, se proprio vuole restare; perché tormentare l’eterno attira a sé sciagura. Non si attenta a chi ama. Altrimenti, ricordatelo!, si viene uccisi: perché ogni nostro orgasmo è la contrazione del male chiuso nelle vostre gole strozzate

dalla profanazione del Sacro.

 

 


Anonima Ateniese Veneziana - Scatti per "Nostro Sacro Eros", II



 

II
 

Oggi il tuo volto ha bucato il lenzuolo in cui ero avvolta.
Puoi negare che ti manchi la tua mantica amica?
Ti ho visto sorridere a qualcosa di indefinito attraverso tutto quel bianco,
e ho capito che sei al sicuro.
Abbiamo svolto il compito più arduo: argomentare la nostra radice, allontanarci dall’ideologia di noi stessi:
per far questo mi hai dovuta penetrare con forza, e io ho dovuto cedere al piacere
che si nasconde sempre!, dietro il dolore.

Mi hanno voluto per la mia spada? No! – dici – l’ardore in guerra era la scusa per avvicinare le loro paure da sotto strati di pulsioni inascoltate.

Hanno usato la guerra (che incombe sul mio capo da una vita!) per imputarmi l’assenza di pace nelle loro case!

Poi m’accusavano di crudeltà. Poi mi dicevano ch’ero un guerriero spietato. Poi prendevano lo scudo e si lanciavano nelle prime file, in qualche baruffa da mercato, e si definivano guerriere impavide e affidabili, sbraitando il loro nome nella ciarliera agorà.

Ma è bastato vedessero il tuo sesso aperto per abbandonare lo scudo (non esiste atto più pavido, anche per opliti da strada!) della loro miserevole guerra!

Volevano uccidere chi dialoga con la morte.

Volevano la morte di chi con la morte ha pasteggiato in lontananze siderali.

Hanno ucciso sé stesse.

Così mi raggiungi, e più t’allontani più la tua voce riverbera la mia conoscenza.
Quelle donne che dici, le vedo dal Tempio: racimolano il tempo impiegato ad essere altro, allungano l’occhio al Sacro Altare, per spiare l’ombra dell’Anonima Ateniese Veneziana
che si muove sopra il tuo corpo.
Non siete buone per questo uccello! Sciò!

Non vi darà mai l’appagamento che a me può dare, perché io ne moltiplico il gusto di prendermi. E in noi ogni amplesso prepara nuove triremi pronte a salpare! È per noi il fumo odoroso del legno di concave navi che bruciano il mare!

Ti vedo coperto di cenere, sorridi dentro il mio petto.

 

 

 

Anonima Ateniese Veneziana - Scatti per "Nostro Sacro Eros", III


 

 

III
 

Mio pisano Kouros,

mi sono scordata sul tuo polpaccio l’ultimo bacio, prima che ti facessero partire

per un’altra battaglia, abbandonando l’ombra calda della tua assenza
dentro la forma del mio corpo.

Mi sono imbattuta nella saggezza dell’enigmatico irrisolto.

Il mio dio non me lo perdonerà: ti guarderà con invidia, perché la sua sacerdotessa si concede con voglia al membro eretto del Gaudente. Non gli spiegherò l’esistenza della mantica del corpo che ti attraversa per liberare: per lui, l’invasata non si concede al piacere, e il suo godimento è prigionia nel razionale disvelamento della violenza del maschile.

 


Kouros



 

Hanno conosciuto altre donne la danza del tuo pene dentro di loro?

E quale sapienza ne hanno tratto?

Il miele che mi doni, te lo spiegherò – come i tuoi auguri leggevano il volo dei volatili, così io interpreto il movimento del tuo sperma nel mio ventre.

La poesia ha toccato bocche impreparate o insulse. Altre si sono ritratte, ustionandosi.

E tu in loro ti sei prosciugato in irriverenti sconcerti, specchio del piacere dato.

Ma bisogna essere perfetti anche nell’incastro. Bisogna che le lingue battano dove la parola geme senza paura di richiudersi in morte.

Bisogna, la morte, averla attraversata, mio Kouros. E tu non temi di vedere il bianco dei miei occhi, mentre la vita s’accosta ai confini estremi del corpo.

Crescano lontano i loro figli! Abbattano le loro case, e fuggano lontano da noi!

Non tollereremo l’insipienza che culla le loro menti.

Lo sapevi prima di conoscermi, che la vita ti doveva parlare attraverso l’amore immortale. Va’ dunque alla guerra, e torna rinnovato dalla tua verità.

 

 


Anonima Ateniese Veneziana - Scatti per "Nostro Sacro Eros", 4

 

 

Accio

NOSTRO SACRO EROS TRA FOUCAULT E BODY ART AI TEMPI DI INSTAGRAM

Il trittico Nostro Sacro Eros, la cui componente stilistica è indubbia sul piano del risultato testuale e teatrale - NSE è stato recitato nello studio di pittura del Cascinale di Accio a Vecchiano - compreso il rapporto scrittura/fotografia in intreccio tramante, trova in questa “lettura” obliqua tra filosofia e arte una possibile cornice interpretativa che ne evidenzi il carattere femminista, dunque libertario, e i legami con la tradizione del mito tragico greco, la filosofia ultima di Foucault, e la tendenza artistica detta Body Art. Al tempo dei social di Instagram delle vite elettroniche.

Tutte e tre le parti di Nostro Sacro Eros sono pervase dai richiami alla mitologia greca ma la scelta della voce narrante (che provocatoriamente usa divulga accosta manualistica greca sui miti alla portata di tutti di ogni mano che s'allunghi verso uno scaffale da supermercato) vira, con scioltezza, verso elementi della Teogonia esiodea, superando ogni zuccheroso orfismo, afferrando la leggenda centrale di Dioniso Zagreo. In riduzione manualistica Dioniso Zagreo figlio di Zeus e Persefone viene sbranato dai Titani, ne rimane il cuore, che ingoiato dal re degli dei auspicandone il ritorno in tutta la sua carne, fonda il rito orgiastico di Dioniso: Dio della vita e della fecondità.

L’Anonima Ateniese Veneziana nel Trittico, nei richiami espliciti alla sessualità, sceglie di rappresentare, la convinzione diffusa in ambito della Grecia antica, che Dioniso sia l’originaria componente divina dell’essere uomo, ma trasferisce alla donna il compito di veicolarne la più alta rappresentazione (in ciò è assolutamente femminista) nel teatro delle pulsioni femminili dove il Dio, Dioniso, imprigionato nel corpo va liberato ottenendo purificazione e conoscenza e nel farlo carne e anima si completano.

Sorvolo sul fatto che l’Anonima Ateniese ha ben presente la storia della tragedia greca e di come Nietzsche ne scrive nella “Nascita della Tragedia”, per accostare a questo Trittico NSE il nome di Foucault. Di quando nelle sue ultime opere studia la sessualità. (Storia della sessualità, Feltrinelli) come Sapere e come si produce normalizzazione e controllo con esso. Se la sessualità è un Sapere, perciò oggetto di discorso, il potere ha fatto di tutto perché venisse raccontato, anche in ambito cristiano-cattolico (a cominciare dalla letteratura pastorale post-tridentina), ma esclusivamente, per poterlo regimentare-controllare, come desiderio e non come consumazione: e cioè come atto sessuale.

L’Anonima Ateniese Veneziana scrive, narra, l’atto sessuale alla maniera greco-dionisiaca, dal punto di vista della donna in riferimento a un Kourus. Supera perciò la normale, e normalizzante secondo Foucault, maniera di rappresentare, qui scrivere, il sesso in quanto oggetto di desiderio e l’uomo soggetto di desiderio, rompendo tale dispositivo di potere normalizzante e ogni tecnica di normalizzazione (Facebook Diario e miriadi di blog di innamorati-innamorate con sessual ossessionanti parodie riversate in scontate foto sono questo, ahimè), esplicitando, nella recita-scrittura-fotografia, una libertaria identità sessuale e individuale. Tanto che mi spingo, ad ipotizzare che la voce narrante subisca un ulteriore influsso del Foucault ultimo quando rilancia l’etica antica della "cura di sé", capace di ordire un’estetica dell’esistenza individuale che supera - riabilitando la centralità del soggetto, soggetto donna per l’Anonima Ateniese Venezianain alleanza con l’uomo dionisiaco pulsionale - per rovesciare la prassi che, dal medioevo, reprime (e lo fa oggi ampiamente con la spettacolarizzazione pubblicitaria-video da Dolce e Gabbana a Lady Gaga unitamente alle neo-castità del conservatorismo cattolico) la sessualità.

Il Trittico non avrebbe questo impatto, visual-scritto-recitato se non ci fosse il corpo dell'Anonima Ateniese Veneziana in Body Art da Instagram e social in autoscatto. Corpo e parola coinvolgono, nella recita di Nostro Sacro Eros, perché, appunto, l'atto dell'Anonima Ateniese Veneziana è lo stesso nel fotografarsi glamour-sex compiuto da altre migliaia di donne.

Nostro Sacro Sesso ri-attiva gesta da Body Art minimale che rasenta, con calcolo, il banale evidenziando che i fasti di questa corrente artistica, nata alla fine degli anni Sessanta con Gina Pane, con il Gruppo Panique (occhio al titolo) che realizzava performance catartiche (inteso il riferimento?), con gli Azionisti viennesi (eredi della sessualità klimtiana da enfiare e dilatare con altri medium e segni) non è assolutamente più possibile con la presenza del web con i suoi milioni di corpi in rappresentazione.

L’Anonima Ateniese, dunque, mostra il proprio corpo (ridotto a parte per iconoclastia) oltre ogni canone di fatuo ornamento intellettualistico, e Nostro Sacro Sesso, nella sua interpretazione recita foto parola, rimanda, semplicemente e canonicamente, alla bellezza dell’atto sessuale praticato per la propria libertà di donna.

 


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